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La grande marcia degli iraniani a Strasburgo: "L'Ue inserisca i Pasdaran tra le organizzazioni terroristiche"

(afp)
A migliaia in piazza per chiedere alle istituzioni europee una risposta forte contro la repressione. La manifestazione raccontata da due donne, una iraniana e una afgana, in viaggio da Venezia nel segno di "Donna, vita, libertà"
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STRASBURGO - Il senso di impotenza del singolo di fronte alle repressioni sui civili messe in atto dal governo iraniano si trasforma in forza e potenza quando i corpi si uniscono diventando un'unica, immensa voce. È quanto accaduto lunedì a Strasburgo davanti al Parlamento europeo in occasione della manifestazione Solidarity Rally for Iran, promossa dal parlamentare svedese di origini iraniane Alizera Akhondi e accolta da migliaia di iraniani espatriati in tutta Europa e da tanti altri cittadini. Lo scopo è chiedere all'Europa di considerare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) una vera e propria associazione terroristica e procedere poi con sanzioni. Martedì è infatti previsto nel pomeriggio un dibattito al Parlamento europeo che dovrà alla fine rispondere alle proteste in Iran comunicando la propria posizione.

Tra i manifestanti c'è anche un pezzo di Italia proveniente da Venezia. Domenica notte sono salite sull'autobus diretto a Strasburgo Zahra Hamadi, l'impren…

STRASBURGO - Il senso di impotenza del singolo di fronte alle repressioni sui civili messe in atto dal governo iraniano si trasforma in forza e potenza quando i corpi si uniscono diventando un'unica, immensa voce. È quanto accaduto lunedì a Strasburgo davanti al Parlamento europeo in occasione della manifestazione Solidarity Rally for Iran, promossa dal parlamentare svedese di origini iraniane Alizera Akhondi e accolta da migliaia di iraniani espatriati in tutta Europa e da tanti altri cittadini. Lo scopo è chiedere all'Europa di considerare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) una vera e propria associazione terroristica e procedere poi con sanzioni. Martedì è infatti previsto nel pomeriggio un dibattito al Parlamento europeo che dovrà alla fine rispondere alle proteste in Iran comunicando la propria posizione.

Tra i manifestanti c'è anche un pezzo di Italia proveniente da Venezia. Domenica notte sono salite sull'autobus diretto a Strasburgo Zahra Hamadi, l'imprenditrice afgana scappata da Kabul nel 2021 quando i talebani hanno preso il potere, e la proprietaria di un negozio di arte iraniana che ha come simbolo una rondine, simbolo molto presente nella letteratura persiana. Sono proprio loro, le tante rondini migrate da un Iran e da un Afghanistan oggi invivibili, che sentono che all'estero la loro battaglia per la libertà è solo all'inizio.

L'esule iraniana: "L'Europa ascolti la richiesta di libertà del nostro popolo"

"I governi possono cambiare soltanto se ci mostriamo uniti e se sensibilizziamo i Paesi dove oggi risiediamo affinché chiedano ai loro stessi governi di condannare quanto sta accadendo in Iran" spiega Pouyeshman, 40 anni, sventolando una stoffa bianca sulla quale il gruppo di donne afghane e iraniane Foof ha ricamato le parole "Donna, vita, libertà", urlate allo sfinimento dal corteo in farsi (Zan, Zendegi, Azadi), insieme a tanti altri slogan come "One solution, Revolution" (un'unica soluzione, la rivoluzione) "Irgc, Terrorists" (Guardiani, terroristi) e "Azadi" (libertà), la parola più cantata e gridata. "Da quando sono in Europa, nel 2008, mi rendo conto di come il governo iraniano ci abbia tolto tutto, facendoci vivere in un continuo terrore. I miei concittadini hanno già pagato troppo, tocca a noi all'estero lottare per loro e per questo non dobbiamo mai tirarci indietro".

Insieme a lei ci sono Zahra e il fratello Hamed Hamadi che, nei giorni precedenti l'arrivo dei talebani a Kabul, aveva lanciato un appello all'Italia perché accogliesse non solo militari e interpreti, ma anche civili, come sua sorella, che improvvisamente si erano dovuti nascondere. Da quando è arrivata in Italia Hamadi è stata cofondatrice dell'associazione Afghanistan 2030 che aiuta negli studi gli afghani rifugiati all'estero. "L'Iran è la mia seconda casa perché ci ho vissuto tanti anni" racconta, dicendo di essere alla manifestazione per quella che anche lei sente come una missione personale, far sapere ai cittadini liberi che ci sono persone che vengono private dei loro diritti umani fondamentali. "Il governo iraniano ha sempre avuto effetti negativi anche su quello afghano e sono qui perché i membri del governo iraniano sono come i talebani, entrambi vogliono soffocare le donne e il loro popolo".

L'afgano Hamedi: "Abbattare quel sistemi di muri e tabù contro le donne"

Il viaggio da Venezia dura 12 ore. Si dorme seduti, in mezzo a un continuo bisbigliare di voci in tante lingue che ben rappresenta un'Italia sempre più multiculturale. Alla mattina Zahra e Yasra si incamminano verso Placenti d'Universitè, dove alle 13 inizia il corteo. In migliaia arrivano sventolando la bandiera iraniana, mostrando i volti delle tante vittime giovanissime uccise durante le proteste, urlando Azadi con tutta la loro voce, alzando cartelloni contro Khamenei, la guida suprema a cui le Irgc sono fedeli. In tante lingue si alternano gli slogan, intervallati da canzoni tipiche iraniane, come quelle del rapper Toomaj Salehi.

"Anche gli uomini che crescono in Iran e in Afghanistan sono vittime e sono qui per boicottare quel sistema che ho subito anch'io, come tanti altri" spiega Hamed Hamadi, scappato dai talebani nel 2006 e fondatore della catena di ristoranti Orient Experience. "Un sistema di muri e tabù nei confronti della donna che influenza tutti i rapporti e ti fa vivere sempre in uno stato psicologico come se fossi sempre circondato da barriere".

Muri che creano uno stato di terrore nei cittadini, come ricorda Pouyeshman, arrivata in Italia a Roma nel 2008 per studiare archeologia: "Qualche tempo fa, tornando in Iran, sono stata fermata anch'io dalla polizia perché telefonando mi si è spostato il velo, lasciandomi il collo scoperto. Sono stata caricata sui camioncini e arrestata insieme a tante altre. Ma perché il poliziotto musulmano maschio ha il diritto di andare in giro e guardare come si vestono le persone e arrestarle? Quando sono stata rilasciata ho pianto per tre ore perché mi sentivo violata nella mia dignità, ma questo è solo uno dei pochissimi esempi di come il governo sia contro la felicità, contro la gioia dei propri cittadini e come crei terrore in chiunque".

La proposta della parlamentare Pd Moretti

Laureata in Ingegneria in Iran, Pouyeshman ha poi lavorato in Italia nel settore enogastronomico per poi aprire la sua attività a Venezia nel 2022. "Voglio che ci sia giustizia per tutte le persone uccise, in particolare per tutte le ingiustizie subite da Seyed Mohammad Hosseini, giustiziato lo scorso 7 gennaio. È anche per lui che sono qui". C'è anche il suo volto tra le decine di foto che sventolano tra le bandiere iraniane e che raccontano storie di tanti giovani uccisi da quando sono iniziate le proteste, scatenate dalla morte di Mahsa Amini.

Martedì al Parlamento europeo si discuterà la posizione dell'Europa. La parlamentare svedese Abir Alsahlani, la prima ad aver proposto di equiparare i membri dell'Irgc a terroristi è fiduciosa. In Italia questa posizione è condivisa dalla parlamentare europea del Pd Alessandra Moretti che ha chiesto al Parlamento di poter intervenire con un discorso per proporre più sanzioni, chiudere le sedi delle istituzioni europee in Iran e interrompere i rapporti commerciali.

Quando il fiume di persone si ferma davanti al Parlamento sulle 16 iniziano pioggia e raffiche di vento, ma non fermano lo stormo di rondini che battono sempre più forte le ali.

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