Molestie ai pazienti, sanzionato il prete psicologo francese anti-gay
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziSacerdote e psicoterapeuta francese, in passato consultore del pontificio consiglio per la Famiglia e collaboratore della congregazione dei Vescovi, è stato sanzionato dal Vaticano e dall’arcidiocesi di Parigi per molestie nei confronti di alcuni giovani uomini monsignor Tony Anatrella, 82 anni, rinomato opinionista negli ambienti cattolici conservatori e convinto critico dell’omosessualità.
Sacerdote e psicoterapeuta francese, in passato consultore del pontificio consiglio per la Famiglia e collaboratore della congregazione dei Vescovi, è stato sanzionato dal Vaticano e dall’arcidiocesi di Parigi per molestie nei confronti di alcuni giovani uomini monsignor Tony Anatrella, 82 anni, rinomato opinionista negli ambienti cattolici conservatori e convinto critico dell’omosessualità.
Accuse dagli anni Settanta
Le sanzioni non giungono, dunque, alla sospensione o alla riduzione allo stato laicale. “Questa decisione non è coerente”, ha commentato con Liberation l’avvocatessa di diverse vittime che hanno denunciato il sacerdote, Nadia Debbache. “I fatti contestati ad Anatrella sono di una tale gravità che dovrebbero condurre ad un suo licenziamento. E’ incomprensibile, tanto più che le testimonianze delle vittime non sono state messe in discussione”.
Il documento contro i seminaristi gay
Negli anni passati aveva avuto una certa eco una relazione, tenuta da monsignor Anatrella ad un corso di formazione per vescovi in Vaticano, nella quale affermava che non c’è l’obbligo di denuncia degli abusi del clero sui minori. Nel febbraio del 2022, mentre era dunque già sotto indagine del Vaticano, aveva fatto rumore la sua presenza, nel pubblico, ad un convegno organizzato in Vaticano dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della congregazione dei Vescovi, sul sacerdozio. Nel 2005, Anatrella era intervenuto sull’Osservatore Romano per difendere l’istruzione pubblicata sotto Benedetto XVI per interdire l’accesso al seminario a chi avesse tendenze omosessuali “profondamente radicate”, affermando che i preti devono essere “uomini ben fondati nella maturità della loro mascolinità”.