Le carte segrete in casa riaccendono i dubbi sulla corsa di Joe Biden
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNew York - Rischia di complicare la ricandidatura di Joe Biden alla Casa Banca nel 2024, se non comprometterla, la saga dei documenti segreti trovati nei suoi uffici e nelle sue residenze. Perché se è vero che il suo comportamento collaborativo potrebbe fare la differenza rispetto a Donald Trump, in termini di conseguenze legali, il danno politico ormai è fatto. E’ durata 13 ore, la perquisizione dell’abitazione del presidente a Wilmington, che gli agenti dell’Fbi hanno condotto venerdì, trovando altre sei carte classificate. Il raid riporta alla mente quello dell’agosto scorso a Mar a Lago per cercare i documenti trafugati da Trump, e anche se gli avvocati di Biden hanno dichiarato di aver invitato l’Fbi a perquisire i locali per fare chiarezza sull’intera vicenda, l’effetto d’immagine è grave. A questo si aggiunge la notizia che il capo di gabinetto Ron Klain si prepara a dare le dimissioni. La ragion…
New York - Rischia di complicare la ricandidatura di Joe Biden alla Casa Banca nel 2024, se non comprometterla, la saga dei documenti segreti trovati nei suoi uffici e nelle sue residenze. Perché se è vero che il suo comportamento collaborativo potrebbe fare la differenza rispetto a Donald Trump, in termini di conseguenze legali, il danno politico ormai è fatto. E’ durata 13 ore, la perquisizione dell’abitazione del presidente a Wilmington, che gli agenti dell’Fbi hanno condotto venerdì, trovando altre sei carte classificate. Il raid riporta alla mente quello dell’agosto scorso a Mar a Lago per cercare i documenti trafugati da Trump, e anche se gli avvocati di Biden hanno dichiarato di aver invitato l’Fbi a perquisire i locali per fare chiarezza sull’intera vicenda, l’effetto d’immagine è grave. A questo si aggiunge la notizia che il capo di gabinetto Ron Klain si prepara a dare le dimissioni. La ragione ufficiale non è questa crisi, ma la sua partenza ne complica ancora di più la gestione.
Quindi il dipartimento alla Giustizia ha ordinato la perquisizione, cominciata alle 9,45 di venerdì mattina ed è finita alle 10,30 delle sera. Nè Biden, né sua moglie Jill, erano in casa. Durante le ricerche sono stati trovati altri sei documenti classificati, uno risalente addirittura a quando Joe era senatore. La loro natura non è stata specificata, ma il punto non è più questo. Le carte secretate non si possono portare via, e quando un’amministrazione finisce il mandato deve consegnarle agli archivi nazionali. Il fatto che Biden abbia collaborato potrebbe fare la differenza sul piano delle conseguenze legali, rispetto a Trump che invece aveva puntato i piedi. Sul piano politico però il danno è fatto, primo perché la Casa Bianca ha taciuto per quasi due mesi dopo la scoperta, e secondo perché questa vicenda intacca l’aura di competenza e affidabilità del presidente, proprio mentre si prepara a lanciare la ricandidatura nel 2024.