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L'ira del governo Sunak per l'uccisione di Akbari: “In Iran regime barbaro”. E ritira l’ambasciatore

Alireza Akbari (afp)
L'ultima vittima del regime aveva cittadinanza britannica ed era accusato di essere una spia di Londra. I rapporti tra i due Paesi sono da tempo al minimo storico
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LONDRA - Da sempre complicati, i rapporti tra Regno Unito e Iran si stanno avviando verso un punto di non ritorno. Il governo britannico è furioso per l'esecuzione dell'ex viceministro e cittadino irano-britannico Alireza Akbari, ucciso a 62 anni dal regime iraniano perché sospettato di essere una spia dei servizi MI6. Il primo ministro Sunak parla di "atto codardo, degno di un regime barbaro". Il ministro degli esteri James Cleverly, che l'altro ieri aveva avvertito Teheran di non giustiziare Akbari, ieri ha twittato che "questo atto barbaro deve essere condannato nella maniera più dura possibile. Non resterà impunito".

Di qui l'escalation diplomatica. L'Iran ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran, Simon Shercliff, per "intromissioni inaccettabili negli affari interni della Repubblica islamica dell'Iran". Londra ha risposto con la stessa misura, ma poi è andata oltre, ritirando tem…

LONDRA - Da sempre complicati, i rapporti tra Regno Unito e Iran si stanno avviando verso un punto di non ritorno. Il governo britannico è furioso per l'esecuzione dell'ex viceministro e cittadino irano-britannico Alireza Akbari, ucciso a 62 anni dal regime iraniano perché sospettato di essere una spia dei servizi MI6. Il primo ministro Sunak parla di "atto codardo, degno di un regime barbaro". Il ministro degli esteri James Cleverly, che l'altro ieri aveva avvertito Teheran di non giustiziare Akbari, ieri ha twittato che "questo atto barbaro deve essere condannato nella maniera più dura possibile. Non resterà impunito".

Di qui l'escalation diplomatica. L'Iran ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran, Simon Shercliff, per "intromissioni inaccettabili negli affari interni della Repubblica islamica dell'Iran". Londra ha risposto con la stessa misura, ma poi è andata oltre, ritirando temporaneamente il suo massimo diplomatico dalla capitale iraniana: "Siamo disgustati", ha aggiunto Cleverly, "la nostra risposta non si fermerà ai provvedimenti di oggi". Tra questi, le sanzioni al procuratore generale iraniano Mohammad Jafar Montazeri, colui che ha avuto l'ultima parola sul caso Akbari e che decide quando ricorrere al boia. 

Sdegno e indignazione anche da parte degli Stati Uniti: il dipartimento di Stato ha parlato di "esecuzione politicamente motivata, ingiusta e contro i diritti umani", l'ambasciatrice a Londra Jane Hartley di "episodio rivoltante". Il governo italiano, attraverso la Farnesina, condanna "con massima fermezza l'orrenda esecuzione", per il presidente francese Emmanuel Macron si tratta di un "atto atroce", mentre per la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock e la stessa ong Amnesty è un omicidio "disumano". Sinora si era parlato poco del caso di Akbari sui media perché la famiglia e il Foreign Office pensavano che un atteggiamento più discreto avrebbe favorito la sua liberazione. Invece, a differenza dell'altra irano-britannica e recentemente liberata 45enne Nazanin Zaghari-Ratcliffe per cui c'era stato enorme clamore, è successo l'opposto.

L'esecuzione di Akbari arriva in un momento delicatissimo dei rapporti tra Regno Unito e Iran. Dopo lo stallo sui negoziati nucleari, Londra considera Teheran sempre più una minaccia destabilizzante, e non solo per la dilagante alleanza con la Russia di Putin anche in Ucraina, dove ha fornito droni kamikaze. Qualche settimana fa, in un raro discorso pubblico, il direttore generale dell'MI5, Ken McCallum, aveva parlato di almeno 10 tentati assassinii di cittadini britannici da parte dell'Iran nell'ultimo anno: "Teheran pone una minaccia diretta al Regno Unito", proferì nella circostanza McCallum, "mediante la sua intelligence aggressiva". Non solo: secondo un report di una tv iraniana con sede a Londra, squadroni della morte di Teheran avrebbero tentato di uccidere almeno due giornalisti irano-britannici scomodi al regime degli Ayatollah di recente. 

Anche per questo, uno scontro frontale tra Londra e Teheran ora è più vicino. Tra qualche settimana, le Guardie Rivoluzionarie iraniane potrebbero essere classificate dal Regno Unito come organizzazione terroristica. L'esecuzione di Akbari potrebbe accelerare questo processo già in fieri. Se confermato, il significativo bando dei pasdaran (in scia a Usa e Canada) affonderebbe le già ardue relazioni tra Londra e l'Iran, poiché i "custodi della rivoluzione" sarebbero praticamente equiparati a gruppi terroristici come Al Qaeda e Isis. Londra criminalizzerebbe dunque ogni connessione, rapporto e sostegno, anche ideologico, al gruppo che controlla le forze militari di élite e intelligence di Teheran. Che non esiterà a rispondere.