Dnipro, parlano i vicini della famiglia della cucina gialla: "Le bimbe sono salve, il padre è morto di sicuro, la moglie lo cerca ancora"
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele Raineri“Le due bambine se la sono cavata, ma ora sono in ospedale, erano fuori con la mamma e non erano sotto al palazzo, lui era tornato a prendere qualcosa. Era nell’ascensore quando è arrivato il missile, è morto al cento per cento. La moglie lo cerca ancora”, dice a Repubblica un giovane ucraino che abitava nel condominio di nove piani distrutto sabato 14 gennaio da un missile russo a Dnipro. Parla della famiglia di Mykhaylo Korenovsky, un allenatore di boxe ucciso dal bombardamento assieme con altre 39 persone – ma ci sono ancora 46 dispersi che a questo punto nessuno spera di trovare ancora vivi sotto le macerie.
“Le due bambine se la sono cavata, ma ora sono in ospedale, erano fuori con la mamma e non erano sotto al palazzo, lui era tornato a prendere qualcosa. Era nell’ascensore quando è arrivato il missile, è morto al cento per cento. La moglie lo cerca ancora”, dice a Repubblica un giovane ucraino che abitava nel condominio di nove piani distrutto sabato 14 gennaio da un missile russo a Dnipro. Parla della famiglia di Mykhaylo Korenovsky, un allenatore di boxe ucciso dal bombardamento assieme con altre 39 persone – ma ci sono ancora 46 dispersi che a questo punto nessuno spera di trovare ancora vivi sotto le macerie.
La storia di Korenovsky è diventata il simbolo della strage di civili di Dnipro, in Ucraina e anche fuori, perché il missile russo ha tranciato di netto una parte dell’edificio e la cucina della sua famiglia spicca fra gli altri appartamenti devastati per il colore giallo della cucina, che è quasi intatta: sul tavolo c’è ancora un vassoio di mele. I fotografi si sono concentrati molto su quell’immagine di normalità finita per sempre. Poi è spuntato fuori un video caricato su Tik Tok e girato proprio in quella cucina, così gialla e così riconoscibile, in occasione del compleanno di una delle due figlie dell’allenatore, che faceva quattro anni. Si vede la bambina soffiare sulle candeline e poi l’abbraccio del padre insieme con la sorella. I bombardamenti sui civili offrono sempre immagini angoscianti, ma in questo caso il contrasto tra il calore della vita famigliare prima e le macerie dopo, tra la bambina di Dnipro che soffia sulla torta di compleanno e un missile da quasi sei tonnellate progettato per affondare portaerei e invece lanciato contro una zona residenziale, ha trasformato la cucina gialla in un’icona delle sofferenze dei civili ucraini – a quasi un anno dall’inizio dell’invasione russa.