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Germania, si è dimessa la ministra della Difesa. E Scholz pensa di cedere sui tank Leopard a Kiev

Christine Lambrecht (ansa)
L'addio di Christine Lambrecht era nell'aria da giorni. Il cancelliere potrebbe annunciare la fornitura al prossimo vertice Nato a Ramstein. Ma l'amministratore delegato della fabbrica avverte: "I panzer non saranno pronti prima del 2024"
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BERLINO - Nel giorno in cui la ministra della Difesa Christine Lambrecht (Spd) si è dimessa confermando le voci che si rincorrevano dallo scorso fine settimana, da Berlino rimbalza un’altra notizia importante. Secondo Handelsblatt il cancelliere Olaf Scholz starebbe per cedere alle pressioni che arrivano da diversi Paesi europei perché fornisca dei blindati Leopard all’Ucraina. Il via libera di Berlino è indispensabile perché i tank tedeschi che sono in dotazione ai partner europei vengano “girati” a Kiev. E il cancelliere socialdemocratico potrebbe annunciarlo al vertice Nato a Ramstein, venerdì prossimo. 

Armin Papperger, l’amministratore delegato di Rheinmetall, il maggiore tedesco colosso degli armamenti, ha tuttavia già messo le mani avanti: “Anche se la decisione di spedire i nostri tank Leopard all’Ucraina arrivasse domani, non riusciremmo a garantirli prima dell’inizio del prossimo …

BERLINO - Nel giorno in cui la ministra della Difesa Christine Lambrecht (Spd) si è dimessa confermando le voci che si rincorrevano dallo scorso fine settimana, da Berlino rimbalza un’altra notizia importante. Secondo Handelsblatt il cancelliere Olaf Scholz starebbe per cedere alle pressioni che arrivano da diversi Paesi europei perché fornisca dei blindati Leopard all’Ucraina. Il via libera di Berlino è indispensabile perché i tank tedeschi che sono in dotazione ai partner europei vengano “girati” a Kiev. E il cancelliere socialdemocratico potrebbe annunciarlo al vertice Nato a Ramstein, venerdì prossimo. 

Armin Papperger, l’amministratore delegato di Rheinmetall, il maggiore tedesco colosso degli armamenti, ha tuttavia già messo le mani avanti: “Anche se la decisione di spedire i nostri tank Leopard all’Ucraina arrivasse domani, non riusciremmo a garantirli prima dell’inizio del prossimo anno”, ha confessato alla Bild am Sonntag. Anche perché i panzer “devono essere totalmente smantellati e ricostruiti”, ha aggiunto. 

In teoria, Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann (KMW) hanno a disposizione 200 Leopard e il governo starebbe pensando di cederne 100 a Kiev. Un numero che secondo gli esperti dell’autorevole think tank britannico International Institute for Strategic Studies (IISS) potrebbe avere un effetto “significativo” sulla controffensiva ucraina.

Ma Pappberger ha chiarito che ciò non potrà avvenire prima di dieci-dodici mesi. L’esecutivo tedesco sta pensando dunque di concedere il via libera alla fornitura all’Ucraina dei blindati già in possesso della Repubblica Ceca e della Slovacchia. Ma sono solo una manciata. 

Nelle ultime settimane Polonia e Finlandia hanno aumentato le pressioni sulla Germania perché ceda sui Leopard: oggi il premier polacco Morawiecki sarà a Berlino per insistere sulla fornitura dei tank di fabbricazione tedesca considerati tra i migliori al mondo. E dopo l’annuncio del premier del Regno Unito Rishi Sunak che manderà in Ucraina 14 blindati Challenger 2, evidentemente Scholz si è convinto che sia difficile continuare a dire di no. La scorsa settimana il suo vice e ministro dell’Economia, Robert Habeck, aveva già anticipato un’apertura tedesca. Berlino, ha sottolineato il leader dei Verdi, “non dovrebbe mettere i bastoni tra le ruote ai Paesi che hanno deciso di sostenere l’Ucraina”. Anche l’altro partner di governo dei socialdemocratici, la Fdp, chiede da tempo un impegno più convinto sulla fornitura di armi pesanti a Kiev.