Cina, rappresentante Usa in Vaticano per sensibilizzare Roma sugli uiguri
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziCITTÀ DEL VATICANO - Il presidente della commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale ha incontrato il “ministro degli Esteri” della Santa Sede per perorare la causa degli uiguri perseguitati in Cina e ha espresso le sue perplessità in merito all’accordo bilaterale sino-vaticano sulle nomine episcopali.
Nury Turkel, egli stesso uiguro, è nato nella regione dello Xinjiang è si è trasferito negli Stati Uniti nel 1995. E’ nato 53 anni fa in un campo di rieducazione dove era stata reclusa la madre. Avvocato per i diritti umani, è stato nominato nella commissione dalla speaker dell’epoca Nancy Pelosi a maggio del 2020 e confermato per un secondo mandato a giugno scorso. La commissione è bipartisan, composta da nove membri, e formula raccomandazioni al governo e al congresso sulla libertà religiosa nel mondo.
L'acccordo bilaterale e il cardinale Zen
“Ho inco…
CITTÀ DEL VATICANO - Il presidente della commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale ha incontrato il “ministro degli Esteri” della Santa Sede per perorare la causa degli uiguri perseguitati in Cina e ha espresso le sue perplessità in merito all’accordo bilaterale sino-vaticano sulle nomine episcopali.
Nury Turkel, egli stesso uiguro, è nato nella regione dello Xinjiang è si è trasferito negli Stati Uniti nel 1995. E’ nato 53 anni fa in un campo di rieducazione dove era stata reclusa la madre. Avvocato per i diritti umani, è stato nominato nella commissione dalla speaker dell’epoca Nancy Pelosi a maggio del 2020 e confermato per un secondo mandato a giugno scorso. La commissione è bipartisan, composta da nove membri, e formula raccomandazioni al governo e al congresso sulla libertà religiosa nel mondo.
L'acccordo bilaterale e il cardinale Zen
“Ho incontrato l’arcivescovo Paul Richard Gallagher per 45 minuti, è stata un’accoglienza molto calorosa, e sono grato che una persona in una posizione così influente fosse desiderosa di ascoltare”, ha riferito Turkel ad un gruppo di giornalisti. “Ho parlato dell’ostilità della Cina nei confronti della libertà religiosa, della perdurante repressione e della necessità di fermare il genocidio degli uiguri”, ha detto il rappresentante statunitense, che ha riferito di avere anche sollevato la propria “delusione” nei confronti dell’accordo bilaterale siglato tra Santa Sede e Cina sulle nomine episcopali, e rinnovato lo scorso ottobre, perché, a suo avviso, “i cinesi lo usano per giustificare la repressione delle Chiese e per punire i preti cinesi”. Nella udienza di inizio anno al corpo diplomatico presso la Santa Sede, il Papa ha menzionato l’accordo, auspicando che “tale rapporto collaborativo possa svilupparsi a favore della vita della Chiesa cattolica e del bene del Popolo cinese". Il presidente della commissione statunitense ha anche evocato la figura del cardinale Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, critico dichiarato dell’accordo, recentemente multato con 500 dollari per un fondo a sostegno dei manifestanti pro-democrazia, al quale le autorità hanno però permesso di venire per i funerali di Benedetto XVI a Roma, dove è stato ricevuto da Papa Francesco. “È un uomo coraggioso e pacifico”, ha detto, “dovremmo continuare a tenere un faro acceso su di lui, sebbene non sappia se è quello che egli desidera”. Secondo Turkel il Papa è “consapevole” delle questioni, e il Vaticano “dovrebbe mettere a fuoco” il fatto che la Cina promuove una “cinesizzazione della religione” che passa anche dalla modifica dei testi sacri.
Monsignor Gallagher “ha ascoltato davvero”, ha detto l’esponente statunitense, ma “non posso parlare per lui”. A chi domandava se a suo avviso la Santa Sede intenda cancellare l’accordo, Turkel ha risposto: “Non vedo alcun segno di un’intenzione di cancellarlo, ma spero che il Vaticano sappia costruire a partire dall’accordo una situazione diversa”.