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Qatargate, Cozzolino respinge ogni accusa "Mai ricevuto denaro". Avvocato Kaili: "Panzeri farà altri nomi"

Andrea Cozzolino (afp)
L'eurodeputato italiano ha partecipato all'audizione davanti alla commissione Giustizia del Parlamento europeo. Il voto finale previsto per il 31 gennaio
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BRUXELLES - Andrea Cozzolino respinge ogni accusa e chiede di rinunciare all'immunità parlamentare. L'eurodeputato italiano coinvolto nello scandalo Qatargate è stato ascoltato stamattina dalla Commissione Juri del Parlamento europeo che dovrà decidere sulla revoca proprio dell'immunità insieme al suo collega belga, Marca Tarabella. Il voto finale della commissione è previsto il prossimo 31 gennaio e poi sarà l'aula a esprimersi in maniera definitiva durante la sessione plenaria di Strasburgo la seconda settimana di febbraio. Sebbene nel frattempo potrebbero arrivare altri sviluppi della vicenda. L'avvocato di Eva Kaili, la parlamentare greca in arresto, si è detto convinto che Antonio Panzeri (l'accusato numero uno) sta rivelando altri nomi di parlamentari coinvolti nella corruzione: italiani, belgi, tedeschi e francesi.

Se, però, Tarabella ha deciso di rinunciare a parlare davanti alla commissione, …

BRUXELLES - Andrea Cozzolino respinge ogni accusa e chiede di rinunciare all'immunità parlamentare. L'eurodeputato italiano coinvolto nello scandalo Qatargate è stato ascoltato stamattina dalla Commissione Juri del Parlamento europeo che dovrà decidere sulla revoca proprio dell'immunità insieme al suo collega belga, Marca Tarabella. Il voto finale della commissione è previsto il prossimo 31 gennaio e poi sarà l'aula a esprimersi in maniera definitiva durante la sessione plenaria di Strasburgo la seconda settimana di febbraio. Sebbene nel frattempo potrebbero arrivare altri sviluppi della vicenda. L'avvocato di Eva Kaili, la parlamentare greca in arresto, si è detto convinto che Antonio Panzeri (l'accusato numero uno) sta rivelando altri nomi di parlamentari coinvolti nella corruzione: italiani, belgi, tedeschi e francesi.

Se, però, Tarabella ha deciso di rinunciare a parlare davanti alla commissione, Cozzolino ha respinto ogni carico. "L'onorevole Andrea Cozzolino - hanno spiegato i suoi avvocati - ha contestato le ipotesi investigative, a dire la verità alquanto generiche formulate a suo carico. Ha dichiarato formalmente di non aver mai ricevuto, direttamente o indirettamente, né denaro contante né altre forme di sostentamento e ha dichiarato di essere totalmente all'oscuro delle attività realizzate dal signor Giorgi e dal signor Panzeri". Gli stessi legali hanno sottolineato come il loro assistito abbia "dimostrato come la propria attività parlamentare qui a Bruxelles relativamente alle vicende del Qatar e del Marocco è totalmente incompatibile con l'ipotesi di una sua partecipazione a una rete d'influenza in favore di questi Stati".

Durante l'audizione Cozzolino si è poi lamentato della "violenta campagna di stampa, che sta devastando me e la mia famiglia sulla base di un mero sospetto". "Non ho mai ricevuto somme di danaro, né direttamente né indirettamente, né in contanti né con transazioni finanziarie, né per me né per qualsivoglia associazione, fondazione, Ong, impresa o persona fisica. Il sospetto nei miei confronti - ha ripetuto - è basato sul fatto che Giorgi lavorasse alle mie dipendenze, essendo stato in precedenza assistente di Panzeri. Delle loro altre attività e interessi, di qualunque natura fossero, io ero del tutto all'oscuro, come è provato dal fatto che essi stessi nulla di concreto e specifico dicono sul mio conto". Anche in relazione ai rapporti intrattenuti con il diplomatico marocchino Atmoun, l'europarlamentare italiano ha confermato di conoscerlo ma "i nostri rapporti sono stati esclusivamente di tipo personale e amicale". Sulla base di tutto questo Cozzolino è sicuro che in Italia la richiesta di revoca dell'immunità sarebbe stata respinta.

Ma appunto sull'intero caso pende la spada di Damocle delle rivelazioni che starebbe per compiere Panzeri. "Farà alla giustizia belga nuovi nomi di eurodeputati italiani, tedeschi, belgi e francesi", ha annunciato Michalis Dimitrakopoulos, l'avvocato dell'ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili: "Ora è completamente inaffidabile e tutto ciò che gli interessa è salvare sua moglie e sua figlia. Qualunque cosa gli diano, firmerà".

Lo scandalo, comunque, sta attraversando i confini europei. "Dobbiamo contrastare i regimi autoritari che continuano a usare le campagne di disinformazione, la corruzione mirata e strategica e altri mezzi coercitivi per rafforzare la loro influenza maligna e tentare di minacciare la democrazia", ha ammonito l'ambasciatore Usa  presso l'Unione europea, Mark Gitenstein, nell'audizione alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo.