BONDARNE (DONBASS) - Una fonte militare che preferisce non vedere pubblicato il suo nome dice a Repubblica che l'esercito ucraino ha lasciato la città di Soledar ai soldati russi e si è piazzato subito a ovest, tra il fiume Bakhmutkove - "ha fatto saltare i ponti per fermarli" - e l'autostrada. "È questione di poche centinaia di metri, è una nuova linea difensiva, da lì si vedono in faccia con i russi, ma è fuori". Le fonti con nome e cognome preferiscono non ammettere la perdita della piccola città di diecimila abitanti "fino a quando non arriva la dichiarazione ufficiale di Kiev".
Ieri sera Madiar, un soldato ucraino, era ancora a postare video sul suo canale Telegram molto seguito per provare che è davvero dentro Soledar e così è diventato il simbolo della presenza dell'esercito ucraino dentro la città, a dispetto della dichiarazione di vittoria uf…
BONDARNE (DONBASS) - Una fonte militare che preferisce non vedere pubblicato il suo nome dice a Repubblica che l'esercito ucraino ha lasciato la città di Soledar ai soldati russi e si è piazzato subito a ovest, tra il fiume Bakhmutkove - "ha fatto saltare i ponti per fermarli" - e l'autostrada. "È questione di poche centinaia di metri, è una nuova linea difensiva, da lì si vedono in faccia con i russi, ma è fuori". Le fonti con nome e cognome preferiscono non ammettere la perdita della piccola città di diecimila abitanti "fino a quando non arriva la dichiarazione ufficiale di Kiev".
Ieri sera Madiar, un soldato ucraino, era ancora a postare video sul suo canale Telegram molto seguito per provare che è davvero dentro Soledar e così è diventato il simbolo della presenza dell'esercito ucraino dentro la città, a dispetto della dichiarazione di vittoria ufficiale arrivata a metà giornata dal ministero della Difesa russo. "Eccoli i pederasti - dice e indica i soldati russi che avanzano ripresi da una sua telecamera piazzata a un angolo della strada - che bel gruppo, eh? Stanno per essere fregati", e allude a un'imminente imboscata. Ma è probabile che parli da un nascondiglio nelle ultime case alla periferia ovest, senza più chance di rovesciare la situazione.
Dietro Soledar c'è una strada sterrata in condizioni così brutte che una macchina normale si blocca in bilico sull'orlo delle buche più alte e deve andare a passo d'uomo. È occupata dai soldati della 46esima aviotrasportata che si riconoscono dai caratteristici blindati inglesi, tutti protetti da una gabbia di metallo che in teoria dovrebbe fermare i razzi russi. Il razzo colpisce la gabbia, esplode e non penetra la corazza che sta dietro. La 46esima è un reparto sfortunato, ha finito da poco di addestrarsi in Gran Bretagna grazie a un programma molto pubblicizzato dal governo di Londra, è stato mandato a Soledar a metà dicembre, appena un mese fa, ed è finito nel mezzo dell'unica sconfitta ucraina degli ultimi sei mesi. Adesso è qui, su questo viottolo lungo dieci chilometri che da una parte sbuca in faccia ai soldati russi e dall'altra accompagna verso la salvezza e non può muoversi. Dopo settimane di combattimenti a distanze inferiori ai cento metri, ha il compito di fare da tappo all'avanzata dei russi e impedire che la perdita di Soledar apra una falla nel fronte del Donbass.
Ieri il ministero della Difesa russo ha riconosciuto il ruolo dei mercenari della compagnia Wagner nella presa della città ed è l'ennesimo capitolo della relazione disfunzionale fra l'esercito regolare e le milizie putiniste che sono state assoldate per l'invasione dell'Ucraina. Il fondatore della compagnia, Evgenij Prigozhin, aveva tentato due giorni fa di intestarsi la vittoria ed era stato smentito in malo modo dalla Difesa. Oggi, dopo le proteste di Prigozhin, è arrivato il parziale riconoscimento. Sembrano schermaglie senza senso e si giocano sul filo di una parola in più o in meno nelle dichiarazioni ufficiali, ma è proprio per dimostrare che la sua compagnia di mercenari ottiene risultati - migliori rispetto all'esercito - che il leader Prigozhin a partire dall'estate ha mandato a morire migliaia di uomini in ondate successive di attacchi contro le posizioni ucraine a Soledar e nella vicina Bakhmut. La vittoria è un dato di fatto, ma è arrivata perché la Russia ha abbandonato altre regioni dell'Ucraina e si è concentrata con un enorme sacrificio di forze su un singolo segmento del fronte di venti chilometri. A questo prezzo, quante volte può essere replicata?
I soldati di Kiev a Soleldar e Bakhmut hanno inflitto perdite enormi ai russi con la loro resistenza a oltranza - almeno cinquemila morti negli ultimi due mesi secondo dati del Pentagono e non meno di diecimila feriti. Come dimostrano anche i recenti bombardamenti con i missili sulle caserme delle reclute, gli ucraini da settimane puntano a creare perdite enormi fra i soldati di Mosca, forse con l'intenzione di creare il panico in vista di una possibile seconda mobilitazione che Putin potrebbe annunciare molto presto.