✕

Regno Unito, no ai matrimoni gay in chiesa: il compromesso dei vescovi della Church of England

Critiche dalla comunità e dalle associazioni Lgbtq+ inglesi: "Ennesima discriminazione". La decisione sarà ufficializzata nel sinodo del prossimo mese
1 minuti di lettura

LONDRA - Niente matrimoni gay in chiesa, ma sì alla benedizione per le unioni civili dello stesso sesso. La Church of England ha deciso questo compromesso “storico” nelle sue nuove linee guida pastorali, che però non soddisfa la comunità e le associazioni omosessuali e Lgbtq+ inglesi, le quali parlano di “briciole lasciate alle coppie dello stesso sesso”, e di “ennesima discriminazione delle autorità religiose che ci considerano di seconda classe”.

Ma per la Chiesa di Inghilterra, nonostante tutte le sue enormi aperture rispetto a quella Cattolica per esempio, resta inscalfibile una dottrina: il matrimonio è “un’unione tra uomo e donna”. Per questo, nonostante nel Regno Unito i matrimoni gay siano legali e da anni equiparati a quelli eterosessuali, i vescovi della Church of England hanno deciso che non li celebreranno a livello religioso e lo renderanno ufficiale nel sinodo previsto il …

LONDRA - Niente matrimoni gay in chiesa, ma sì alla benedizione per le unioni civili dello stesso sesso. La Church of England ha deciso questo compromesso “storico” nelle sue nuove linee guida pastorali, che però non soddisfa la comunità e le associazioni omosessuali e Lgbtq+ inglesi, le quali parlano di “briciole lasciate alle coppie dello stesso sesso”, e di “ennesima discriminazione delle autorità religiose che ci considerano di seconda classe”.

Ma per la Chiesa di Inghilterra, nonostante tutte le sue enormi aperture rispetto a quella Cattolica per esempio, resta inscalfibile una dottrina: il matrimonio è “un’unione tra uomo e donna”. Per questo, nonostante nel Regno Unito i matrimoni gay siano legali e da anni equiparati a quelli eterosessuali, i vescovi della Church of England hanno deciso che non li celebreranno a livello religioso e lo renderanno ufficiale nel sinodo previsto il mese prossimo. Non solo: le benedizioni delle unioni civili saranno su base volontaria dei religiosi, che dunque non saranno costretti a officiare una simile cerimonia.

Nonostante le proteste della comunità Lgbtq+, la Chiesa di Inghilterra tira dritto. Del resto, si è giunti a questo compromesso dopo quasi sei anni di negoziati e discussioni interne. L’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby, la massima figura della fede anglicana dopo il “custode” re Carlo III, twitta a tal proposito: “La decisione riflette e sintetizza la diversità di vedute all’interno della Church of England, cosa che mi soddisfa molto”. Mentre il vescovo di Oxford, Steven Croft, uno dei massimi religiosi più progressisti della congregazione e che ha sempre chiesto la celebrazione religiosa dei matrimoni omosessuali, parla comunque di “un grande passo in avanti per la Chiesa di Inghilterra”.