Russia, deputato contro Solzhenitsyn: "Basta leggere Arcipelago Gulag a scuola"
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Se anche Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzhenitsyn viene preso di mira, allora in Russia non c’è più scampo per nessuno. A puntare il dito contro il capolavoro dello scrittore premio Nobel è stato il deputato Dmitrij Vjatkin, primo vice del gruppo parlamentare di Russia Unita. E poco importa che la capa della Commissione per l'Istruzione sia interventua per dire che "la questione non è in agenda". Il dibattito si è già scatenato.
"La giovane guardia", la nuova lettura obbligatoria
Vjatkin ha proposto di rimuovere il monumentale libro dal curriculum scolastico sulla letteratura perché, a suo dire, “molti fatti sono stati ‘risucchiati dal nulla’ da Aleksandr…
MOSCA – Se anche Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzhenitsyn viene preso di mira, allora in Russia non c’è più scampo per nessuno. A puntare il dito contro il capolavoro dello scrittore premio Nobel è stato il deputato Dmitrij Vjatkin, primo vice del gruppo parlamentare di Russia Unita. E poco importa che la capa della Commissione per l'Istruzione sia interventua per dire che "la questione non è in agenda". Il dibattito si è già scatenato.
"La giovane guardia", la nuova lettura obbligatoria
Vjatkin ha proposto di rimuovere il monumentale libro dal curriculum scolastico sulla letteratura perché, a suo dire, “molti fatti sono stati ‘risucchiati dal nulla’ da Aleksandr Isaevich, inventati. Gli storici li hanno controllati”. Per Vjatkin, insomma, l’orrore nei campi di lavoro staliniani non sarebbe mai esistito.
Per l’esponente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, Solzhenitsyn inoltre avrebbe “ricoperto la sua stessa patria di fango” alla ricerca del premio. Vjatkin non ce l’ha soltanto con Arcipelago Gulag, ma con tutte le opere che “Non hanno superato la prova del tempo”, non corrispondo a realtà o contengono “’pettegolezzi in forma di ipotesi’ come scriveva e cantava Vysotsky”,
Invece di libri che “denigrano la Russia”, nel curriculum scolastico bisognerebbe inserire testi che “educano al patriottismo” e preservano la memoria storica come La giovane guardia di Aleksandr Fadeev che racconta la resistenza partigiana sovietica contro l’invasore nazista nel 1942-43 o Neve calda di Jurij Bondarev.
Testi che, non a caso, in tempi di cosiddetta “operazione militare speciale” e di fantomatica “denazificazione” dell’Ucraina, Vladimir Putin ha chiesto di inserire nel percorso di studi insieme, tra gli altri, a Come fu temprato l'acciaio dello scrittore ucraino sovietico Nikolaj Ostrovskij che invece copre gli anni dal 1917 al 1932.
“Queste letture non dovrebbero essere un’opzione e dipendere dal fatto che l’insegnante lo voglia o meno. Dovrebbero essere fondamentali nella formazione del carattere e della responsabilità nei confronti della società dei nostri giovani”, ha detto il presidente russo lo scorso 18 gennaio incontrato i veterani della Grande Guerra Patriottica (come in Russia è chiamata la Seconda Guerra Mondiale) e reduci dell’Assedio di Leningrado in occasione del suo 80° anniversario.
Putin rispondeva al direttore del museo “Cose dell’assedio di Leningrado” Valerij Isakov che suggeriva anche di rendere obbligatoria la lettura di Il figlio di un artigliere di Konstantin Simonov, Racconti dal Don di Mikhail Sholokhov, Carattere russo di Aleksej Tolstoj e La Fortezza di Brest di Sergej Smirnov. Un'idea ben accolta da Putin che ha detto che ne avrebbe parlato con il ministro dell’Istruzione Sergej Kravtsov.
Putin e la vedova di Solzhenitsyn
La proposta di Vjatkin, come c’era da aspettarsi, ha scatenato un acceso dibattito nella cosiddetta intellighenzia con Aleksej Varlamov, rettore dell’Istituto letterario Gorkij, che ad esempio si è espresso contro. “Credo che questa sia un’opera eccezionale della letteratura russa, che illumina le tragiche pagine della nostra storia, e non ha senso mettere a tacere queste pagine”, ha detto riferendosi ad Arcipelago Gulag.
A mettere a tacere la discussione è stato l’intervento della presidente della Commissione per l’istruzione della Duma di Stato, Olga Kazakova. “La questione dell’esclusione del lavoro di Aleksander Solzhenitsyn, Arcipelago Gulag, dal curriculum scolastico - ha detto - non è mai stata e non è sul tavolo”.
L’inserimento di alcuni stralci di Arcipelago Gulag nel curriculum delle scuole dell’obbligo russe, tra l’altro, è recente. A suggerirlo nel 2009 fu lo stesso Putin dopo un incontro con la vedova dello scrittore Natalia Solzhenitsyna. “Questo libro è molto richiesto. E senza conoscerlo, non avremo un quadro completo del nostro Paese e difficilmente potremo pensare al futuro”, aveva detto Putin, all’epoca premier.