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Brasile, tra i fanatici della rivolta: "I generali ci hanno traditi, dovevano prendere il potere"

I gruppi cospirazionisti attribuiscono a un misterioso algoritmo la sconfitta elettorale di Bolsonaro. E sulla domenica del tentato golpe ora dicono: "Siamo caduti nella trappola degli infiltrati di Lula"
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BRASILIA -  La colpa è del Codice Fonte. Senza quell'algoritmo occulto progettato dai complottisti della sinistra internazionale, le elezioni in Brasile le avrebbe vinte Bolsonaro, quindi non ci sarebbe stato bisogno di tentare il colpo di Stato. "Fate gli spiritosi, ma le cose stanno proprio così". Si irrita Telma Vieira, quando avverte scetticismo. Quarantotto anni, parrucchiera, madre di due figli e bolsonarista della prima ora, custodisce una foto del Codice Fonte nel telefonino, per chi non ha fede. "Eccolo". Lettere, numeri, punteggiatura e stringhe su sfondo nero, come la matrice del film Matrix. Ed è solo l'inizio di questa escursione nel delirio cospirazionista che anima gli assalitori della democrazia.

Telma siede sotto l'insegna dell'Academia nacional della Polizia federale. Fuma una Dunhill dopo l'altra e mangia patatine da due soldi. Sta cercando il suo amico Carlos, anche lui arrivato a Brasilia da Araras…

BRASILIA -  La colpa è del Codice Fonte. Senza quell'algoritmo occulto progettato dai complottisti della sinistra internazionale, le elezioni in Brasile le avrebbe vinte Bolsonaro, quindi non ci sarebbe stato bisogno di tentare il colpo di Stato. "Fate gli spiritosi, ma le cose stanno proprio così". Si irrita Telma Vieira, quando avverte scetticismo. Quarantotto anni, parrucchiera, madre di due figli e bolsonarista della prima ora, custodisce una foto del Codice Fonte nel telefonino, per chi non ha fede. "Eccolo". Lettere, numeri, punteggiatura e stringhe su sfondo nero, come la matrice del film Matrix. Ed è solo l'inizio di questa escursione nel delirio cospirazionista che anima gli assalitori della democrazia.

Telma siede sotto l'insegna dell'Academia nacional della Polizia federale. Fuma una Dunhill dopo l'altra e mangia patatine da due soldi. Sta cercando il suo amico Carlos, anche lui arrivato a Brasilia da Araras (San Paolo) per rovesciare il potere costituito e sparito il lunedì della grande retata, quando 1.500 bolsonaristi sono stati presi e portati all'Academia. Gli agenti federali li stanno interrogando e accusando formalmente di terrorismo, vandalismo, sovversione. A ciò rispondono disegnando in cortile la scritta "Sos" coi loro corpi. "Patrioti...", mormora Telma, che piange lacrime sincere ogni volta che dal cancello esce un bus addobbato di bandiere brasiliane, con a bordo i golpisti destinati al carcere di Papuda. Ne portano via 527, 599 li rilasciano per motivi umanitari: tra essi donne e adolescenti.

Telma Vieira, manifestante pro Bolsonaro 

La trappola

"Ci hanno teso una trappola, sull'Esplanada", attacca Telma. Chi? "Come chi? Gli infiltrati di Lula! Era tutto organizzato. Erano vestiti come i patrioti, con le maglie della Seleção. Sono loro ad aver spaccato tutto". Tira dritto col ragionamento, incurante di centinaia di filmati in cui si vede l'orda dei bolsonaristi partire dal campo-base, sorto sul prato dello Stato maggiore dell'Esercito. Dettaglio anche questo surreale, oppure perfettamente coerente. "L'idea era occupare pacificamente l'Esplanada e costringere le forze armate a prendere posizione". Chi vi ha chiamato? "Qualcuno, non so chi. Pensavamo che i generali alla fine avrebbero destituito Lula, per mettere al governo il legittimo inquilino: Bolsonaro, l'uomo che ha aperto gli occhi al Brasile e ci ha mostrato come stanno realmente le cose sul Covid, sui diritti, sulla politica. Prima ero così cieca che votavo Lula". Pillola rossa o pillola blu, in pratica.

"I capitani, i maggiori, i colonnelli sono sempre stati dalla nostra parte, ci hanno trattato bene nei due mesi al camping di Brasilia. Io ci andavo ogni fine settimana, senza che nessuno mi pagasse i viaggi. Ma i generali, nel momento cruciale...i generali hanno tradito".

Il codice fonte che proverebbe il broglio elettorale a favore di Lula 

Frastornati dalla funanbolica ricostruzione di Telma, si ascolta anche quel che ha da dire Felipe, il quarantenne che le siede accanto. Sostiene di essere giornalista e designer di interni. "Gli infiltrati della sinistra erano già dentro al Congresso e hanno aperto le porte ai manifestanti. È difficile da credere ma è vero. Come è vero il Codice Fonte: l'algoritmo è stato inserito a ottobre nelle urne elettroniche e ha trasformato i voti per Bolsonaro in suffragi per Lula. I grafici dell'andamento sono perfettamente simmetrici: non è matematicamente possibile!".

Gli arresti

Si aprono i cancelli, esce un altro bus. Telma afferra il telefono e invia un audio nella chat "Achamos a Luz" (troviamo la luce): uno dei mille canali dove i bolsonaristi più folli si lasciano sedurre dalle teorie complottiste degli estremisti di destra QAnon, riadattate al deep state sudamericano. "Stanno portando via altri patrioti, dobbiamo intervenire!". Queste chat sono così: chiunque può chiamare alla rivolta, spargere fake news, indicare obiettivi. La marcia sui palazzi del potere brasiliano, domenica, è iniziata lì dentro: qualcuno ha lanciato l'idea di prendersi la piazza dei Tre Poteri, ed è successo. Certo, tra mille connivenze e complicità degli apparati di sicurezza, motivo di inquietudine per il governo in carica. "Non abbiamo leader, è un movimento spontaneo: il nostro unico leader è Bolsonaro", ripete, per l'ennesima volta, Telma. Maria De Fatima, 65 anni, ascolta e annuisce, avvolta nella bandiera verdeoro. "Lo amo perché crede in Dio, nella Patria, nella Famiglia". E anche nella clorochina come rimedio anti-Covid alternativo al vaccino: lo disse quando era presidente, insieme alle altre uscite contro gli omosessuali e il femminismo. "Ma è vero, la pandemia è una mezza invenzione", crede Maria. "Se avessimo preso la clorochina in tempo, nessuno si sarebbe ammalato". E quelle posizioni vergognose su gay e donne? "Fake news, non le ha mai dette quelle cose: sono i giornalisti che hanno creato ad arte dei collage con le sue dichiarazioni".

In Rete si trovano ancora i filmati integrali degli interventi di Bolsonaro. Ma forse li ha generati il Codice Fonte.


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