Effetto Brexit sui treni Eurostar per Londra: partono semivuoti a causa dei controlli dei documenti
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. A causa della Brexit, gli Eurostar sono costretti a viaggiare vuoti per un terzo della loro capienza totale. Lo ha detto ieri a Bruxelles Gwendoline Cazenave, la nuova presidente del gruppo ferroviario che collega la Gran Bretagna con l’Europa continentale e che un tempo era il fiore all’occhiello dell’Europa simbolicamente unica. Anche dopo l’uscita di Londra dall’Ue e la crisi pandemica del Covid, i treni continuano a viaggiare. Ma a una capacità ridotta. Proprio a causa della Brexit.
“Purtroppo ogni passaporto britannico che entra in Europa deve ricevere un timbro dalle autorità di frontiera”, spiega Cazenave, “e questo ritarda i controlli e l’attraversamento del confine di almeno il 30% del tempo. Il problema è che non ci sono le strutture necessarie per agenti di frontiera a sufficienza. Perciò non possiamo vendere circa 350 dei 900 posti solitamente disponibili sui nostri treni”.
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LONDRA. A causa della Brexit, gli Eurostar sono costretti a viaggiare vuoti per un terzo della loro capienza totale. Lo ha detto ieri a Bruxelles Gwendoline Cazenave, la nuova presidente del gruppo ferroviario che collega la Gran Bretagna con l’Europa continentale e che un tempo era il fiore all’occhiello dell’Europa simbolicamente unica. Anche dopo l’uscita di Londra dall’Ue e la crisi pandemica del Covid, i treni continuano a viaggiare. Ma a una capacità ridotta. Proprio a causa della Brexit.
“Purtroppo ogni passaporto britannico che entra in Europa deve ricevere un timbro dalle autorità di frontiera”, spiega Cazenave, “e questo ritarda i controlli e l’attraversamento del confine di almeno il 30% del tempo. Il problema è che non ci sono le strutture necessarie per agenti di frontiera a sufficienza. Perciò non possiamo vendere circa 350 dei 900 posti solitamente disponibili sui nostri treni”.
Ancora peggio va ad Amsterdam, dove per gli stessi problemi, ma ancora più rilevanti vista la grandezza limitata della Centraal Station. Dalla capitale olandese difatti ora vengono venduti soltanto 250 biglietti. E a nulla è servito chiedere ai passeggeri di arrivare circa 90 minuti prima della partenza (come fosse un aereo) per superare i controlli. “Gli ingorghi provocati dalla Brexit sono sempre dietro l’angolo”.
Insomma, una brutta notizia post Brexit, l’ennesima per i viaggiatori britannici, nonostante i livelli di spostamenti siano tornati all’80-85% di quelli pre Covid. Ma Eurostar, in queste condizioni, può offrire massimo il 70% del traffico degli anni scorsi. E le cose potrebbero andare in maniera ancora peggiore. Perché l’Ue, a differenza del Regno Unito che fa entrare gli europei senza visto o timbri (basta il passaporto biometrico agli e-gates per i turisti), tra qualche mese introdurrà anche il rilevamento obbligatorio delle impronte digitali per tutti i cittadini britannici, un po’ come accade in America. Un’altra mazzata per i britannici post Brexit.