La supernave spia russa in azione tra Sicilia e Siria
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoIl Mediterraneo continua a essere il teatro di misteriosi duelli tra la flotta della Nato e quella russa. Sfide che quasi sempre si limitano a schermaglie elettroniche, con radar puntati reciprocamente addosso o bordate accecanti di disturbi elettromagnetici. Sempre più spesso però le distanze si fanno ravvicinate, con passaggi "ai ferri corti" di aerei e navi rivali. O con sottomarini nucleari che all'improvviso emergono dall'abisso e segnalano minacciosi la loro posizione. Queste manovre degne di un libro di Tom Clancy restano quasi sempre segrete. Le dichiarazioni ufficiali - come l'intervista della scorsa estate dell'ammiraglio Cavo Dragone, capo di Stato maggiore della Difesa - sono un'eccezione.
Lo 007 navigante
Ad aprire uno squarcio nella "nebbia di guerra" ogni tanto intervengono gli spotter, analisti fai-dai-te in alcuni casi con un'esperienza militare che studiano le fonti "aperte": foto satellitari…
Il Mediterraneo continua a essere il teatro di misteriosi duelli tra la flotta della Nato e quella russa. Sfide che quasi sempre si limitano a schermaglie elettroniche, con radar puntati reciprocamente addosso o bordate accecanti di disturbi elettromagnetici. Sempre più spesso però le distanze si fanno ravvicinate, con passaggi "ai ferri corti" di aerei e navi rivali. O con sottomarini nucleari che all'improvviso emergono dall'abisso e segnalano minacciosi la loro posizione. Queste manovre degne di un libro di Tom Clancy restano quasi sempre segrete. Le dichiarazioni ufficiali - come l'intervista della scorsa estate dell'ammiraglio Cavo Dragone, capo di Stato maggiore della Difesa - sono un'eccezione.
Lo 007 navigante
Ad aprire uno squarcio nella "nebbia di guerra" ogni tanto intervengono gli spotter, analisti fai-dai-te in alcuni casi con un'esperienza militare che studiano le fonti "aperte": foto satellitari, tracciati di velivoli o battelli. Frederik van Lokeren, ex ufficiale della marina belga, ha identificato l'arrivo nel Mediterraneo della più moderna nave spia di Mosca. La "Yury Ivanov" è entrata da Gibilterra e ha sorvegliato le coste siciliane - con la base di Sigonella da cui decollano i droni e i velivoli che sorvegliano la Crimea - incrociando la rotta della portaerei "W H Bush", ammiraglia americana in Europa.
La Ivanov è un'unita gestita dagli 007 del Gru, molto più potente di ogni altra piattaforma di intelligence: le sue dotazioni sono top secret e persino il nome - che ufficialmente evoca un ammiraglio - sembra un omaggio all'omonimo generale dei servizi segreti morto misteriosamente nel 2010. Pare che disponga di un sistema di intelligenza artificiale, in grado di coordinare la raccolta di dati sulle emissioni di radio e radar. Inoltre ha un centrale che dirige in maniera automatica il jamming - ossia il disturbo - degli apparati individuati. È lunga 95 metri e contrariamente alle altre navi del genere - spesso esteriormente simili a battelli civili - ha uno schermo di mitragliere contraeree per tenere lontani elicotteri o aerei.
La sorvegliata speciale
Alla "Yury Ivanov" vengono affidati solo incarichi speciali: un anno fa è stata mandata ad analizzare le strumentazioni della nuova portaerei britannica "Queen Elizabeth". Ora pare stia facendo da apripista alla fregata "Ammiraglio Gorshkov", la prima al mondo armata di missili ipersonici, che sta dirigendo verso le Colonne d'Ercole: potrebbe varcarle lunedì. Nel suo viaggio dai mari del Nord viene tallonata dalla Nato: prima le navi norvegesi, poi quelle inglesi e ora le francesi si sono date il cambio in questo pedinamento. La missione della Gorshkov è stata salutata da Putin in persona, che ha magnificato la supremazia russa nel campo di queste armi, capaci di volare a nove volte la velocità del suono e superare qualsiasi difesa: ordigni concepiti per distruggere le portaerei statunitensi. Il ministro della Difesa Shoigu ha detto che la fregata compirà esercitazioni per testare i nuovi missili e c'è il timore che possano avvenire a largo della Siria: il Cremlino vuole usare la Gorshkov come strumento di propaganda e potrebbe inscenare una prova di forza.
Prove di deterrenza
Anche l'Alleanza atlantica però muove pedine agguerrite in questo scacchiere. L'account twitter Itamilradar ha rivelato la partenza da Cipro del sottomarino nucleare britannico Audacious, rimasto fermo oltre un mese per riparazioni a Limassol: imbarca 24 missili cruise Tomahawk e la sua presenza fa da deterrente ai rischi di escalation russa. In caso di impiego di armi nucleari tattiche, più volte evocato negli ultimi mesi, può contribuire a una rappresaglia con ordigni convenzionali, offrendo una risposta senza innescare uno scontro atomico mondiale.
Un altro avvistamento enigmatico è avvenuto cinque giorni fa nei cieli di Creta: un quadrimotore RC-135 S "Cobra Ball". Il Pentagono ha solo tre di questi grandi jet, costosissimi, che servono per spiare i lanci di missili balistici. La tappa nell'isola sarebbe stata imposta da problemi tecnici ma resta il mistero sulla natura della sua attività: i "Cobra Ball" - spiega il sito dell'Air Force - conducono "missioni di priorità nazionale" e forniscono "informazioni vitali alla leadership statunitense". Negli ultimi anni si sono dedicati soprattutto a monitorare i test dei prototipi cinesi o nordcoreani, senza mai mostrarsi in Europa. Perché adesso vengono schierati in quest'area? Il sospetto è che il jet abbia compiuto una ricognizione nel Mar Nero, tenendo d'occhio in maniera discreta i movimenti dei missili a lungo raggio di Mosca. Un altro indizio del livello di tensione globale che dal fronte ucraino si trasmette in tutto il Mediterraneo.