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La manifestazione a Tel Aviv contro la riforma del sistema giudiziario (ansa)

Israele, 80 mila in piazza a Tel Aviv contro la riforma della giustizia del governo Netanyahu

Lo slogan più gridato è: "Democrazia, democrazia". L'accusa è che l'esecutivo - il più a destra della storia del paese - voglia sottomettere alla politica il sistema giudiziario
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TEL AVIV - Migliaia di israeliani, secondo la polizia circa 80mila, sono scesi in piazza a Tel Aviv contro la riforma del sistema giudiziario varata dal governo di Benjamin Netanyahu, da alcuni giorni al centro del dibattito politico israeliano. La riforma è promossa dal ministro della Giustizia, Yariv Levin, e dal presidente della commissione Costituzione, Legge e Giustizia, il parlamentare Simcha Rothman del Partito sionista religioso. Il piano di fatto rafforza il controllo politico sul sistema giudiziario.

Manifestazioni più piccole si sono tenute contemporaneamente a Gerusalemme, dove circa 1.000  persone si sono riunite davanti alla residenza di Netanyahu, secondo i media locali, e ad Haifa, la più grande città del nord del Paese. I manifestanti si sono mobilitati su invito di un'organizzazione anti-corruzione, con slogan che chiedono di "salvare la democrazia" e di impedire "il rovesciamento del sistema politic…

TEL AVIV - Migliaia di israeliani, secondo la polizia circa 80mila, sono scesi in piazza a Tel Aviv contro la riforma del sistema giudiziario varata dal governo di Benjamin Netanyahu, da alcuni giorni al centro del dibattito politico israeliano. La riforma è promossa dal ministro della Giustizia, Yariv Levin, e dal presidente della commissione Costituzione, Legge e Giustizia, il parlamentare Simcha Rothman del Partito sionista religioso. Il piano di fatto rafforza il controllo politico sul sistema giudiziario.

Manifestazioni più piccole si sono tenute contemporaneamente a Gerusalemme, dove circa 1.000  persone si sono riunite davanti alla residenza di Netanyahu, secondo i media locali, e ad Haifa, la più grande città del nord del Paese. I manifestanti si sono mobilitati su invito di un'organizzazione anti-corruzione, con slogan che chiedono di "salvare la democrazia" e di impedire "il rovesciamento del sistema politico" che è in vigore in Israele dalla sua creazione nel 1948.

Si tratta della manifestazione più grande da quando il governo Netanyahu ha prestato giuramento il 29 dicembre. I partiti di centro, di sinistra e l'alleanza Hadash-Taal dei partiti arabi hanno invitato gli israeliani a manifestare, in particolare contro la riforma del sistema giudiziario presentata il 4 gennaio dal governo. Ma alle proteste - pacifiche, erano presenti in piazza Habima anche molte famiglie - si sono uniti anche altri scontenti come i movimenti di difesa Lgbtq+ preoccupati dalla presenza di ministri apertamente omofobi nel governo. 

I cartelli dei manifestanti riflettono la diversità delle loro richieste: "E' arrivato il momento di far cadere il dittatore", "Governo della vergogna", "Non c'è democrazia con l'occupazione", "Bibi non vuole la democrazia, non abbiamo bisogno di fascisti alla Knesset", "Amerai l'altro come te stesso" scritto in ebraico e in arabo. Ma è stato lo slogan "Democrazia, democrazia" quello che si è fatto sentire più spesso.

In assenza di una Costituzione formale scritta, il potere giudiziario è l'organo che in Israele tradizionalmente esercita  un controllo sulla salvaguardia dei diritti individuali. I critici della riforma giudiziaria sostengono che essa darebbe un controllo illimitato al Primo Ministro, mettendo in pericolo la democrazia israeliana così come esiste dal 1948.