L'ex direttore dell'Fbi: "L'arresto di Messina Denaro può aiutare anche noi in America"
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York. "È il mio paese, sono felice e orgoglioso". L'ex direttore dell'Fbi Louis Freeh, dal 2009 cittadino italiano, va volentieri oltre il ruolo istituzionale, per commentare con Repubblica l'arresto di Matteo Messina Denaro.
Messina Denaro aveva fatto ammazzare Falcone e Borsellino, con cui lei lavorava da quando, giovane procuratore, guidava l'inchiesta sulla Pizza Connection. Cosa prova sul piano personale a vederlo in prigione?
"È un arresto molto importante, storicamente significativo come Provenzano e altri boss. Sono molto soddisfatto e faccio i complimenti ai Carabinieri per il lavoro di intelligence e operativo. Ma sono anche triste, perché riporta alla memoria i miei cari amici uccisi da Messina Denaro, e tutte le sue vittime. È spiacevole che sia stato trovato vicino Palermo, in una clinica. Dimostra l'arroganza e la resilienza della mafia, il fatto che abbia potuto evitare la cattura per così tanti…
New York. "È il mio paese, sono felice e orgoglioso". L'ex direttore dell'Fbi Louis Freeh, dal 2009 cittadino italiano, va volentieri oltre il ruolo istituzionale, per commentare con Repubblica l'arresto di Matteo Messina Denaro.
Messina Denaro aveva fatto ammazzare Falcone e Borsellino, con cui lei lavorava da quando, giovane procuratore, guidava l'inchiesta sulla Pizza Connection. Cosa prova sul piano personale a vederlo in prigione?
"È un arresto molto importante, storicamente significativo come Provenzano e altri boss. Sono molto soddisfatto e faccio i complimenti ai Carabinieri per il lavoro di intelligence e operativo. Ma sono anche triste, perché riporta alla memoria i miei cari amici uccisi da Messina Denaro, e tutte le sue vittime. È spiacevole che sia stato trovato vicino Palermo, in una clinica. Dimostra l'arroganza e la resilienza della mafia, il fatto che abbia potuto evitare la cattura per così tanti anni. Aveva grande aiuto dai locali e risorse per proteggersi, nonostante le molte informazioni raccolte negli anni. Ci ricorda che il lavoro non è finito. C'è ancora una rete e un'infrastruttura di grande potere".
Come ha potuto nascondersi per trent'anni?
"Conosco il prefetto e i magistrati coinvolti, seguiranno tutte le piste per portare in tribunale chi lo proteggeva. Trent'anni fa non avrebbe collaborato, ma le cose possono cambiare, in base alla salute e altre condizioni. Farlo cooperare sarebbe più importante che punirlo, perché può fornire prove e identificare soggetti coinvolti in grandi reati che i procuratori non conoscono neppure".
Tipo?
"Può dare dettagli sull'infrastruttura, identificare la nuova leadership, eventuali contatti nelle agenzie governative o le forze dell'ordine, che potrebbero essere stati coinvolti nel proteggerlo. Spero non sia così, ma è possibile. Può spiegare i rapporti con 'Ndrangheta e Camorra, e fare luce sulle grandi quantità di droghe e Fentanyl che arrivano in Europa per essere distribuite. Può dare informazioni su molti casi importanti per l'Italia e gli Usa".
Come giudica le speculazioni su un accordo per il suo arresto?
"Non sono in posizione di dare un'opinione, ma è possibile. Sono nelle forze dell'ordine da decenni e ogni cosa è possibile. Però se aveva fatto un accordo, probabilmente non avrebbero dovuto portarlo via da una clinica davanti ai media internazionali".
L'Fbi come ha aiutato la sua caccia?
"Per noi era un top target. I colleghi di Roma, ma anche quelli di New York e Washington assegnati alla criminalità organizzata, hanno collaborato strettamente con le autorità italiane. Ogni informazione veniva condivisa subito e senza limiti. Non siamo stati coinvolti nella caccia perché non era nostra giurisdizione, ma in termini di intelligence e supporto operativo tutto è stato fatto. Immagino che il collega di Roma oggi sia a Palermo: ci sono molte informazioni da estrarre, a partire dal nascondiglio".
Perché il suo arresto è importante per gli Usa?
"Garantisce alle vittime dei suoi crimini e a chi coopera con le autorità che un assassino finisce davanti alla giustizia, anche se servono 3, 30 o 50 anni. È come prendere un criminale di guerra nazista: pure se ha cent'anni, per la società è importante sapere che non si molla mai. È triste che siano serviti 30 anni, ma è importante dimostrare che questi casi non si chiudono".
Messina Denaro è mai stato in America?
"Non lo so, non ne ho sentito parlare. Ho letto che voleva andare in Grecia con la compagna, ma non negli Usa".
Girava voce che lavorasse qui con le famiglie Cuntrera e Caruana.
"Il suo arresto può dare un grande aiuto, in particolare sulle indagini negli Usa e nell'emisfero occidentale. È di grande interesse per le forze dell'ordine".
È vero che i clan Usa cercano di tornare in Italia?
"Negli anni passati molte famiglie americane reclutavano a Palermo o in altre città dove avevano parenti, perché avevano bisogno di nuove energie giovani. Se sia ancora vero non lo so, ma qui Cosa Nostra è stata profondamente minata da una serie di inchieste federali, in particolare a New York. Hanno bisogno di reintegrare le forze".
Oggi le famiglie americane sono più deboli di quelle italiane?
"Sì. Sono state colpite in modo sostanziale: un fuggitivo del livello di Messina Denaro non potrebbe più nascondersi a New York per 30 anni. Le famiglie siciliane sono più forti, ma anche quelle calabresi e napoletane sono robuste, hanno successo, e incassano molti soldi".
Messina Denaro è stato un leader della strategia dello scontro con lo Stato.
Che reazione si aspetta ora dalla Mafia?
"Molte persone sono preoccupate per la possibilità che cooperi, dando i nomi di membri coinvolti in crimini contro polizia, procuratori e giudici. Tanti sono nervosi e allarmati. Non credo però alla rappresaglia, perché non c'è né un vero incentivo né possibilità di successo ad attaccare lo Stato. Nel 1993, dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, si temeva che la mafia sarebbe diventata più aggressiva e distruttiva. In realtà la mafia ottenne l'effetto opposto, perché la gente era arrabbiata. Quella strategia fu una cattiva decisione per la sua sopravvivenza".