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(ansa)

Ecco perché i tank Leopard possono cambiare le sorti della guerra

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La dottrina militare indica che in un conflitto convenzionale come è quello ucraino gruppi di attacco formati da carri armati e uomini a piedi sono la soluzione più efficiente per conquistare terreno. Per la primavera ci si aspetta una grande offensiva russa e Kiev deve preparare una risposta
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KIEV - Perché si parla molto adesso di carri armati e guerra in Ucraina? Ci sono molte ragioni, vediamo le più importanti. 

I mezzi sovietici

In questi undici mesi di guerra Russia e Ucraina hanno usato soprattutto carri armati di epoca sovietica per il grosso dei combattimenti, come i T-64 e i T-72. Sono mezzi micidiali, ma spesso hanno mezzo secolo di vita e anche di più, sono rimasti indietro dal punto di vista tecnologico e molti sono già stati distrutti. Migliaia di carcasse di vecchi T-qualcosa sono sparpagliate in tutto il Paese. 

L’esercito di Mosca sta mandando sul fronte anche i carri armati modello T-90, molto più avanzati. Ha spedito un gruppo di questi carri in prima linea ad agosto (il numero non è stato specificato), ne ha consegnati altri duecento all’esercito separatista nel Donbass a dicembre e ne ha appena mandato un altro gruppo a gennaio – e questi sono soltanto esempi perché spesso qu…

KIEV - Perché si parla molto adesso di carri armati e guerra in Ucraina? Ci sono molte ragioni, vediamo le più importanti. 

I mezzi sovietici

In questi undici mesi di guerra Russia e Ucraina hanno usato soprattutto carri armati di epoca sovietica per il grosso dei combattimenti, come i T-64 e i T-72. Sono mezzi micidiali, ma spesso hanno mezzo secolo di vita e anche di più, sono rimasti indietro dal punto di vista tecnologico e molti sono già stati distrutti. Migliaia di carcasse di vecchi T-qualcosa sono sparpagliate in tutto il Paese. 

L’esercito di Mosca sta mandando sul fronte anche i carri armati modello T-90, molto più avanzati. Ha spedito un gruppo di questi carri in prima linea ad agosto (il numero non è stato specificato), ne ha consegnati altri duecento all’esercito separatista nel Donbass a dicembre e ne ha appena mandato un altro gruppo a gennaio – e questi sono soltanto esempi perché spesso questi spostamenti non sono dichiarati. Per battere un carro russo T-90, dicono i soldati ucraini impegnati a difendersi nel settore più violento che oggi è quello di Bakhmut, ci vogliono almeno “tre carri dei nostri”. Lo svantaggio è chiaro. 

Gli aiuti occidentali

I governi occidentali stanno promettendo agli ucraini l’invio urgente di altri veicoli blindati, ma per ora sono pesi piuma e non bastano contro i pesi massimi della Russia. I nuovi arrivi non sono all’altezza delle battaglie fra corazzati nelle pianure dell’Ucraina orientale, che ricordano quelle della Seconda Guerra Mondiale.  

Inoltre a primavera, che in termini militari è domani, tutti gli osservatori si aspettano una nuova offensiva russa e anche una controffensiva ucraina. La guerra invernale è stata molto ferma, con avanzamenti di pochi chilometri al mese, ma non appena diventerà di nuovo una guerra mobile serviranno i carri armati. In entrambi i casi, per resistere all’avanzata dei russi oppure per provare a riprendere il loro territorio, gli ucraini hanno bisogno di un carro che possa competere con l’esercito di Mosca. 

La dottrina militare

La dottrina militare sostiene che gruppi di attacco formati da carri armati e uomini a piedi sono la soluzione più efficiente per conquistare terreno in una guerra convenzionale come è quella in Ucraina. Il governo di Kiev vuole riconquistare una grande parte del territorio che ora è sotto il controllo dell’esercito russo perché pensa che altrimenti Mosca non vorrà mai negoziare sul serio. 

La scelta naturale è il Leopard 2 di fabbricazione tedesca, che oltre a essere veloce e resistente ha un sistema di puntamento laser che permette all’equipaggio di sparare e centrare i carri nemici anche mentre si muove su terreno accidentato. Inoltre non ha bisogno di un carburante speciale, come il carro Abrams americano. Con i Leopard 2 gli ucraini colmerebbero lo svantaggio nel settore carri armati con i soldati russi. Ne chiedono trecento, ma molti analisti pensano che già cento sarebbero abbastanza per decidere cosa succederà sul campo. 

E qui viene l’aspetto più vantaggioso  – in teoria – della faccenda: ci sono già almeno duemila carri Leopard 2 variamente distribuiti tra tredici paesi europei. Vuol dire che molti governi alleati di Kiev potrebbero fornire non soltanto i carri, ma anche i pezzi di ricambio (i carri mangiano una quantità enorme di pezzi di ricambio) e l’addestramento necessario e il tutto è relativamente vicino ai confini dell’Ucraina. 

La clausola tedesca

C’è un problema però. I carri armati Leopard 2 sono prodotti e venduti dalla Germania, che impone una clausola molto comune in questo tipo di contratti: i paesi acquirenti non possono consegnare i carri armati che ricevono a terzi, a meno che non ci sia un permesso esplicito. Vuol dire che per sbloccare i Leopard 2 è necessario il consenso di Berlino, che per ora non c’è. La Germania è molto riluttante a dare un aiuto decisivo all’Ucraina. Per esempio: la Polonia ha i Leopard 2 e vorrebbe mandarne subito un certo numero agli ucraini, ma non può. Questa situazione è al centro di una discussione molto tesa fra gli alleati dell’Ucraina.