Missili italiani a Kiev: la nuova propaganda dell'ambasciata russa
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoL'ambasciata russa a Roma non rinuncia alla propaganda e ai tentativi di condizionare il dibattito italiano sul sostegno alla resistenza ucraina. Dopo una raffica di fake news smascherate dal nostro giornale - le false notizie sul blindato Lince e sulle mine anti-uomo - questa volta cerca di cavalcare un'informazione nota da mesi.
L'etichetta presentata come una rivelazione dall'ambasciata russa conferma qualcosa che è noto sin dalla scorso 28 febbraio ed è stato descritto da tutti i media: il governo italiano ha fornito a Kiev uno stock di missili controcarro Milan. Armi totalmente difensive, consegnate quando la capitale ucraina era sotto assedio delle colonne corazzate di Mosca. E armi molto vecchie: lo si vede pure nella foto diffusa dalla rappresentanza diplomatica, che mostra la data del 1990, ossia trentatré anni fa.
L'ambasciata russa a Roma non rinuncia alla propaganda e ai tentativi di condizionare il dibattito italiano sul sostegno alla resistenza ucraina. Dopo una raffica di fake news smascherate dal nostro giornale - le false notizie sul blindato Lince e sulle mine anti-uomo - questa volta cerca di cavalcare un'informazione nota da mesi.
L'etichetta presentata come una rivelazione dall'ambasciata russa conferma qualcosa che è noto sin dalla scorso 28 febbraio ed è stato descritto da tutti i media: il governo italiano ha fornito a Kiev uno stock di missili controcarro Milan. Armi totalmente difensive, consegnate quando la capitale ucraina era sotto assedio delle colonne corazzate di Mosca. E armi molto vecchie: lo si vede pure nella foto diffusa dalla rappresentanza diplomatica, che mostra la data del 1990, ossia trentatré anni fa.
Le nostre forze armate li hanno tolti dal servizio alla fine degli anni Novanta, destinandoli ai magazzini della riserva. E all'indomani dell'invasione russa, il governo Draghi li ha inclusi nel primo pacchetto di aiuti militari per Kiev. Nonostante l'età, alcuni rapporti dall'Ucraina hanno descritto l'efficacia dei Milan - consegnati pure da Francia e Germania - nel contrastare i tank di Mosca.
Una campagna che sembra volere tentare un'influenza sull'esecutivo Meloni, proprio alla vigilia del vertice di Ramstein che deciderà il nuovo contributo italiano alla lotta del popolo ucraino.