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Ucraina, rimpasto ai vertici per corruzione: rimossi 6 viceministri, 5 governatori e il numero due dello staff Zelensky

Kyrylo Tymoshenko (reuters)
È l’inizio dell'ondata di licenziamenti e di nomine con cui il presidente vuole rinsaldare le fila alla vigilia di una fase decisiva nel conflitto
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ODESSA - Un terremoto politico sta attraversando Kiev in questi giorni: le dimissioni del vice capo dell'ufficio presidenziale, Kyrylo Tymoshenko, e del viceministro della Difesa, Vyacheslav Shapovalov, sono l’inizio dell'ondata di licenziamenti e di nomine con cui il presidente Zelensky vuole rinsaldare le fila alla vigilia di una fase decisiva nel conflitto, quella cioè della probabile avanzata russa e della controffensiva ucraina. "Questa settimana sarà un momento di decisioni importanti”, ha detto Zelensky annunciando il rimpasto ai vertici di tutto l’apparato statale scosso da una serie di scandali.

Ieri sono arrivate le dimissioni – accolte - di Kyrylo Tymoshenko, che ha rimesso l’incarico all’Ufficio presidenziale. Pizzicato alla guida di uno dei Suv Chevrolet Tahoe che General Motors aveva donato per salvare gli ucraini portandoli fuori dalle zone di guerra e per svolgere missioni umanitarie, aveva rimediato s…

ODESSA - Un terremoto politico sta attraversando Kiev in questi giorni: le dimissioni del vice capo dell'ufficio presidenziale, Kyrylo Tymoshenko, e del viceministro della Difesa, Vyacheslav Shapovalov, sono l’inizio dell'ondata di licenziamenti e di nomine con cui il presidente Zelensky vuole rinsaldare le fila alla vigilia di una fase decisiva nel conflitto, quella cioè della probabile avanzata russa e della controffensiva ucraina. "Questa settimana sarà un momento di decisioni importanti”, ha detto Zelensky annunciando il rimpasto ai vertici di tutto l’apparato statale scosso da una serie di scandali.

Ieri sono arrivate le dimissioni – accolte - di Kyrylo Tymoshenko, che ha rimesso l’incarico all’Ufficio presidenziale. Pizzicato alla guida di uno dei Suv Chevrolet Tahoe che General Motors aveva donato per salvare gli ucraini portandoli fuori dalle zone di guerra e per svolgere missioni umanitarie, aveva rimediato sostituendola con una Porsche Taycan da centomila dollari. Nel frattempo, si era trasferito ad abitare nel quartiere più lussuoso della capitale, in una villa accanto a quelle degli oligarchi: uno stile di vita ingombrante in un Paese in guerra in cui una fetta ormai cospicua del territorio è ridotta in macerie. Secondo vari rumors, Tymoschenko sarebbe ora destinato a diventare governatore militare di Kherson, un ruolo prestigioso in cui occorre un uomo di fiducia ma in cui non potrà vivere la vita spumeggiante dei ricchi di Kiev che frequentava da vicino.

A ruota, ecco le dimissioni del vice ministro della Difesa, Vyacheslav Shapovalov: lui paga invece lo scandalo per le forniture gonfiate delle razioni di cibo per i soldati al fronte, una figuraccia che ha coinvolto la Difesa fino a lambire lo stesso ministro Reznikov, che ha respinto le accuse e la cui posizione, dopo le rassicurazioni ricevute, appare al momento salda. Seguono quelle dei viceministri per lo Sviluppo delle comunità, Vyacheslav Negoda e Ivan Lukerya, e del viceministro delle politiche Sociali Vitaliy Muzychenko. Rimossi anche i governatori delle regioni di Dnipropetrovsk (nel centro del Paese), Zaporizhzhia (sud), Sumy (nord), Kherson (sud) e della capitale Kiev.

Ma la revisione della governance della macchina statale è solo all’inizio: “Analizzeremo ogni situazione in dettaglio. Per quello che riguarda l'energia e gli appalti, per i rapporti tra governo centrale e regioni e per le forniture per i militari", ha sottolineato il presidente Zelensky. Secondo indiscrezioni di queste ore, sarebbero in arrivo le “dimissioni” o le rimozioni di almeno tre ministri di secondo piano e di cinque governatori militari regionali, tra cui proprio quelli delle regioni parzialmente occupate dai russi attraversate dunque dalla linea del fronte.

Gli scandali per corruzione sono una costante in Ucraina, e lo stesso presidente Zelensky deve la sua elezione proprio alla volontà popolare di portare al potere un outsider che garantisse una rottura rispetto alla cupola di affari e politica che aveva gestito la democrazia ucraina allo scioglimento dell’Urss. Ma gli scandali affiorati in queste ultime settimane dimostrano che la corruzione resta un immenso problema nel Paese nonostante la guerra in corso. Tutto ciò, però, non scalfisce affatto la figura del presidente ucraino che in ogni sondaggio resta lontanissimo da tutti i possibili rivali, né scalfisce la determinazione degli ucraini a continuare la guerra fino alla liberazione di tutti i territori occupati.