Brasile, l'assalto "è stato pianificato”: è caccia ai cento registi del tentato golpe pro Bolsonaro
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoNon c'era solo l'assalto ai Tre Poteri. Il piano messo a punto dai "terroristi golpisti" di Jair Bolsonaro era molto più articolato di quello che appare. Messo a punto da settimane in riunioni ristrette e poi in parte diffuso sulle messaggerie criptate, prevedeva azioni di disturbo in quasi tutti gli Stati del paese.
Già nella notte di sabato scorso, il giorno prima dell'irruzione sulla spianata di Brasilia, piccoli gruppi di rivoltosi hanno spedito camion carichi di terra a scaricare davanti agli ingressi di almeno 5 raffinerie di petrolio a Manaus, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Rio de Janeiro.
I governatori hanno lanciato l'allarme e chiesto all'esercito la protezione dei loro siti. La sicurezza delle raffinerie è stata rafforzata e gli ingressi sono ora vigilati dai blindati delle Forze Armate.
Non c'era solo l'assalto ai Tre Poteri. Il piano messo a punto dai "terroristi golpisti" di Jair Bolsonaro era molto più articolato di quello che appare. Messo a punto da settimane in riunioni ristrette e poi in parte diffuso sulle messaggerie criptate, prevedeva azioni di disturbo in quasi tutti gli Stati del paese.
Già nella notte di sabato scorso, il giorno prima dell'irruzione sulla spianata di Brasilia, piccoli gruppi di rivoltosi hanno spedito camion carichi di terra a scaricare davanti agli ingressi di almeno 5 raffinerie di petrolio a Manaus, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Rio de Janeiro.
I governatori hanno lanciato l'allarme e chiesto all'esercito la protezione dei loro siti. La sicurezza delle raffinerie è stata rafforzata e gli ingressi sono ora vigilati dai blindati delle Forze Armate.
Adesso si cercano i registi e i finanziatori. Ne sono state individuati cento. Sono industrie, centri finanziari, commerciali, studi professionali, società del terziario e di informatica. Rappresentano l'anima nera, oscura del movimento di estrema destra da sempre presente nel paese ma emerso in superficie con l'arrivo di Bolsonaro. La maggioranza di queste aziende si trova nel Mato Grosso, cuore dell'agrobusiness, e nel Santa Catarina, due degli Stati tradizionalmente conservatori. Presto i loro rappresentanti legali potrebbero essere indagati con accuse di terrorismo e atti vandalici.
Il vice procuratore generale della Corte dei Conti Lucas Rocha Furtado, ha intanto ordinato il blocco dei conti correnti intestati a Jair Bolsonaro, dell'ex governatore del Distretto Federale Ibaneis Rocha e dell'ex responsabile per la Pubblica Sicurezza a Brasilia Anderson Torres. Potrebbero essere usati per coprire le spese delle devastazioni.
Torres è considerato uno dei bracci operativi del golpe. Ricardo Cappelli nominato responsabile unico della sicurezza nel distretto federale ha detto alla Cnn Brasil che ha avuto un ruolo centrale in tutto il piano. Ha assunto il comando il 2 gennaio scorso; il 3 e 4 ha proceduto a rimuovere i vertici delle varie strutture della polizia. Era previsto. Ma non li ha sostituiti. Il vuoto di potere ha favorito i manifestanti che hanno deciso di far scattare l'invasione. Lo hanno fatto in un momento preciso.
Torres, già ministro della Giustizia di Bolsonaro, è un fedelissimo dell'ex capitano.
La sua nomina è stata decisa dal governatore Rocha a sua volta legato al leader della destra estrema. L'ex responsabile della sicurezza è fuggito due giorni prima negli Usa e, casualità, è andato a Orlando dove si trovava dalla fine dell'anno scorso lo stesso Bolsonaro. Rocha si è invece rintanato a casa e quando lo hanno avvertito di quanto accadeva ha minimizzato: "È una manifestazione pacifica".
"La responsabilità centrale di domenica è stata la mancanza di comando", ha ribadito Cappelli. "Si è trattato di una strutturata operazione di sabotaggio guidata dall'ex ministro di Bolsonaro Anderson Torres. Ha lasciato la segreteria senza direzione, ed è fuggito all'estero".
Il giudice De Moraes ha intanto ordinato l’arresto del colonnello Fábio Augusto, comandante della polizia militare di Brasilia nelle ore dell’assalto ai palazzi del potere.