Ucraina, nel palazzo sventrato lungo il fiume Dnipro: "Famiglie distrutte, ci resta solo il dolore"
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriDNIPRO - Nelle trincee i soldati ucraini muoiono colpiti dall'artiglieria, dai mortai, dai razzi, dai cecchini e non dai missili supersonici della Russia. Non succede perché le posizioni delle truppe sparpagliate in mezzo ai campi non valgono il prezzo dei missili a lungo raggio a disposizione di Mosca. Nelle città dell'Ucraina lontane centinaia di chilometri dalle trincee invece i civili ucraini sono al sicuro da cannonate, razzi e cecchini ma muoiono colpiti dai missili russi e dai droni d'importazione. Il bilancio del massacro di Lungofiume della Vittoria a Dnipro - dove sabato dopo pranzo un missile russo Kh-22 ha centrato un edificio residenziale di nove piani - ieri è salito a quaranta morti, ma molti corpi sono ancora nascosti sotto le macerie, ci sono quarantasei dispersi e come dice il responsabile dei soccorsi a Repubblica "dopo due giorni e con la temperatura attorno allo zero, non abbiamo più speranze di trovare gente viva"…
DNIPRO - Nelle trincee i soldati ucraini muoiono colpiti dall'artiglieria, dai mortai, dai razzi, dai cecchini e non dai missili supersonici della Russia. Non succede perché le posizioni delle truppe sparpagliate in mezzo ai campi non valgono il prezzo dei missili a lungo raggio a disposizione di Mosca. Nelle città dell'Ucraina lontane centinaia di chilometri dalle trincee invece i civili ucraini sono al sicuro da cannonate, razzi e cecchini ma muoiono colpiti dai missili russi e dai droni d'importazione. Il bilancio del massacro di Lungofiume della Vittoria a Dnipro - dove sabato dopo pranzo un missile russo Kh-22 ha centrato un edificio residenziale di nove piani - ieri è salito a quaranta morti, ma molti corpi sono ancora nascosti sotto le macerie, ci sono quarantasei dispersi e come dice il responsabile dei soccorsi a Repubblica "dopo due giorni e con la temperatura attorno allo zero, non abbiamo più speranze di trovare gente viva".
"Da quella parte c'è un asilo, da quell'altra parte c'è una scuola e poi un'altra linea di palazzi come questi", dice Aleksandr, 31 anni, a Repubblica, in piedi in mezzo al complesso di palazzi mentre indica attorno in tutte le direzioni. "E poi di là c'è soltanto il fiume, non ci sono bersagli militari in questa zona". Hai mai visto dei soldati camminare in queste strade? "No, mai". Aleksandr era sulla porta di casa per gettare la spazzatura quando è arrivato il Kh-22, non ha sentito nessun suono "tranne il solito allarme che suona sempre quando ci sono aerei russi in volo", si è ritrovato per terra, pavimento pieno di vetri, fumo così spesso che non vedeva le mani, rumori da fuori come se le finestre non esistessero più - era proprio così. È andato a prendere la moglie Anna per terra in bagno. Conosce la procedura quando si viene bombardati, che è restare fermi fino a quando non ti dicono di uscire e dieci minuti dopo ha sentito il grido "evacuazione" e ha infilato le scale.
Svetlana, 24 anni, dice di non avere mai visto la guerra se non alla televisione, pensava che il quartiere fosse il più sicuro e noioso di tutta l'Ucraina, adesso "non esiste un posto dove puoi sentirti protetto", indica il suo appartamento all'ultimo piano, a duecento metri dal punto d'impatto, è una fila di finestre buie in cima a una facciata buia. Il complesso è in stile sovietico e sembra un modellino, file di palazzi attaccati l'uno all'altro e poi un buco, un'interruzione, un vuoto di nove piani dove il missile è caduto. Svetlana è amica di Anastasia Shvets, la giovane uscita illesa dalla distruzione completa del suo appartamento al settimo piano e rimasta ore affacciata sul vuoto senza più nulla attorno. "Abbiamo parlato, poi ha smesso e non parla più, i genitori sono morti e Anastasia era da loro perché era depressa per la morte in guerra del suo fidanzato quattro mesi fa".
A partire da ottobre il conflitto in Ucraina si è scisso con evidenza in due guerre. C'è quella nelle zone dove si combatte, limitata ad alcune regioni (non tutte) nel Sud e nell'Est, e c'è la campagna della Russia contro i civili, che va avanti su tutto il territorio nazionale con ondate di raid missilistici - sono arrivate all'undicesimo round, i russi tendono a concentrare i lanci in pochi minuti ogni cinque-dieci giorni per eludere meglio i sistemi di difesa aerea. Nel migliore dei casi i missili prendono di mira le infrastrutture dell'energia, per condannare i civili al gelo. Nel peggiore finiscono sui palazzi.
Mykhaylo Korenovsky, allenatore di boxe, aveva una casa con una cucina di un bel giallo denso su un lato che è stata notata dai fotografi accorsi a scattare immagini del palazzo tranciato. C'è ancora un vassoio con le mele sul tavolo, il colore è brillante e spicca in mezzo allo sfasciume. In un video su tik tok del compleanno di una delle figlie, una bambina bionda soffia su una torta nella cucina gialla, la sorella più grande la strizza con affetto e poi il padre le abbraccia tutte e due. Misha, un abitante del palazzo che nelle prime ombre della sera sta a fissare da fuori il suo appartamento mezzo devastato, dice che "le due bambine se la sono cavata, ma ora sono in ospedale, erano fuori con la mamma e non erano sotto al palazzo, lui era tornato a prendere qualcosa. Era nell'ascensore quando è arrivato il missile, è morto al cento per cento. La moglie lo cerca ancora".
Nessuno ha sentito il missile arrivare, vola a millequattrocento metri al secondo e cambia direzione e altitudine per non farsi colpire dai missili intercettori. Il generale Mykola Oshenchuk, comandante dell'Aeronautica, dice che l'Ucraina non può distruggere i Kh-22 in aria con i sistemi che ha a disposizione adesso, come i Nasam 1 e gli Iris. "Ci vorrebbero i Patriot Pac-3 o i Samp/T", ha detto. Due giorni fa cento soldati ucraini sono atterrati in Oklahoma per addestrarsi all'uso dei Patriot e il governo italiano ha già deciso di consegnare una batteria di Samp/T all'Ucraina, ma i russi per adesso sono in anticipo su questi aiuti a fasi molto progressive e molto lente degli alleati di Kiev.