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La paura per l'economia e per il clima, e la Russia peggiore minaccia mondiale: le relazioni internazionali secondo gli italiani nel sondaggio annuale dell'Ispi

Maltempo a Napoli (ansa)
La Russia è la peggiore minaccia mondiale. Il 67% vuole Kiev nell'Ue. Scende però la fiducia nell'Unione, superata dalla Nato dopo lo scandalo Qatargate. Cala il timore per l'arrivo degli immigrati e per il terrorismo. "Emerge la netta percezione di un mondo sempre più polarizzato", sintetizza Paolo Magri, vice presidente esecutivo dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
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Dopo la crisi economica, che terrorizza il 52 per cento degli italiani (in netto aumento rispetto agli anni precedenti) sono i cambiamenti climatici a spaventare di più i nostri connazionali: alla pari però con l'immigrazione. In entrambi i casi indicate come minacce più gravi per il Paese dall'11 per cento dei cittadini. Ma se la paura di catastrofi climatiche aumenta, su di 4 punti dal 2020 a oggi, quella verso gli immigrati cala di 5 (era al 22 per cento nel 2018). A temere conseguenze dirette legate al conflitto ucraino è invece l'8 per cento. Mentre crolla il timore nei confronti della pandemia (passata dal 19 al 3) e verso quel terrorismo islamico che nel 2015 metteva invece in ansia il 26 per cento degli italiani e oggi spaventa appena l'1.

In un mondo in costante mutamento, pure le paure degli italiani cambiano. Così come la loro visione della nostra…

Dopo la crisi economica, che terrorizza il 52 per cento degli italiani (in netto aumento rispetto agli anni precedenti) sono i cambiamenti climatici a spaventare di più i nostri connazionali: alla pari però con l'immigrazione. In entrambi i casi indicate come minacce più gravi per il Paese dall'11 per cento dei cittadini. Ma se la paura di catastrofi climatiche aumenta, su di 4 punti dal 2020 a oggi, quella verso gli immigrati cala di 5 (era al 22 per cento nel 2018). A temere conseguenze dirette legate al conflitto ucraino è invece l'8 per cento. Mentre crolla il timore nei confronti della pandemia (passata dal 19 al 3) e verso quel terrorismo islamico che nel 2015 metteva invece in ansia il 26 per cento degli italiani e oggi spaventa appena l'1.

In un mondo in costante mutamento, pure le paure degli italiani cambiano. Così come la loro visione della nostra politica estera. Lo fotografa con la consueta esattezza e lucidità il sondaggio Ispi realizzato da Ipsos e pubblicato oggi, che per il nono anno consecutivo rivolge agli italiani alcune domande chiave sulla politica internazionale degli ultimi 12 mesi. Cosa pensano degli eventi cruciali, certo: ma anche come valutano il comportamento dei principali attori internazionali - Cina, Russia e Stati Uniti fra questi - e naturalmente il rapporto con gli alleati e le istituzioni europee. "Emerge la netta percezione degli italiani di un mondo sempre più polarizzato: aumentano i sentimenti positivi verso i nostri alleati, Nato e Stati Uniti su tutti, mentre crollano quelli nei confronti della Russia, inevitabile, nel mondo post-invasione, e verso la Cina", sintetizza Paolo Magri, vice presidente esecutivo dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e docente della Bocconi, riferendosi alle precise scelte di campo che emergono dal sondaggio.

La Nato e l'Ue

Le opinioni sono infatti ben nette e i nostri connazionali sembrano avere le idee chiare su chi sono gli amici e i nemici. Ma, certo, stupisce vedere che fra gli alleati la Nato raccoglie più consensi dell'Unione Europea, quest'ultima certo penalizzata anche dal recente scandalo "Qatargate" (sebbene resti la voglia di investire in un esercito unico europeo). Il 64 per cento degli italiani percepisce infatti la Nato come principale alleato, il 62 guarda invece alla Ue. Manco a dirlo, crolla la percezione di vicinanza nei confronti di Russia e Cina. Quella verso Pechino, già in declino nel 2020 a causa della pandemia, in due anni è passata dal 36 per cento al 16 attuale. Quella verso Mosca, in quasi un anno di guerra è crollata dal 28 al 10.

Russia e Cina

La Russia di Vladimir Putin, d'altronde, è considerata la maggior minaccia mondiale: la ritiene infatti tale il 36 per cento degli italiani, un numero quintuplicato rispetto all'8 per cento degli anni precedenti. Un anno fa, sempre per colpa del virus, sul podio dei cattivoni svettava invece la Cina, che oggi è considerata minaccia da "appena" il 13 per cento degli intervistati, giù di 21 punti. Ma attenzione: il 78 pensa che Pechino non sia affidabile, condividendo l'imposizione di controlli sanitari su chi arriva dalla Cina. Anche gli Stati Uniti non piacciono a molti: sono considerati pericolosi dal 13 per cento, su di 4 punti. Crolla invece l'interesse per Paesi altri: l'Iran, che pure è travolto dalle proteste, preoccupa solo il 6 per cento (era al 19). E  la Corea del Nord di Kim Jong-un, pur considerata dagli analisti una potenziale polveriera, spaventa appena il 5 per cento (era al 14).

L'Ucraina

"Nelle fasi di incertezza ci si affida a ciò che si conosce" dice ancora Magri. "E se cresce l'incertezza intorno a come andrà a finire il conflitto russo-ucraino, di una cosa gli italiani paiono certi: Kiev merita un posto nella grande famiglia europea. Gli italiani sembrano credere sempre meno che un accordo di pace sia possibile: solo il 31 per cento lo vede ancora come potenziale conclusione del conflitto, mentre un anno fa era il 44. Tuttavia resta l'opzione più probabile. Certo, sale il numero di chi ritiene possibile un colpo di stato a Mosca (su dal 10 al 16 per cento). L'ipotesi di resa o di intervento della Nato sono plausibili solo per circa il 10 per cento.

Il Paese è però compatto sulla possibilità che l'Ucraina entri nell'Unione Europea: due italiani su tre (il 67 per cento) sono favorevoli. Con sfumature: il 38 per cento pensa che sia meglio aspettare. Il 29 che l'ingresso dovrebbe invece avvenire subito.

E questo, nonostante la fiducia nel Parlamento europeo sia decisamente scesa: per il 41 per cento l'istituzione ha perso totalmente credibilità dopo lo scandalo Qatargate. Solo l'11 per cento lo ritiene ancora credibile.