Brasile, “Venite tutti in maschera alla festa di compleanno”: le chat dove è nato il golpe
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciBRASILIA - Era tutto online. Era tutto in chiaro. Certo, i bolsonaristi nelle chat hanno usato parole in codice per organizzare l'assalto alla democrazia di domenica scorsa, ma non ci voleva Alan Turing per decifrare che "viaggio in spiaggia a Brasilia" non era una gita di piacere. E che Selma non stava dando alcuna festa.
La rivolta di chi intende rovesciare l'esito delle elezioni di ottobre è cominciata, finita e ricominciata nei canali pubblici dei bolsonaristi, su Telegram, Messenger, Signal e WhatsApp. Non si può capire veramente quel che è accaduto in Brasile, e ancora sta accadendo, se non si leggono le chat. Dopo la devastazione della piazza dei Tre Poteri e il tentato golpe, il governo Lula le prende tremendamente sul serio: ieri ha blindato il Paese, chiudendo l'accesso all'Esplanada di Brasilia, perché su una, chiamata "L'attacco del giaguaro", è comparso il manifesto di una "Mega manifest…
BRASILIA - Era tutto online. Era tutto in chiaro. Certo, i bolsonaristi nelle chat hanno usato parole in codice per organizzare l'assalto alla democrazia di domenica scorsa, ma non ci voleva Alan Turing per decifrare che "viaggio in spiaggia a Brasilia" non era una gita di piacere. E che Selma non stava dando alcuna festa.
La rivolta di chi intende rovesciare l'esito delle elezioni di ottobre è cominciata, finita e ricominciata nei canali pubblici dei bolsonaristi, su Telegram, Messenger, Signal e WhatsApp. Non si può capire veramente quel che è accaduto in Brasile, e ancora sta accadendo, se non si leggono le chat. Dopo la devastazione della piazza dei Tre Poteri e il tentato golpe, il governo Lula le prende tremendamente sul serio: ieri ha blindato il Paese, chiudendo l'accesso all'Esplanada di Brasilia, perché su una, chiamata "L'attacco del giaguaro", è comparso il manifesto di una "Mega manifestação nacional" in 21 città "per la riconquista del potere".
Durante il tentato colpo di Stato, le chat sono state utilizzate per istruire l'Orda. Uol News ha analizzato quattro canali Telegram seguiti da 180mila bolsonaristi, notando che i post mutavano di tono a seconda dell'orario. Dalla mezzanotte di sabato alle tre del pomeriggio della domenica, spiegavano il progetto eversivo. "Conquistiamo il Congresso, il Tribunale federale e il Palazzo di Planalto. Blocchiamo le strade e rendiamo inutilizzabili le raffinerie e gli aeroporti". Solo la prima parte gli riuscirà. Dalle tre alle sette di sera, i messaggi esaltavano le distruzioni, invitando gli estremisti a resistere alla reazione della polizia. Su tutti i canali circolava la foto dell'armadio divelto di Alexandre de Moraes, con la toga sua strappata. Dopo le sette, quando le forze di polizia hanno ripreso il controllo della piazza, diffondevano la narrazione degli "infiltrati di sinistra" responsabili delle violenze.
Chat come queste, per gli investigatori, sono miniere di indizi. Lì dentro si risale all'identità di chi ha provato a rovesciare il governo legittimamente eletto. I bolsonaristi lo sanno e stanno cancellando i post. Il governo Lula vuole chiedere aiuto alle piattaforme di messaggistica per riesumare i messaggi cancellati. Perché tutto comincia e finisce lì. Nelle chat.