Israele, la protesta del sabato dei giovani di Tel Aviv: “Netanyahu vattene”
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Giovani, famiglie, anziani, attivisti in piazza sotto l'ombrello. In Israele, l'opposizione al governo di Benjamin Netanyahu riparte dalle strade. Così la piazza del Teatro a Tel Aviv si riempie, nonostante la serata invernale. Alla fine i manifestanti sono 100mila secondo gli organizzatori, 80mila per la polizia, cui si aggiungono un paio di migliaia ai presidi di Haifa e Gerusalemme. Numeri che non si vedevano da molti anni, a ricordare come nonostante la batosta elettorale del centro-sinistra alle ultime elezioni, c'è una parte di Israele che dice no al progetto dell'attuale governo di cambiare radicalmente il volto del paese, a cominciare dalla riforma della giustizia presentata la scorsa settimana.
"Siamo all'inizio di una nuova era in cui si propone una nuova definizione di democrazia - non una democrazia basata sui valori ma una democrazia monca che si affida interamente alla 'volontà dell'elettore', …
GERUSALEMME - Giovani, famiglie, anziani, attivisti in piazza sotto l'ombrello. In Israele, l'opposizione al governo di Benjamin Netanyahu riparte dalle strade. Così la piazza del Teatro a Tel Aviv si riempie, nonostante la serata invernale. Alla fine i manifestanti sono 100mila secondo gli organizzatori, 80mila per la polizia, cui si aggiungono un paio di migliaia ai presidi di Haifa e Gerusalemme. Numeri che non si vedevano da molti anni, a ricordare come nonostante la batosta elettorale del centro-sinistra alle ultime elezioni, c'è una parte di Israele che dice no al progetto dell'attuale governo di cambiare radicalmente il volto del paese, a cominciare dalla riforma della giustizia presentata la scorsa settimana.
"Siamo all'inizio di una nuova era in cui si propone una nuova definizione di democrazia - non una democrazia basata sui valori ma una democrazia monca che si affida interamente alla 'volontà dell'elettore', che non dà più alcun peso ad altri fondamentali principi democratici", ha denunciato Ayala Frocaccia, già giudice dell'Alta Corte di Giustizia e presidente del Movimento per il Buongoverno in Israele, uno dei gruppi che ha promosso la manifestazione. A organizzare la protesta infatti non sono stati partiti politici ma movimenti civici come Ein Matzav e le Bandiere Nere, che sotto il precedente governo di Netanyahu promossero un presidio sotto la residenza del Primo Ministro ogni settimana per sei mesi.
Alla fine in piazza si ritrovano un mare di ombrelli colorati e bandiere israeliane, fiaccole, tamburi, cartelli e slogan che inneggiano alla difesa della democrazia.
Alla manifestazione c'è pure un altro Netanyahu, Dan, cugino primo del premier, la cui madre deceduta fu giudice nella Corte Suprema. "Il sistema giudiziario è indipendente e non dovrebbe essere soggetto alla volontà del popolo" dichiara.
Ad animare la protesta infatti è stato proprio il progetto di riforma della giustizia presentato dal governo e che prevede di limitare radicalmente i poteri della corte.
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Netanyahu minimizza la portata delle proteste, ricordando come alle elezioni, abbiano partecipato non decine di migliaia ma milioni di cittadini.
Niente retromarce dunque. Nonostante gli appelli del presidente Isaac Herzog, che cerca di ricucire la frattura di una società spezzata e si spende per favorire il dialogo tra maggioranza e opposizioni per evitare quella che chiama "una crisi costituzionale di portata storica". Tentativo che al momento pare però essere vano.