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Ucraina, arriva la svolta: i tank Leopard e Abrams in viaggio verso Kiev

Foto di archivio dei tank Abrams M1 (reuters)

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L’accordo bipartisan a Washington sblocca l’impasse tedesca, 12 Paesi europei forniranno 100 carri. Ieri il via libera alle nuove forniture italiane, oggi il ministro Crosetto al Copasir per il sesto decreto
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BERLINO-NEW YORK - Il dado è tratto: la Germania fornirà gli agognati Leopard 2A6 all'Ucraina, anche perché gli Stati Uniti hanno fatto trapelare di essere pronti a fare altrettanto con i loro Abrams. Nell'immediato Olaf Scholz si sarebbe deciso a cedere 14 blindati che proverranno dai depositi della Bundeswehr, secondo il settimanale Spiegel. Altri potrebbero seguire, forniti dal produttore Rheinmetall, il maggiore colosso di armamenti tedesco. Il cancelliere socialdemocratico potrebbe annunciare la sua decisione oggi al Bundestag. Secondo i maggiori esperti militari ci vorrebbero almeno 100 Leopard per imprimere una svolta decisiva alla controffensiva ucraina. Secondo quanto ha riferito una fonte governativa americana alla televisione Abc News, dodici Paesi europei forniranno a Kiev un centinaio di carri armati di fabbricazione tedesca, una volta che il governo di Berlino avrà dato il via libera alla fornitura. A questi poi si aggiungeranno i…

BERLINO-NEW YORK - Il dado è tratto: la Germania fornirà gli agognati Leopard 2A6 all'Ucraina, anche perché gli Stati Uniti hanno fatto trapelare di essere pronti a fare altrettanto con i loro Abrams. Nell'immediato Olaf Scholz si sarebbe deciso a cedere 14 blindati che proverranno dai depositi della Bundeswehr, secondo il settimanale Spiegel. Altri potrebbero seguire, forniti dal produttore Rheinmetall, il maggiore colosso di armamenti tedesco. Il cancelliere socialdemocratico potrebbe annunciare la sua decisione oggi al Bundestag. Secondo i maggiori esperti militari ci vorrebbero almeno 100 Leopard per imprimere una svolta decisiva alla controffensiva ucraina. Secondo quanto ha riferito una fonte governativa americana alla televisione Abc News, dodici Paesi europei forniranno a Kiev un centinaio di carri armati di fabbricazione tedesca, una volta che il governo di Berlino avrà dato il via libera alla fornitura. A questi poi si aggiungeranno i mezzi americani, arrivando quindi su numeri capaci di fare la differenza sul campo di battaglia.

Stando alla ricostruzione del Wall Street Journal, il riluttante cancelliere, che si è sempre nascosto dietro l'esigenza di concordare con gli alleati l'eventuale fornitura dei panzer, avrebbe strappato agli Usa e alla Francia l'impegno a mandare a loro volta i carri armati Abrams e Leclerc a Kiev. Il sì del cancelliere è arrivato dopo scontri duri con l'Amministrazione Biden.

Da tempo Scholz era finito sempre più isolato anche nella sua stessa maggioranza: verdi e liberali spingevano perché concedesse l'ok. La ministra verde degli Esteri Annalena Baerbock aveva già promesso domenica ai Paesi terzi come polacchi, baltici o finlandesi di "non opporsi" a un'eventuale richiesta di girare Leopard a Kiev. Ieri la vicepresidente verde del Bundestag, Katrin Goering-Eckardt, ha festeggiato il via libera: "Abbiamo liberato i Leopard!", ha twittato. Già ieri mattina si erano moltiplicati gli indizi di un imminente svolta. Il neo ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius aveva annunciato che gli alleati potevano cominciare ad addestrare le forze armate ucraine all'uso dei Leopard. E dalla Polonia era arrivata la richiesta ufficiale di spedire all'Ucraina i tank (l'ok dovrebbe arrivare oggi). L'esercito tedesco dispone di 320 Leopard 2, ma non è chiaro quanti siano operativi. Rheinmetall ha chiarito di averne 139, 29 dei quali pronti al combattimento. Ma in teoria erano stati promessi ad alcuni paesi che avevano mandato blindati sovietici all'Ucraina.

Washinton non voleva mandare gli Abrams, un po' perché sperava che gli europei risolvessero la questione carri armati, e un po' perché non li riteneva adatti alle esigenze di Kiev. I suoi mezzi hanno motori a turbina, sono alimentati col carburante degli aerei, e hanno bisogno di molta manutenzione. All'interno dell'amministrazione però ci sono sempre stati consiglieri che suggerivano di soddisfare le richieste di Scholz, in modo da togliergli ogni alibi. Alla fine hanno prevalso, perché in questa fase del conflitto, con i russi che preparano una grande offensiva di terra in primavera, la priorità era mettere Zelensky in grado di difendersi e contrattaccare. Lo ha detto molto chiaramente anche il leader repubblicano al Senato McConnell, avvertendo i suoi compagni di partito alla Camera di non fare scherzi con i finanziamenti per gli aiuti, da cui dipende l'interessa nazionale: "L'assistenza all'Ucraina deve mirare alla vittoria".

Ieri è arrivato intanto il via libera definitivo della Camera italiana al decreto Ucraina (col voto contrario di Articolo 1), che proroga al 31 dicembre 2023 la cessione da parte di Roma di materiali militari a Kiev. E oggi il ministro della Difesa Guido Crosetto è atteso al Copasir in audizione. Illustrerà alcune delle linee generali che saranno contenute nel sesto decreto interministeriale per un nuovo invio di armi. Prima del varo, Crosetto farà un ultimo punto con l’esecutivo e con i suoi vertici, anche per decidere se accorpare le spedizioni in un unico provvedimento o se scaglionarle, inserendo nel sesto decreto i missili Aspide e poi, in un atto successivo, il Samp-T, da annunciare assieme ai francesi.