Spagna, irruzione in chiesa con il machete: un morto e quattro feriti
di Alessandro Oppes , di Alessandro OppesL'attacco è avvenuto nella cittadina andalusa di Algeciras. Ucciso il sacrestano. Colpito anche il parroco. Arrestato un giovane marocchino, si indaga per terrorismo
Un machete per seminare il panico nella comunità cattolica di Algeciras, città all’estrema punta meridionale dell’Andalusia, di fronte alle coste del Marocco. Ed è proprio di origine marocchina il giovane di 25 anni, Yassine Kansar, che ieri sera intorno alle 20 ha compiuto in pochi minuti un raid mortale in diverse chiese del centro, con un bilancio di un morto e 4 feriti. Prima si è avvicinato alla cappella di San Isidro, in uno dei quartieri più popolari della cittadina, e dopo aver discusso animatamente con il parroco, che si trovava all’esterno del tempio, gli ha assestato una pugnalata lasciandolo a terra ferito.
Subito dopo si è spostato verso la chiesa di Nuestra Señora de La Palma - ad appena 200 metri di distanza - la più importante della città, che si affaccia sull’elegante Plaza Alta: e qui ha ucciso il sagrestano Diego Valencia: nonostante le numerose telefonate arrivate al ser…
Un machete per seminare il panico nella comunità cattolica di Algeciras, città all’estrema punta meridionale dell’Andalusia, di fronte alle coste del Marocco. Ed è proprio di origine marocchina il giovane di 25 anni, Yassine Kansar, che ieri sera intorno alle 20 ha compiuto in pochi minuti un raid mortale in diverse chiese del centro, con un bilancio di un morto e 4 feriti. Prima si è avvicinato alla cappella di San Isidro, in uno dei quartieri più popolari della cittadina, e dopo aver discusso animatamente con il parroco, che si trovava all’esterno del tempio, gli ha assestato una pugnalata lasciandolo a terra ferito.
Subito dopo si è spostato verso la chiesa di Nuestra Señora de La Palma - ad appena 200 metri di distanza - la più importante della città, che si affaccia sull’elegante Plaza Alta: e qui ha ucciso il sagrestano Diego Valencia: nonostante le numerose telefonate arrivate al servizio di emergenza 112, i sanitari arrivati subito sul posto hanno solo potuto constatare la morte dell’uomo.
Alcuni cittadini, preoccupati, l’hanno ripreso con lo smartphone mentre vagava per la piazza, prima di compiere l’assalto mortale, con indosso una chilaba nera, la lunga tunica tradizionale marocchina con il cappuccio, utilizzata dai berberi. Secondo la testimonianza di un sacerdote locale, raccolta dal quotidiano El País, dopo l’agguato al sagrestano avrebbe cercato di dirigersi verso la chiesa della Virgen de Europa, che probabilmente non è riuscito a raggiungere. L’uomo è stato bloccato e arrestato poco dopo dalla Policia Nacional a poche decine di metri dalla Plaza Alta.
La procura della Audiencia Nacional (il tribunale con giurisdizione unica nazionale che indaga su tutti i crimini più gravi commessi in Spagna) ha aperto un’inchiesta definendo il caso come “presunto attacco terroristico”, specificando che, per il momento, si stanno investigando i fatti e non è ancora possibile determinare i motivi del raid compiuto dal giovane marocchino. Prudenza anche nelle prime dichiarazioni del Ministero dell’Interno. Secondo alcune testimonianze, un’ora e mezza prima dell’attacco l’uomo sarebbe già entrato una prima volta nella chiesa di San Isidro, cominciando a discutere con i fedeli presenti e tentando di convincerli a «seguire la religione islamica».