Corsa al riarmo in Europa: Francia e Germania in prima linea nell'aumento delle spese militari
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Più di quattrocento miliardi di euro in sette anni. Emmanuel Macron ha presentato la nuova legge di programmazione militare con cui finanzierà la "trasformazione" delle forze armate in uno scenario di minaccia continentale sempre più evidente. "Dobbiamo giocare d'anticipo sulla guerra, a maggiore ragione di fronte all'emergere di nuovi conflitti ovunque nel mondo", ha spiegato il leader francese. Una parte del nuovo sforzo finanziario è destinato a modernizzare la force de frappe, la deterrenza nucleare francese, per il quale sono stati stanziati 5,6 miliardi di euro.
Le capacità informatiche saranno "rafforzate in modo molto significativo" e il bilancio dell'intelligence militare aumenterà di quasi il 60%. La Francia dovrà anche essere in grado di "costruire e comandare una coalizione di prim'ordine" con i suoi partner, ha precisato il capo di Stato. Macron ha promesso d…
PARIGI - Più di quattrocento miliardi di euro in sette anni. Emmanuel Macron ha presentato la nuova legge di programmazione militare con cui finanzierà la "trasformazione" delle forze armate in uno scenario di minaccia continentale sempre più evidente. "Dobbiamo giocare d'anticipo sulla guerra, a maggiore ragione di fronte all'emergere di nuovi conflitti ovunque nel mondo", ha spiegato il leader francese. Una parte del nuovo sforzo finanziario è destinato a modernizzare la force de frappe, la deterrenza nucleare francese, per il quale sono stati stanziati 5,6 miliardi di euro.
Le capacità informatiche saranno "rafforzate in modo molto significativo" e il bilancio dell'intelligence militare aumenterà di quasi il 60%. La Francia dovrà anche essere in grado di "costruire e comandare una coalizione di prim'ordine" con i suoi partner, ha precisato il capo di Stato. Macron ha promesso di raddoppiare il numero di riservisti (attualmente 40mila) e la possibilità di schierare una capacità congiunta di 20mila uomini, colmando lacune nel campo dei droni, delle munizioni da appostamento, investendo di più nella tecnologia quantistica e nell'intelligenza artificiale.
La svolta tedesca
La svolta del leader francese, che aumenta di un terzo la spesa militare nel periodo 2024-2030 (413 miliardi di euro a fronte di 295 miliardi sui sette anni precedenti), è una risposta indiretta al cancelliere Olaf Scholz, che dopo l'inizio della guerra in Ucraina aveva annunciato una tantum di 100 miliardi di euro per modernizzare la Bundeswehr, le forze armate tedesche. Scholz ha anche promesso che i fondi per la Difesa arriveranno a 2% del Pil ogni anno, allineandosi sugli standard della Nato, anche se l'obiettivo non dovrebbe essere raggiunto prima del 2024.
Sulla spinta dei venti di guerra, Francia e Germania guidano una tendenza in corso in tutta la Ue. Nei mesi che hanno seguito l'aggressione russa in Ucraina, molti governi europei hanno annunciato forti incrementi nella Difesa. La Svezia vuole destinare il 2% del suo Pil alla difesa nei prossimi anni. I Paesi baltici, in prima linea di fronte alla minaccia della Russia, spendono già più dello standard Nato, ma la Lettonia ha deciso di aumentare la quota al 2,5%.
Il riarmo dell'Est
La Polonia si spinge oltre e vuole investire il 3% del suo Pil già a partire da quest'anno. Tra gli ex membri del Patto di Varsavia, anche la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l'Ungheria, la Romania e la Bulgaria hanno dichiarato che aumenteranno i loro bilanci per la Difesa in modo da raggiungere il 2%, o superarlo nel caso della Romania.
Persino i governi "frugali", come i Paesi Bassi hanno stanziato altri 5 miliardi di euro per raggiungere lo standard fissato dalla Nato. Decisioni simili vengono da Austria, Belgio, Danimarca. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato a ottobre un aumento di oltre il 25% delle risorse finanziarie destinate alle forze armate.
Un caso a parte è la Grecia che destinava già il 3,65% del suo Pil, in un contesto di tensione sul Mediterraneo orientale e di vicinanza con la Turchia, storico avversario. Svetta infine il Regno Unito, con un bilancio annuale per la Difesa di circa 55 miliardi di euro (2,2% del Pil), e infatti il governo di Londra si è posizionato come uno dei principali fornitori di aiuti militari all'Ucraina.
Londra e Parigi guidano il sostegno militare a Kiev
Secondo il think tank britannico International Institute for Strategic Studies (Iiss), il Regno Unito e la Francia, le due potenze nucleari del Vecchio Continente, sono attualmente i maggiori finanziatori dei nuovi sforzi militari post guerra in Ucraina, seguiti da Germania e Italia.
La corsa agli investimenti militari era già cominciata nel 2014, con l'annessione della Crimea da parte di Mosca. Negli ultimi sette anni, scrivono gli analisti dell'Iiss, la spesa europea per la Difesa è aumentata costantemente : nel 2021 è cresciuta del 4,8% in termini reali (al netto dell'inflazione), più di qualsiasi altra regione nel mondo, fino a rappresentare il 18,7% del totale delle spese militari nel mondo. Il punto dolente rimane la cooperazione europea sui nuovi investimenti. Nella bussola strategica dell'Ue adottata a marzo, i 27 si sono impegnati a raggiungere il 35% della spesa per la Difesa in cooperazione, contro l'attuale 18%.