Più crateri che terreno, la foto simbolo dei bombardamenti
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriKramatorsk. Questa è una foto simbolo dell'invasione russa in Ucraina, anche se non c'è nemmeno un essere umano - militare o civile. Scattata da un satellite Maxar, mostra il terreno crivellato da migliaia di colpi di artiglieria vicino a Bakhmut, nel Donbass, dove da mesi le truppe russe tentano di sfondare. L'incrocio di strade suggerisce che quello sia un posto strategico, il resto lo fa la dottrina militare della Russia che impone di bombardare a oltranza un settore fino a quando il nemico per sopravvivere non è costretto a ritirarsi.
In questi giorni nel Donbass il fuoco incrociato dell'artiglieria russa e di quella ucraina non ha pause, i colpi sono così vicini gli uni agli altri da diventare un rumore di fondo continuo, che a seconda della distanza è un temporale lontano oppure il suono che uno s'immagina abbia la fine del mondo. Martedì gli ufficiali americani hanno detto alla Cnn che i soldati russi in quest…
Kramatorsk. Questa è una foto simbolo dell'invasione russa in Ucraina, anche se non c'è nemmeno un essere umano - militare o civile. Scattata da un satellite Maxar, mostra il terreno crivellato da migliaia di colpi di artiglieria vicino a Bakhmut, nel Donbass, dove da mesi le truppe russe tentano di sfondare. L'incrocio di strade suggerisce che quello sia un posto strategico, il resto lo fa la dottrina militare della Russia che impone di bombardare a oltranza un settore fino a quando il nemico per sopravvivere non è costretto a ritirarsi.
In questi giorni nel Donbass il fuoco incrociato dell'artiglieria russa e di quella ucraina non ha pause, i colpi sono così vicini gli uni agli altri da diventare un rumore di fondo continuo, che a seconda della distanza è un temporale lontano oppure il suono che uno s'immagina abbia la fine del mondo. Martedì gli ufficiali americani hanno detto alla Cnn che i soldati russi in questo periodo stanno sparando di meno e che da ventimila colpi di cannone al giorno sarebbero scesi a cinquemila - tesi sostenuta anche dagli ucraini, anche se con numeri un po' diversi.
È vero che i soldati di Putin hanno problemi a rifornirsi di munizioni, ma è anche vero che la loro guerra non è più ambiziosa come un anno fa e copre un settore di fronte molto più limitato. Il fuoco prende di mira un bersaglio meno esteso. Cinquemila colpi al giorno fanno comunque più di duecento colpi all'ora, se sono concentrati negli stessi pochi chilometri.
Nei mesi estivi andava molto peggio, le stime hanno parlato di centomila colpi russi al giorno soltanto nel Donbass. La guerra in Ucraina è una guerra di artiglieria, chi manovra i cannoni non vede gli effetti finali e ragiona soltanto per coordinate, come fosse una gigantesca battaglia navale. Non vede il sangue. Per capire cosa è successo in questi mesi a Mariupol, a Bakhmut e in altri centri assediati basta prendere questa foto satellitare di un campo qualsiasi e immaginare di sovrapporla alla pianta di una città.