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Stati Uniti, ex agente dell'Fbi arrestato per i legami con l'oligarca russo Deripaska

L'oligarca russo Oleg Deripaska (reuters)
Charles McGonigal, che ha lasciato l'agenzia federale nel 2018, è accusato di aver violato le sanzioni americane per aver cercato di far rimuovere il magnate vicino a Manafort dalla lista delle persone sanzionate dagli Usa. Rischio fino a 40 anni di carcere
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NEW YORK - La vecchia regola investigativa del “follow the money”, segui i soldi e avrai la risposta, aggiunge un nuovo nome: Charles McGonigal. Ex super agente nell’antiterrorismo dell’Fbi a New York, 007 del controspionaggio, è stato arrestato sabato all’aeroporto John Fitzgerald Kennedy, dove era appena atterrato da un volo partito dallo Sri Lanka. A fermarlo sono stati i suoi ex colleghi. McGonigal è accusato di riciclaggio di denaro, di aver lavorato per russi, albanesi, kosovari, bosniaci e aver violato le sanzioni americane per aver cercato di proteggere l’oligarca russo Oleg Deripaska, tycoon dell’alluminio, legato al presidente russo Vladimir Putin.

L’ex agente si è dichiarato innocente e ha rilasciato una dichiarazione attraverso il suo avvocato: “Charlie è stato al servizio degli Stati Uniti per decenni in modo efficace. Abbiamo esaminato le accuse che sono state mosse dall’amminis…

NEW YORK - La vecchia regola investigativa del “follow the money”, segui i soldi e avrai la risposta, aggiunge un nuovo nome: Charles McGonigal. Ex super agente nell’antiterrorismo dell’Fbi a New York, 007 del controspionaggio, è stato arrestato sabato all’aeroporto John Fitzgerald Kennedy, dove era appena atterrato da un volo partito dallo Sri Lanka. A fermarlo sono stati i suoi ex colleghi. McGonigal è accusato di riciclaggio di denaro, di aver lavorato per russi, albanesi, kosovari, bosniaci e aver violato le sanzioni americane per aver cercato di proteggere l’oligarca russo Oleg Deripaska, tycoon dell’alluminio, legato al presidente russo Vladimir Putin.

L’ex agente si è dichiarato innocente e ha rilasciato una dichiarazione attraverso il suo avvocato: “Charlie è stato al servizio degli Stati Uniti per decenni in modo efficace. Abbiamo esaminato le accuse che sono state mosse dall’amministrazione e adesso vogliamo vedere su quali prove si basano”. 

Chi è Charles McGonigal

Il suo arresto ha sorpreso la stessa Fbi, perché McGonigal era considerato un "super agente". Entrato nell’Fbi nel ’96, era stato assegnato all’ufficio di New York dove si occupava di controinformazione russa e crimine organizzato. McGonigal aveva partecipato alle indagini sulla tragedia del volo 800 della Twa, esploso poco dopo il decollo da New York il 17 luglio del ’96, con 230 persone a bordo. Inoltre si era occupato degli attentati alle ambasciate americane in Tanzania e in Kenia e dell’attacco alla Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Nel giro di una decina d’anni, McGonigal era passato da agente speciale a supervisore nel controspionaggio e nei programmi di cybersecurity. Una carriera impeccabile che, però, stando all’inchiesta, avrebbe preso una piega sorprendente negli ultimi anni. 

L'arresto dell'interprete

Con lui è stato fermato anche l’interprete Sergey Shestakov, un ex diplomatico russo di 69 anni. Entrambi dovranno presentarsi nelle prossime ore davanti alla corte di Manhattan. Per l’ex membro dell’Fbi il reato più grave è violazione dell’International Emergency Economic Powers Act, cospirazione per il riciclaggio di denaro e riciclaggio di denaro. Per l’interprete l’accusa è di aver mentito all’Fbi, un capo d’accusa federale che può portare a una condanna da 5 a 20 anni. Fino al 2018, poco prima di andare in pensione, McGonigal era il funzionario incaricato di guidare il team che si occupava delle indagini sugli oligarchi russi.

I favori all'oligarca

Secondo l’accusa, favorito dalla possibilità di accedere a documenti riservati, il super agente avrebbe fatto di tutto, compreso falsificato documenti, per far togliere nel 2019 le sanzioni a Deripaska, finito nella lista nera dell’amministrazione americana per presunti legami con il governo russo e nel campo energetico. Due anni dopo McGonigal avrebbe preso soldi dallo stesso tycoon per avviare indagini su un oligarca rivale. Di tutti questi movimenti l’Fbi non era stata informata, così come del fatto che l’ex agente avesse intascato 225mila dollari da un agente albanese che viveva in New Jersey, e avesse nascosto all’agenzia i suoi contatti con una serie di uomini d’affari e agenti di Albania, Kosovo e Bosnia. L’ex agente rischia una condanna pesante: fino a cinque anni per ognuno dei sette capi di accusa legati a materiale tenuto nascosto e false dichiarazioni, fino a un massimo di venti per aver falsificato documenti federali. In totale, potrebbe ricevere una condanna di quarant’anni di carcere che per lui, uomo di mezz’età, equivarrebbe a un ergastolo.