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Brasile, “Venite tutti in maschera alla festa di compleanno”: le chat dove è nato il golpe

Nei messaggi scambiati sui canali Telegram e WhatsApp dai bolsonaristi, la ricostruzione delle dinamiche che hanno portato all'assalto delle istituzioni a Brasilia
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BRASILIA - Era tutto online. Era tutto in chiaro. Certo, i bolsonaristi nelle chat hanno usato parole in codice per organizzare l'assalto alla democrazia di domenica scorsa, ma non ci voleva Alan Turing per decifrare che "viaggio in spiaggia a Brasilia" non era una gita di piacere. E che Selma non stava dando alcuna festa.

La rivolta di chi intende rovesciare l'esito delle elezioni di ottobre è cominciata, finita e ricominciata nei canali pubblici dei bolsonaristi, su Telegram, Messenger, Signal e WhatsApp. Non si può capire veramente quel che è accaduto in Brasile, e ancora sta accadendo, se non si leggono le chat. Dopo la devastazione della piazza dei Tre Poteri e il tentato golpe, il governo Lula le prende tremendamente sul serio: ieri ha blindato il Paese, chiudendo l'accesso all'Esplanada di Brasilia, perché su una, chiamata "L'attacco del giaguaro", è comparso il manifesto di una "Mega manifest…

BRASILIA - Era tutto online. Era tutto in chiaro. Certo, i bolsonaristi nelle chat hanno usato parole in codice per organizzare l'assalto alla democrazia di domenica scorsa, ma non ci voleva Alan Turing per decifrare che "viaggio in spiaggia a Brasilia" non era una gita di piacere. E che Selma non stava dando alcuna festa.

La rivolta di chi intende rovesciare l'esito delle elezioni di ottobre è cominciata, finita e ricominciata nei canali pubblici dei bolsonaristi, su Telegram, Messenger, Signal e WhatsApp. Non si può capire veramente quel che è accaduto in Brasile, e ancora sta accadendo, se non si leggono le chat. Dopo la devastazione della piazza dei Tre Poteri e il tentato golpe, il governo Lula le prende tremendamente sul serio: ieri ha blindato il Paese, chiudendo l'accesso all'Esplanada di Brasilia, perché su una, chiamata "L'attacco del giaguaro", è comparso il manifesto di una "Mega manifestação nacional" in 21 città "per la riconquista del potere".

Ce ne sono a decine di questi canali. Hanno nomi improbabili ("L'attacco del giaguaro", "Lo zio Paperone", "Caccia e pesca", "Gruppo censura libera", "Brasile verde oliva", "Oracolo nazionalista", "Troviamo la luce", "Leggi il Deuteronomio", "In fila per il pane secco") e quelli più conosciuti, da soli, raggruppano quasi due milioni di persone. Gli amministratori sono inseguiti dai giudici per cui le aprono e le chiudono in continuazione. Il popolo che le anima è sempre lo stesso: come un gregge disciplinato migra da un canale all'altro, saturando lo spazio virtuale di cospirazioni, fake news, messaggi dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Ma il 4 gennaio scorso, lì dentro, si parlava solo di due cose: c'era un viaggio in spiaggia da organizzare e il compleanno della fantomatica Selma a cui partecipare. Torniamo a quel giorno, 96 ore prima dell'attacco ai palazzi delle istituzioni.

Sul canale Telegram "Caccia e pesca" (18 mila partecipanti) pubblicano la cartina del Brasile, su cui hanno segnato 43 punti: sono le fermate da cui partiranno, di lì a breve, gli autobus diretti a Brasilia. Sono indicati i contatti degli autisti. La mappa si chiama "Viaggio in spiaggia", la destinazione è la "festa di Selma" a Brasilia. Uno degli utenti, evidentemente informato, spiega: "Ci sarà una grande festa di compleanno. L'organizzazione per gli invitati è in un posto sconosciuto, dove la gente sta da più di 65 giorni. Da lì partiremo alla volta della festa". Il riferimento è al campo-base dei bolsonaristi, sorto (e incredibilmente tollerato dai generali) sul prato davanti allo Stato Maggiore dell'Esercito. "Selma non ha invitato bambini e vecchi, soltanto adulti che vogliono partecipare ai giochi: tiro a segno, guardie e ladri, il ballo della sedia...", scrivono nella chat. "È importante che ognuno pensi alla propria igiene personale, quindi portatevi la maschera così che non vi brucino gli occhi per la torta al peperoncino...". 

Come detto, non serviva il genio del crittografo Alan Turing per capire cosa stava bollendo nel pentolone del risentimento paranoide: il nome Selma fa parte di un gioco di parole usato dai militari brasiliani sia come saluto sia come avvertimento. È per questo che Alexandre de Moraes, uno degli undici ministri della Suprema Corte, già domenica sera aveva tratto la sua conclusione. "L'assalto è stato possibile grazie alla connivenza degli apparati e dell'intelligence, visto che il piano dei bolsonaristi era noto a tutti".

Durante il tentato colpo di Stato, le chat sono state utilizzate per istruire l'Orda. Uol News ha analizzato quattro canali Telegram seguiti da 180mila bolsonaristi, notando che i post mutavano di tono a seconda dell'orario. Dalla mezzanotte di sabato alle tre del pomeriggio della domenica, spiegavano il progetto eversivo. "Conquistiamo il Congresso, il Tribunale federale e il Palazzo di Planalto. Blocchiamo le strade e rendiamo inutilizzabili le raffinerie e gli aeroporti". Solo la prima parte gli riuscirà. Dalle tre alle sette di sera, i messaggi esaltavano le distruzioni, invitando gli estremisti a resistere alla reazione della polizia. Su tutti i canali circolava la foto dell'armadio divelto di Alexandre de Moraes, con la toga sua strappata. Dopo le sette, quando le forze di polizia hanno ripreso il controllo della piazza, diffondevano la narrazione degli "infiltrati di sinistra" responsabili delle violenze. 

Chat come queste, per gli investigatori, sono miniere di indizi. Lì dentro si risale all'identità di chi ha provato a rovesciare il governo legittimamente eletto. I bolsonaristi lo sanno e stanno cancellando i post. Il governo Lula vuole chiedere aiuto alle piattaforme di messaggistica per riesumare i messaggi cancellati. Perché tutto comincia e finisce lì. Nelle chat.