Covid, il turismo vaccinale dei cinesi a Hong Kong: boom di richieste per i sieri "occidentali"
dal nostro inviato Gianluca Modolo , dal nostro inviato Gianluca ModoloHONG KONG - “È il mio compleanno e mi sono voluta fare un regalo: un vaccino che mi faccia sentire più protetta”. Con la riapertura della frontiera, domenica scorsa, dopo tre anni, tra la Cina continentale e Hong Kong, il Porto Profumato sta diventando la meta preferita per venire a farsi somministrare una dose di BioNTech, il vaccino della Pfizer a tecnologia mRna: sieri che non sono disponibili, invece, in tutto il resto del Dragone che non li ha mai voluti importare.
Yoyo, 36enne di Pechino, è stata una delle prime sei persone “fortunate”, arrivata qui alla Virtus Medical Tower, al 122 di Queen’s Road Central, in questa che è già la nuova mecca del turismo vaccinale per i cinesi che sbarcano in città. “Ho tre dosi del vaccino cinese Sinovac, ma un siero bivalente come quello che danno qui, da noi non è ancora disponibile”. Si è registrata sul sito della clinica privata prima di …
HONG KONG - “È il mio compleanno e mi sono voluta fare un regalo: un vaccino che mi faccia sentire più protetta”. Con la riapertura della frontiera, domenica scorsa, dopo tre anni, tra la Cina continentale e Hong Kong, il Porto Profumato sta diventando la meta preferita per venire a farsi somministrare una dose di BioNTech, il vaccino della Pfizer a tecnologia mRna: sieri che non sono disponibili, invece, in tutto il resto del Dragone che non li ha mai voluti importare.
Yoyo, 36enne di Pechino, è stata una delle prime sei persone “fortunate”, arrivata qui alla Virtus Medical Tower, al 122 di Queen’s Road Central, in questa che è già la nuova mecca del turismo vaccinale per i cinesi che sbarcano in città. “Ho tre dosi del vaccino cinese Sinovac, ma un siero bivalente come quello che danno qui, da noi non è ancora disponibile”. Si è registrata sul sito della clinica privata prima di partire, una visita di routine e poi alla cassa a pagare: 1.800 dollari hongkonghesi, 225 euro.
La Virtus, con le sue quattro sedi sparse in città, non è l’unica ad offrire questo servizio ai compatrioti cinesi della terraferma. “Ci sono almeno un’altra dozzina di strutture che stanno iniziando a fare lo stesso”, prosegue Luk. “So anche di compagnie private che stanno organizzando pacchetti per i loro dipendenti: volo, hotel, shopping nelle boutique del centro e dose di vaccino”.
Quello che sta succedendo a Hong Kong in questi giorni lo si era già visto a Macao a metà dicembre, con i cinesi - venute meno le restrizioni per recarsi nell’ex colonia portoghese - in fila a prenotarsi un vaccino “occidentale”. Almeno un centinaio al giorno, raccontavano i giornali locali allora. Come ad Hong Kong, anche a Macao esiste dal febbraio del 2021 un accordo tra la BioNTech e la Fosun Pharmaceutical per importare i vaccini con tecnologia mRna. In generale, da quando Pechino ha alleggerito le restrizioni sui viaggi, 998mila residenti nella Cina continentale hanno richiesto un permesso d'ingresso a Hong Kong o Macao: un +147,6%.