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"Sex party durante il lockdown", indagine del Vaticano su un sacerdote inglese di Newcastle

Il decano della cattedrale di Newcastle è morto suicida nel 2021 dopo le notizie di una indagine. E dal Vaticano arriva la richiesta di un approfondimento sugli eventi che hanno portato alla rinuncia del vescovo lo scorso dicembre
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Un organismo indipendente della Chiesa cattolica inglese sta indagando sulle voci relative ad un “sex party” che sarebbe avvenuto durante il lockdown nell’appartamento di un sacerdote, poi morto suicida, che all’epoca era decano della cattedrale di Newcastle, mentre dal Vaticano è arrivata la richiesta di un approfondimento sulle ragioni che portarono il vescovo a dimettersi l’anno scorso.

“Alcune persone della diocesi hanno sporto denuncia dopo che sono emerse informazioni relative ad un sex party nell’appartamento del prete che si trova accanto alla cattedrale di Newcastle”, ha …

Un organismo indipendente della Chiesa cattolica inglese sta indagando sulle voci relative ad un “sex party” che sarebbe avvenuto durante il lockdown nell’appartamento di un sacerdote, poi morto suicida, che all’epoca era decano della cattedrale di Newcastle, mentre dal Vaticano è arrivata la richiesta di un approfondimento sulle ragioni che portarono il vescovo a dimettersi l’anno scorso.

“Alcune persone della diocesi hanno sporto denuncia dopo che sono emerse informazioni relative ad un sex party nell’appartamento del prete che si trova accanto alla cattedrale di Newcastle”, ha riferito una fonte della diocesi di Hexham e Newcastle al Sunday Times. Nel Regno Unito nei mesi scorsi sono esplose polemiche sui party avvenuti durante il lockdown a Downing stret quando premier era Boris Johnson. 

Il festino nell'appartamento

Il sacerdote in questione è padre Michael McCoy, morto suicida nell’aprile del 2021 dopo aver scoperto, ricorda la stampa inglese, che era oggetto di un’inchiesta del dipartimento della polizia di Northumbria che si occupa di abusi sessuali su minori. I fatti contestati, a quanto emerso all’epoca da fonti della pubblica accusa, risalivano al 2007 e al 2010. Dal 2019 era decano della cattedrale.

“L’ambito del lavoro investigativo riguarderà ogni abuso segnalato, presunti abusi, le preoccupazioni circa la salvaguardia e la cultura della salvaguardia nella diocesi nel suo insieme”, ha dichiarato Steve Aschley, direttore esecutivo della Catholic Safeguarding Standards Agency, organismo indipendente creato dalla conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles per prevenire e contrastare gli abusi sessuali nella Chiesa, in una nota che conferma, senza fornire dettagli, l’apertura di una “indagine ufficiale, indipendente, non preprogrammata”. La commissione pubblicherà le raccomandazioni finali “il prima possibile, una volta che la nostra squadra abbia completato il proprio lavoro investigativo”.

Quanto al vescovo Robert Byrne, che non è accusato di aver preso parte al festino in questione, si è dimesso a soli 65 anni lo scorso dicembre dopo essere stato nominato vescovo di Hexham e Newcastle nel 2019. Il suo ministero, aveva dichiarato, “è diventato un peso troppo gravoso”: “Il mio proprio discernimento mi ha portato a riconoscere che mi sento incapace di continuare a servire le persone della diocesi nel modo che vorrei”, ha scritto in una lettera del 12 dicembre 2022. Papa Francesco ha accettato la rinuncia.

Le dimissioni del vescovo

L’arcivescovo di Liverpool, Malcom McMahon, è stato nominato amministratore apostolico della diocesi in attesa che il Pontefice nomini un nuovo ordinario. In una lettera riportata dal Sunday Times, il presule riferisce che i collaboratori del Papa gli hanno chiesto di preparare “un rapporto approfondito sugli eventi che hanno portato alle dimissioni del vescovo Byrne”.

Un portavoce, da parte sua, ha confermato che la diocesi aveva chiesto alla Catholic Safeguarding Standards Agency di svolgere un approfondimento sulle dimissioni del vescovo e che l’indagine è in corso. “La diocesi continuerà a lavorare in modo produttivo e rapido”, precisa il portavoce diocesano, “imparando dove è necessario, non dalle voci e dalla disinformazione, ma dai fatti e dalle prove. La diocesi rimane pienamente impegnata nella salvaguardia, come parte integrante della vita e del ministero della Chiesa, e nel garantire che le sue procedure di salvaguardia siano appropriate”.