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Lützerath, Greta Thunberg non molla: fermata e rilasciata dalla polizia

L’attivista posta in stato di fermo durante le proteste a Garzweiler contro la miniera
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Fermata, allontanata con la forza da tre poliziotti in tenuta antisommossa che l'hanno sollevata di peso dal bordo della miniera di lignite di Garzweiler, dov'era seduta in segno di protesta insieme ad una settantina di altri attivisti, trattenuta per l'identificazione e infine rilasciata. Sì, Greta Thunberg, l'attivista svedese del clima diventata famosa in tutto il mondo per aver lanciato i Fridays for Future - le proteste dei giovanissimi per la giustizia climatica - è stata bloccata nuovamente dalla polizia tedesca da giorni impegnata nel braccio di ferro con gli ambientalisti: e questa volta ha sfiorato le manette.  

"Useremo la forza per por…

Fermata, allontanata con la forza da tre poliziotti in tenuta antisommossa che l'hanno sollevata di peso dal bordo della miniera di lignite di Garzweiler, dov'era seduta in segno di protesta insieme ad una settantina di altri attivisti, trattenuta per l'identificazione e infine rilasciata. Sì, Greta Thunberg, l'attivista svedese del clima diventata famosa in tutto il mondo per aver lanciato i Fridays for Future - le proteste dei giovanissimi per la giustizia climatica - è stata bloccata nuovamente dalla polizia tedesca da giorni impegnata nel braccio di ferro con gli ambientalisti: e questa volta ha sfiorato le manette.  

"Useremo la forza per portarvi al check point dove vi identificheremo, quindi, per favore, collaborate", avevano avvertito gli agenti prima di farsi letteralmente carico degli attivisti che da venerdì tentano di opporsi all'ampliamento della più grande miniera a cielo aperto della Germania, che secondo i piani dell'azienda energetica Rwe inghiottirà il villaggio ormai abbandonato (l'ultimo abitante se n'è andato ad ottobre dopo una resistenza tenace) di Lützerath, Nordreno-Westfalia. Un luogo diventato rapidamente simbolo della battaglia ambientalista perché, si teme, se davvero sarà distrutto per sfruttare tutto il carbon fossile celato nelle sue viscere, spingerà la Germania a non rispettare più gli Accordi di Parigi.

Ecco perché sabato scorso Greta aveva definito l'espansione "un tradimento alle generazioni presenti e future" nel corso del discorso tenuto sabato davanti a una piccola folla di circa seimila manifestanti: poi sgombrati con la forza dagli agenti a colpi di manganello e spray al pepe. Sembrava tutto finito: e invece ieri i manifestanti, Greta in testa, sono tornati di nuovo, avvicinandosi "pericolosamente" - almeno così ha detto la polizia - alla cava, con uno degli attivisti che è riuscito perfino a lanciarcisi dentro. Durante lo sgombro, Greta ha continuato a sorridere beffarda, tornando a ripetere quel che già predica da giorni: "La Germania imbarazza sé stessa: è uno dei maggiori inquinatori al mondo e deve essere inchiodata alle sue responsabilità".