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Germania, Scholz spiega perché solo ora ha deciso di inviare i Leopard all'Ucraina: "Ci muoviamo in accordo con gli alleati"

Al Bundestag il cancelliere tedesco dice che va assicurato "ogni sostegno" a difesa di Kiev ma "va scongiurata una escalation verso una guerra tra la Russia e la Nato"
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BERLINO - Olaf Scholz conferma al Bundestag le indiscrezioni delle ultime ore e annuncia che la Germania fornirà “carri armati da combattimento del tipo Leopard 2A6 che provengono dai depositi della Bundeswehr”, l’esercito tedesco. Il cancelliere tedesco chiarisce ancora una volta nella riposta durissima a un parlamentare della Cdu perché ha indugiato per settimane prima di cedere alle pressioni dei partner Nato: “Se seguissimo i vostri consigli metteremmo a rischio la sicurezza nazionale. Sarebbe un errore muoversi da soli, dobbiamo fare tutto in stretta concordanza con i nostri partner”, europei e americani. 

Le ragioni della cautela di Scholz

Il cancelliere rinnova l’impegno a “ogni sostegno per difendere l’Ucraina” ma sottolinea che “va scongiurata un’escalation verso una guerra tra la Russia e la Nato”. Ecco perché Berlino si sta muovendo “un passo alla volta&…

BERLINO - Olaf Scholz conferma al Bundestag le indiscrezioni delle ultime ore e annuncia che la Germania fornirà “carri armati da combattimento del tipo Leopard 2A6 che provengono dai depositi della Bundeswehr”, l’esercito tedesco. Il cancelliere tedesco chiarisce ancora una volta nella riposta durissima a un parlamentare della Cdu perché ha indugiato per settimane prima di cedere alle pressioni dei partner Nato: “Se seguissimo i vostri consigli metteremmo a rischio la sicurezza nazionale. Sarebbe un errore muoversi da soli, dobbiamo fare tutto in stretta concordanza con i nostri partner”, europei e americani. 

Le ragioni della cautela di Scholz

Il cancelliere rinnova l’impegno a “ogni sostegno per difendere l’Ucraina” ma sottolinea che “va scongiurata un’escalation verso una guerra tra la Russia e la Nato”. Ecco perché Berlino si sta muovendo “un passo alla volta” ed è cauta sulla fornitura di armi pesanti. D’altra parte l’insistenza con cui Scholz rivendica ripetutamente il fatto di “non essersi fatto trascinare" dalle enormi pressioni che arrivavano da alcuni alleati ma anche dalla sua stessa maggioranza ha tutta l’aria di una excusatio non petita. 

Il no ai caccia

Ancora prima che Scholz ufficializzasse, dopo settimane di tentennamenti, il via libera ai Leopard, l’ex ambasciatore ucraino in Germania e attuale viceministro degli Esteri, Andrij Melnik, ha provato già stamane ad alzare il tiro. “Adesso abbiamo bisogno anche di F16, F35, Eurofighter, Tornados e navi da guerra”, ha detto. Ma nelle repliche al Bundestag, interrogato da un parlamentare proprio sulle parole del diplomatico ucraino, Scholz è stato netto ricordando di aver già detto all’inizio dell’invasione in Ucraina al presidente americano Joe Biden che “non consideriamo l’ipotesi di mandare aerei da combattimento. Non lo sosterremmo. Così come non manderemmo truppe di terra. Lo abbiamo detto dall’inizio. Anche il presidente Biden”.

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Quanti Leopard manderanno la Germania e gli europei

L’impegno della Germania è fornire due battaglioni di Leopard 2, ossia anzitutto i 14 che sono già a nei depositi dell’esercito. Ma, come specificato da un comunicato della cancelleria, “altri partner europei forniranno Leopard 2. L’addestramento delle truppe ucraine avverrà in tempi rapidi in Germania. Del pacchetto faranno parte anche la logistica, le munizioni e la manutenzione dei sistemi”. Berlino fa sapere anche che ogni Paese terzo che vorrà ottenere il via libera per l’invio dei blindati tedeschi “avrà le necessarie autorizzazioni”. 


Secondo il settimanale Spiegel saranno 80 i Leopard prodotti da Rheinmetall che arriveranno complessivamente all’Ucraina dalla Germania e dagli altri partner. Gli europei sono intenzionati a dividere il gruppo armato in due battaglioni di 40 veicoli. Del primo battaglione di Leopard 2A6 farebbero parte i 14 tank tedeschi più quelli di Finlandia, Spagna e Paesi Bassi. Il secondo dovrebbe essere formato da Leopard 2A4 dalla Polonia e dalla Norvegia. Ma non tutti li hanno ancora deciso se gireranno i tank tedeschi all’Ucraina.

La Polonia è per ora l’unico Paese ad aver già avanzato la richiesta ufficiale per l’ok ai panzer. Il premier olandese Mark Rutte ha annunciato che "se un contributo dai Paesi Bassi aiuta, siamo pronti a darlo”. Gli ha fatto eco la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles: la Spagna è pronta a fare “tutto ciò che è necessario” per aiutare Kiev, compreso mandare i Leopard. In Finlandia, il ministro della Difesa Mikko Savola, ha commentato che “la decisione della comunità internazionale di trasferire Leopard in Ucraina va avanti. E la Finlandia vi prenderà parte”. Anche la Norvegia lo sta valutando. Sempre secondo i media, il Portogallo si prepara a fornirne quattro.

Difficile dire quanti siano esattamente i blindati Leopard sparsi in Europa: il ministero della Difesa non fornisce informazioni. La Germania dovrebbe averne in stock 321 secondo l’Istituto internazionale di studi strategici (IISS) ma non si sa quanti possano essere impiegati subito. In ogni caso per i battaglioni annunciati oggi il ministero della Difesa Boris Pistorius ha precisato che ci vorranno “tre mesi” perché siano pronti per l’ingaggio.