Usa, un guasto informatico blocca l'intero traffico aereo per ore. Biden ordina un'inchiesta
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliORLANDO - Una roba del genere non si vedeva dall'11 settembre del 2001, quando l'attacco scatenato da al Qaeda usando quattro aerei come bombe aveva bloccato a terra l'intera flotta commerciale americana. Washington - questa volta - al momento esclude il dolo, ossia un attacco cibernetico o di altra natura, però le migliaia voli cancellati e ritardati rappresentano una crisi che esige risposte immediate sul piano delle infrastrutture.
ORLANDO - Una roba del genere non si vedeva dall'11 settembre del 2001, quando l'attacco scatenato da al Qaeda usando quattro aerei come bombe aveva bloccato a terra l'intera flotta commerciale americana. Washington - questa volta - al momento esclude il dolo, ossia un attacco cibernetico o di altra natura, però le migliaia voli cancellati e ritardati rappresentano una crisi che esige risposte immediate sul piano delle infrastrutture.
Quando è sorto il sole, però, il traffico è aumentato in maniera insostenibile. I telefoni non bastavano più, e quindi di prima mattina le autorità hanno ordinato il blocco di tutti i decolli. Gli aerei già in volo potevano atterrare in sicurezza, ma quelli in partenza dovevano essere fermati. Così sulle piste si è creata una situazione spettrale, che ricordava molto quella dell'11 settembre.
Il presidente Biden, interrogato dai giornalisti sulla ragione del blocco, ha dato una risposta poco rassicurante: "Ho appena parlato con il segretario ai Trasporti Buttigieg. Non sanno quale sia la causa. Ma sono stato al telefono con lui per dieci minuti. Gli ho detto di informarmi appena capiranno cosa è successo".
Nel frattempo cancellazioni e ritardi si sono accumulati. A metà giornata, secondo FlightAware, oltre 1.100 voli erano stati annullati e 7.700 rimandati. Negli aeroporti di Chicago, New York, Los Angeles e Atlanta, fra il 30 e il 40% dei decolli erano stati colpiti dalla paralisi. In totale ieri erano previste negli Usa 21.000 partenze domestiche e 1.840 arrivi internazionali, e Buttigieg ha avvertito che si sarebbero visti "effetti a catena sul sistema durante l'intera giornata".
Venus Marcil, passeggera del volo Delta delle 7,25 da Orlando a New York, ha raccontato al New York Times che "che eravamo già sulla pista con le cinture di sicurezza allacciate, quando il pilota ha detto prima che aveva ricevuto il via libera per il decollo, e poi che dovevamo restare a terra". La stessa scena si è ripetuta in tutti gli aeroporti, con gente che perdeva coincidenze, giornate di lavoro, appuntamenti famigliari, restando magari accampata dopo una notte insonne. Verso le nove del mattino il blocco è stato progressivamente tolto, ma con disagi crescenti a catena.
La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha detto che "il presidente è stato informato questa mattina dal segretario ai Trasporti sull'interruzione del sistema Faa. Non ci sono prove di un attacco informatico a questo punto, ma ha ordinato al dipartimento di condurre un'indagine completa sulle cause. La Faa fornirà aggiornamenti regolari". Buttigieg ha aggiunto: "Dobbiamo disegnare un sistema senza queste vulnerabilità".
L'ex pilota John Cox ha commentato così all'Associated Press: "Volo da 53 anni, e una roba del genere non l'avevo mai vista prima. Qualcosa di inusuale è successo". In attesa di sapere cosa, i passeggeri del più grande sistema aereo mondiale si chiedono se possono ancora fidarsi di un'infrastruttura nazionale che troppo spesso dimostra di non essere all'altezza. Anche se per fortuna l'incubo dell'11 settembre non si è ripetuto. O forse proprio per questo, perché è la dimostrazione che anche senza cause esterne la rete non sembra reggere più.