Dal bimbo che ha sparato alla maestra all'omicida di Monterey: perché in America è così facile uccidere
di Anna Lombardi , di Anna LombardiTrentanove sparatorie nei primi 24 giorni del 2023, già settanta morti. E nelle ultime 48 ore nella sola California due stragi, dove hanno trovato la morte complessivamente 18 persone: 11 nella Chinatown di Monterey Park, a Est di Los Angeles. E altre 7 ad Half Moon Bay, a sud di San Francisco, ieri sera. "This is America 2023" scrive lapidaria Cnn prima di fare l'ennesima, tristissima lista di comunità devastate dalle armi da fuoco. Questa è l'America. Ricordando come - dal bambino di 6 anni che lo scorso 6 gennaio a Newport, Virginia, ha sparato in classe alla sua maestra riducendola in fin di vita, all'uomo di 72 anni che a Monterey, prima di suicidarsi, ha sparato sui frequentatori di due sale da ballo intenti a festeggiare l'inizio dell'anno lunare cinese - in America proprio tutti sembrano essere pronti a premere il grilletto. E se i motivi di ciascuna sparatoria sono certamente diversi, un elemento le accomuna tutte: la facilit…
Trentanove sparatorie nei primi 24 giorni del 2023, già settanta morti. E nelle ultime 48 ore nella sola California due stragi, dove hanno trovato la morte complessivamente 18 persone: 11 nella Chinatown di Monterey Park, a Est di Los Angeles. E altre 7 ad Half Moon Bay, a sud di San Francisco, ieri sera. "This is America 2023" scrive lapidaria Cnn prima di fare l'ennesima, tristissima lista di comunità devastate dalle armi da fuoco. Questa è l'America. Ricordando come - dal bambino di 6 anni che lo scorso 6 gennaio a Newport, Virginia, ha sparato in classe alla sua maestra riducendola in fin di vita, all'uomo di 72 anni che a Monterey, prima di suicidarsi, ha sparato sui frequentatori di due sale da ballo intenti a festeggiare l'inizio dell'anno lunare cinese - in America proprio tutti sembrano essere pronti a premere il grilletto. E se i motivi di ciascuna sparatoria sono certamente diversi, un elemento le accomuna tutte: la facilità di procurarsi un'arma.
"Insensata violenza", aveva detto domenica la vicepresidente Kamala Harris commentando i fatti di Monterey. "Tutti noi capiamo che a questa violenza va posta la parola fine". Informato della seconda trage californiana a Half Moon Bay pure il presidente Joe Biden è intervenuto ieri: chiedendo per l'ennesima volta al Congresso di approvare il progetto di legge che da tempo langue per limitare le vendite di fucili d'assalto (come il tristemente popolare Ar-15, protagonista di tante stragi) e portare a 21 anni l'età per poterne acquistare una.
Già approvato alla Camera lo scorso luglio, avrebbe avuto bisogno del sostegno di almeno 10 repubblicani al Senato e infatti è morto lì. "Agite rapidamente" ha implorato Biden: "La maggioranza degli americani appoggia azioni di buon senso come questa legge. Abbiamo il dovere di fare di tutto per garantire la sicurezza dei nostri figli, delle nostre comunità e della nostra nazione", ha detto. Ben sapendo che in un Paese profondamente polarizzato come l'America oggi, quanto non è riuscito a fare nei primi due anni di mandato, con la maggioranza al Congresso, sarà impossibile ora, con la Camera in mano ai repubblicani.
Il diritto dei cittadini americani a possedere armi da fuoco è sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione. Quello che recita: "Una milizia ben organizzata è necessaria alla sicurezza di uno Stato libero e dunque il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non può essere violato". Ratificato il 15 dicembre 1791, è evidentemente frutto del suo tempo: risale ad un'epoca in cui non esisteva un esercito regolare ed era ispirato a regole inglesi, ancora più antiche, visto che erano state varate un secolo prima per riconoscere ai protestanti il diritto a possedere armi tolto loro dal re cattolico Giacomo II.
All'epoca, negli Stati Uniti nascenti, l'idea di un esercito stabile era dunque profondamente legata alla presenza di oppressori europei. E in aree di frontiera garantire il diritto alle armi significava anche potersi difendere dagli attacchi di nativi e banditi. Nel tempo, il concetto di "milizia ben regolata" è stato contestato da chi si oppone al possesso facile di armi da fuoco da parte di singoli individui. Chi è invece a favore ritiene che il Secondo Emendamento offra una protezione legale ai possessori di armi, antica quanto l'America stessa. La questione è da tempo al centro di accesi dibattiti e il testo oggetto di interpretazioni e contese mai risolte.
Come le prime tre settimane dell'anno hanno dimostrato, la situazione è disperata: nel 2022 le sparatorie "di massa", quelle cioè che hanno provocato più di una vittima sono state 648. Ventuno di queste hanno superato il numero di cinque vittime e sono dunque classificate come stragi. Fra queste, la più sanguinosa è stata quella di Colorado Springs, dove il 20 novembre un uomo ha aperto il fuoco fra i frequentatori di un locale gay, ammazzando 17 persone. Ma l'anno più "fatale" è stato quello della post-pandemia, il 2021: quando si sono avute ben 690 sparatorie di massa.
Il balzo era però stato fatto l'anno prima: quando si passò dalle 417 sparatorie del 2019 alle 640 del 2020, in piena emergenza Covid. All'epoca, d'altronde, lo spargersi del virus scatenò negli Stati Uniti pure una diversa epidemia: una corsa alle armi, con le vendite aumentate quell'anno del 64 per cento (dati di The Trace, organizzazione che traccia proprio le vendite d'armi negli Usa).
Un altro dato che sconvolge, è quello che le ferite da arma da fuoco sono ormai, negli Stati Uniti, la principale causa di morte tra le persone con meno di 24 anni: lo rivela uno studio recentissimo - datato dicembre 2022 e pubblicato su Pediatrics, rivista dell'American Academy of Pediatrics). Un altro calcolo agghiacciante, questa volta fatto da Everytown for gun safety, la nonprofit anti-armi creata dall'ex sindaco di New York Mike Bloomberg svela poi che sempre in America, dal 2015 al 2020, i minori di 18 anni sono stati protagonisti di almeno 2070 sparatorie. Spesso involontarie, ovvero scatenate da ragazzini cui è partito un colpo maneggiando le armi di mamma e papà: ma che hanno comunque provocato 765 morti e 1366 feriti.
Nel paese più armato del mondo, dove circolano 393 milioni di armi da fuoco possedute da privati (120 per ogni 100 americani, nelle mani del 45 per cento degli abitanti) dal 1990 a oggi - lo dice uno studio di Jama Network Open che ha analizzato le morti provocate da armi da fuoco negli ultimi 30 anni - le vittime americane sono state oltre 1 milione. Ma il tasso di mortalità va poi ahimé declinato su base etnica e purtroppo non sorprende scoprire che le vittime sono principalmente giovani afroamericani: 142 ogni 100mila fra i 20 e i 24 anni.
In aumento anche le violenze contro le comunità asiatiche: da marzo 2020, con l'inizio del propagarsi del Covid e alimentata dalla retorica anticinese di Donald Trump, l'odio nei confronti degli asiatici ha provocato circa 11mila incidenti violenti. Fra questi, la strage di Atlanta nel marzo 2021, dove il giovane bianco Robert Aaron Long uccise 8 persone in un salone di bellezza cinese. E la sparatoria nella chiesa taiwanese Geneva Presbyterian Church di Laguna Woods, California, dove nel maggio 2022 il cino-americano David Chou ha ucciso una persona e ferite altre cinque, motivato dalle tensioni fra Cina e Taiwan. Certo, Huu Can Tran, l'anziano killer di Monterey Park ha sparato per motivi diversi, di gelosia personale. Ma pure quest'ultima tragedia, non legata all'odio razziale, ha riacceso la paure delle comunità asiatiche di tutta l'America.