✕

Regno Unito, la stretta del governo sui contenuti social pericolosi per i bambini: "Carcere per dolo o negligenza"

(reuters)
La bozza di legge prevede fino a due anni di carcere per i responsabili e capi delle piattaforme hi-tech se non dimostrano di aver fatto il possibile per proteggere i bambini online, soprattutto nei casi di abusi, violenze - anche psicologiche - e incitamento all'autolesionismo
2 minuti di lettura

Carcere per i capi dei giganti hi-tech qualora fossero ritenuti colpevoli di negligenza o dolo sulla presenza di contenuti pericolosi per i bambini sui social network. È la svolta draconiana del governo di Rishi Sunak. Sulla nuova legge sulla sicurezza digitale Online Safety Bill, il primo ministro britannico ha ceduto all'ala più dura del suo partito conservatore: una cinquantina di deputati, come per esempio il brexiter di ferro Sir Bill Cash, che si sono impuntati per una revisione più restrittiva del disegno di legge.

Alla fine, i ribelli l'hanno spuntata, scavalcando i timori del governo e della stessa ministra della Cultura e del Digitale, Michelle Donelan, la quale oggi, presentando il disegno di legge alla Camera dei Comuni, ha dichiarato: "Non condanneremo al carcere coloro che hanno agito in buona fede, mentre sarà così quando ci saranno gravi negligenze o mancan…

Carcere per i capi dei giganti hi-tech qualora fossero ritenuti colpevoli di negligenza o dolo sulla presenza di contenuti pericolosi per i bambini sui social network. È la svolta draconiana del governo di Rishi Sunak. Sulla nuova legge sulla sicurezza digitale Online Safety Bill, il primo ministro britannico ha ceduto all'ala più dura del suo partito conservatore: una cinquantina di deputati, come per esempio il brexiter di ferro Sir Bill Cash, che si sono impuntati per una revisione più restrittiva del disegno di legge.

Alla fine, i ribelli l'hanno spuntata, scavalcando i timori del governo e della stessa ministra della Cultura e del Digitale, Michelle Donelan, la quale oggi, presentando il disegno di legge alla Camera dei Comuni, ha dichiarato: "Non condanneremo al carcere coloro che hanno agito in buona fede, mentre sarà così quando ci saranno gravi negligenze o mancanze nel controllo e nel filtro dei contenuti pericolosi". In base all'ultima bozza, i responsabili e capi delle piattaforme hi-tech - in teoria anche quelli top come Elon Musk e Mark Zuckerberg, qualora le responsabilità dovessero arrivare a tali livelli - rischiano fino a due anni di carcere nel Regno Unito se non dimostrano di aver fatto il possibile per proteggere i bambini online, soprattutto nei casi di abusi, violenze - anche psicologiche - e incitamento all'autolesionismo.

I casi di bambini vittime di contenuti ritenuti pericolosi

Negli ultimi tempi, in Inghilterra ci sono stati due casi di bambini vittime di contenuti pericolosi online che hanno fatto discutere. Quello più eclatante ha avuto una svolta lo scorso ottobre, quando per la prima volta nella storia del Paese, un coroner inglese ha dichiarato come causa di morte "gli effetti negativi dei contenuti online". La vittima, Molly Russell, di Harrow (Nord-Ovest di Londra), nel 2017 si è tragicamente suicidata a 14 anni dopo aver avuto accesso online a una marea di post e messaggi sui social network di carattere autolesionista, suicida e legato alla depressione: "Quel materiale non avrebbe dovuto essere a disposizione", fu la sentenza.

Il secondo caso riguarda Archie Battersbee, il 12enne inglese in coma a cui è stata staccata la spina il 6 agosto scorso dopo una lunga battaglia tra i genitori, i medici e le autorità. La madre del bambino, Hollie Dance, ha sempre sostenuto di aver ritrovato suo figlio con gravissimi danni cerebrali "dopo una sfida autolesionista" online.

La protesta delle compagnie tech

Ora, TikTok, Facebook, Twitter, YouTube e molti altri potrebbero essere puniti severamente dalla Online Safety Bill, una delle leggi più restrittive in Occidente e che ha destato polemiche proprio per il delicato equilibrio da raggiungere tra sicurezza e libertà di espressione. Anche per questo, la bozza è stata annacquata qualche settimana fa, in quanto è stata rimossa la perseguibilità dei "contenuti legali ma dannosi": definizione troppo ampia da regolare, secondo diversi ministri. I giganti hi-tech hanno comunque fortemente criticato la legge perché "danneggerebbe la reputazione digitale del Regno Unito".

Ma il governo Sunak tira dritto. Tra i punti cardine della nuova legge, c'è il dovere da parte dei social network di instaurare un severo filtro preventivo su contenuti dannosi, quali pornografia, pedofilia, autolesionismo. Inoltre, le piattaforme dovranno installare controlli dell'età degli utenti molto più restrittivi. Oltre al menzionato carcere, qualora la legge dovesse passare in Parlamento a Westminster, le compagnie potranno essere condannate dallo Stato britannico a multe fino al 10% del loro fatturato se non adempieranno ai doveri del nuovo corso.