Celibato, coppie gay, sacerdozio femminile: nuovo stop di Roma ai vescovi tedeschi
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziNuovo capitolo nel dibattito tra Roma e la Germania sul percorso sinodale che i vescovi e i fedeli tedeschi hanno intrapreso, questa volta sui poteri decisionali di un “consiglio sinodale” che nascerà in futuro. Gli attori, però, non sono solo due ma tre: il Vaticano, i vertici della conferenza episcopale tedesca e la minoranza conservatrice dello stesso episcopato.
La conferenza episcopale tedesca e l’organizzazione dei fedeli laici (Zentralkomitee der deutschen Katholiken) hanno avviato, a fine 2019 sotto l'impulso del cardinale Reinhard Marx, un “percorso sinodale” per rispondere alla crisi degli abusi sessuali emersa in Germania, come nel resto della Chiesa mondiale. L’obiettivo di questo percorso pluriennale, che avrà una prima conclusione a marzo prossimo, è di recuperare credibilità nella società mettendo in discussione questioni cruciali relative a quattro ambiti: l’esercizio del potere ne…
Nuovo capitolo nel dibattito tra Roma e la Germania sul percorso sinodale che i vescovi e i fedeli tedeschi hanno intrapreso, questa volta sui poteri decisionali di un “consiglio sinodale” che nascerà in futuro. Gli attori, però, non sono solo due ma tre: il Vaticano, i vertici della conferenza episcopale tedesca e la minoranza conservatrice dello stesso episcopato.
La conferenza episcopale tedesca e l’organizzazione dei fedeli laici (Zentralkomitee der deutschen Katholiken) hanno avviato, a fine 2019 sotto l'impulso del cardinale Reinhard Marx, un “percorso sinodale” per rispondere alla crisi degli abusi sessuali emersa in Germania, come nel resto della Chiesa mondiale. L’obiettivo di questo percorso pluriennale, che avrà una prima conclusione a marzo prossimo, è di recuperare credibilità nella società mettendo in discussione questioni cruciali relative a quattro ambiti: l’esercizio del potere nella Chiesa, la morale sessuale, il sacerdozio e il ruolo delle donne. Le varie assemblee che si sono svolte periodicamente hanno già approvato diverse proposte, che verranno alla fine presentate alla Sede apostolica, che toccano temi controversi, come il celibato obbligatorio, la benedizione delle coppie omosessuali, i ministeri femminili.
Il confronto di novembre in Vaticano
Ipotesi che hanno sollevato già in passato l’inquietudine della Curia romana, nonché di Papa Francesco, che nel 2019 scrisse una lettera ai cattolici tedeschi nella quale consigliava, in sostanza, prudenza. A novembre scorso, i vescovi tedeschi, in occasione della periodica visita “ad limina apostolorum”, hanno affrontato a novembre la questione con il Pontefice argentino e, in una “riunione interdicasteriale”, con i capidicastero della Curia romana. Roma ha proposto una sorta di moratoria, respinta dai presuli tedeschi. Il confronto è stato sostanzioso. Ne è venuto fuori un comunicato congiunto che ha certificato le distanze ma, altresì, il reciproco desiderio di continuare a dialogare.
Adesso dalla Germania emerge che a dicembre cinque vescovi noti per le loro posizioni conservatrici – il cardinale di Colonia, Rainer Maria Woelki, e i vescovi di Augusta, Passau, Ratisbona e Eichstatt – hanno scritto a Roma domandando se siano obbligati, o se comunque possano, prendere parte alla istituzione di un “comitato sinodale”, che a regime diventerà un “consiglio sinodale”, composto da vescovi e laici, già decisa dal percorso sinodale. Il sospetto dei conservatori è che questa struttura sostituirà la conferenza episcoale e coarterà le decisioni dei singoli vescovi.
La lettera dei tre cardinali romani
In una lettera firmata a Roma lo scorso 16 gennaio, e resa nota dall’episcopato tedesco, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, il cardinale Luis Ladaria, prefetto del dicastero per la dottrina della fede, e il cardinale Marc Ouellet, prefetto del dicastero per i vescovi, rispondono al quesito, in tedesco, affermando che i vescovi “non sono obbligati” a prendere parte a questi nuovi organismi. La missiva è “approvata in forma specifica” dal Papa.
Il presidente della conferenza episcopale tedesca, monsignor Georg Baetzing, ha commentato la vicenda con un comunicato nel quale precisa che, in realtà, “la preoccupazione, esposta nella lettera, che un nuovo organismo sia sovraordinato alla conferenza episcopale o annulli l’autorità del singolo vescovo, non è fondata”, e che il consiglio sinodale si muoverà “all’interno del vigente diritto ecclesiastico”. Se “la Santa Sede vede il pericolo di un indebolimento dell’ufficio episcopale, io vivo la discussione sinodale come un rafforzamento di questo ufficio”. Quanto alla sinodalità, essa non tocca “questioni dogmatiche” ma “la cultura sinodale vissuta nelle deliberazioni e nel processo decisionale comune”, ma “nessuno mette in dubbio l’autorità dell’episcopato”. Proprio per questo, peraltro, “il comitato sinodale non è messo in discussione dalla lettera romana”.