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La Wagner ora recluta soldati in Serbia per la guerra in Ucraina

Un murale della Wagner a Belgrado (ansa)
La compagnia privata vicina al Cremlino usa anche spot online per convincere volontari di Belgrado. Offre stipendi alti e polizze in caso di morte. Una mobilitazione che ha infastidito il presidente Vucic, nonostante la sua neutralità sul conflitto
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Dall’Africa ai Balcani, la Wagner ha bisogno di forze nuove per affrontare l’offensiva nel Donbass. Truppe scelte, con un buon addestramento, e non i detenuti ingaggiati nelle carceri per andare al massacro. Così gli emissari di Evgenij Prigozhin, il “cuoco di Putin” che ha creato la compagnia di “soldati privati”, hanno indirizzato l'attenzione sulla Serbia, il Paese europeo oggi più vicino alla Russia, scatenando una campagna di reclutamento online con spot e indirizzi a cui rivolgersi. 


Negli scorsi anni era già emersa la presenza di cittadini serbi nelle missioni siriane e libiche della Wagner: alcuni provenivano dalla Legione Straniera francese, altri dall’esercito di Belgrado. La guerra in Ucraina ha trasformato la società di Prigozhin in un vero esercito con tank, elicotteri e Mig che ha bisogno di piloti, tecnici e specialisti difficile da trovare. Dopo avere arruolato pensionati delle forze a…

Dall’Africa ai Balcani, la Wagner ha bisogno di forze nuove per affrontare l’offensiva nel Donbass. Truppe scelte, con un buon addestramento, e non i detenuti ingaggiati nelle carceri per andare al massacro. Così gli emissari di Evgenij Prigozhin, il “cuoco di Putin” che ha creato la compagnia di “soldati privati”, hanno indirizzato l'attenzione sulla Serbia, il Paese europeo oggi più vicino alla Russia, scatenando una campagna di reclutamento online con spot e indirizzi a cui rivolgersi. 


Negli scorsi anni era già emersa la presenza di cittadini serbi nelle missioni siriane e libiche della Wagner: alcuni provenivano dalla Legione Straniera francese, altri dall’esercito di Belgrado. La guerra in Ucraina ha trasformato la società di Prigozhin in un vero esercito con tank, elicotteri e Mig che ha bisogno di piloti, tecnici e specialisti difficile da trovare. Dopo avere arruolato pensionati delle forze armate russe adesso li cerca in Serbia, offrendo stipendi altissimi e polizze che tutelino i familiari in caso di morte in battaglia. 

Il video dell'addestramento nei boschi

Negli ultimi mesi l’arrivo di “volontari” slavi è continuato a crescere. Di recente, un video ha documentato una squadra serba che si addestrava nei boschi del Donbass prima di raggiungere il fronte. Altri in maniera più discreta avrebbero dato le dimissioni dall’armata di Belgrado per mettersi alla guida di jet e mezzi corazzati, identici a quelli in servizio in patria. Il proselitismo della Wagner ha però fatto infuriare il presidente serbo, Aleksandar Vucic: “Perché chiamate i nostri concittadini quando sapete che questo è vietato dalla legge?”, ha dichiarato alla tv di Stato. Vucic ha rimarcato la posizione neutrale del suo Paese rispetto al conflitto ucraino e allo stesso tempo la condanna dell’aggressione russa: “Per noi la Crimea e il Donbass sono Ucraina”. Le sue parole hanno avuto il plauso dell’ambasciatore Usa Christopher Hill: “Si è reso conto della minaccia alla pace e alla stabilità create dalle attività della Wagner”. 

Il contesto geopolitico

Se la legge punisce chi si arruola tra i mercenari e ci sono state condanne per i cittadini che sono andati a combattere con i russi nel Donbass, Belgrado non ha però ancora aderito alle sanzioni contro Mosca. Una situazione che ha reso le aziende del Paese protagoniste delle esportazioni e delle triangolazioni verso la Russia di beni proibiti. Nella politica e nella società c’è un forte sentimento di vicinanza alla Russia, consolidato dalla religione ortodossa e dalla memoria dei bombardamenti Nato durante la guerra del Kosovo. Proprio la situazione delle zone a maggioranza serba del Kosovo continua a rendere alta la tensione con il governo di Belgrado e vede impegnate le autorità europee in una difficile opera di mediazione.