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Ucraina, Odessa entra nel Patrimonio mondiale dell'Unesco

(afp)
La decisione con il solo voto contrario della Russia. Ma 14 paesi si sono astenuti
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Salvare la Perla del Mar Nero, era questo l’obiettivo al primo posto nell’agenda ucraina qualche mese fa, quando la pressione russa era roboante in direzione ovest, quando il progetto di tagliar fuori il mare dai confini ucraini era il primo punto nell’agenda del Cremlino. Da oggi Odessa, la città portuale dai lineamenti occidentali, anzi italiani e genovesi soprattutto per i legami architettonici, culturali ed economici che legavano le due città di mare, è stata finalmente inserita dall’Unesco nella lista dei suoi siti protetti, nelle meraviglie del mondo da difendere a tutti i costi: “Ha ottenuto la protezione dell'Unesco. Il centro storico della città portuale di Odessa - ha twittato il presidente Volodymyr Zelensky dicendosi “grato ai partner che aiutano a proteggere la nostra perla dagli attacchi degli invasori russi” - non solo “è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale, ma è…

Salvare la Perla del Mar Nero, era questo l’obiettivo al primo posto nell’agenda ucraina qualche mese fa, quando la pressione russa era roboante in direzione ovest, quando il progetto di tagliar fuori il mare dai confini ucraini era il primo punto nell’agenda del Cremlino. Da oggi Odessa, la città portuale dai lineamenti occidentali, anzi italiani e genovesi soprattutto per i legami architettonici, culturali ed economici che legavano le due città di mare, è stata finalmente inserita dall’Unesco nella lista dei suoi siti protetti, nelle meraviglie del mondo da difendere a tutti i costi: “Ha ottenuto la protezione dell'Unesco. Il centro storico della città portuale di Odessa - ha twittato il presidente Volodymyr Zelensky dicendosi “grato ai partner che aiutano a proteggere la nostra perla dagli attacchi degli invasori russi” - non solo “è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale, ma è anche stato riconosciuto come patrimonio culturale in pericolo”.

La campagna per inserire Odessa nella lista era in atto da più di due anni, da prima che iniziasse l’invasione su larga scala. A marzo il sindaco della città, Gennady Trukhanov, ripeteva ai giornalisti il mantra di una richiesta di accelerare il processo: "Sarebbe un bel segnale, potrebbe essere la nostra difesa migliore contro gli attacchi russi: siamo già nella pre-lista, la documentazione è stata completata anni fa”. E il presidente Zelensky ne aveva fatto una sua battaglia: “Dobbiamo dare un segnale chiaro che il mondo non chiuderà gli occhi davanti alla distruzione della nostra storia comune, della nostra cultura, del nostro patrimonio comune”, disse in un video diffuso all’Onu spiegando che “uno dei passi dovrebbe essere preservare il centro storico di Odessa, fonte di cultura per milioni di persone di paesi differenti”.

Non c’è stata unanimità, nel voto che ha alla fine concesso lo status a Odessa. Nel corso di una sessione straordinaria del Comitato del patrimonio mondiale a Parigi, solo 6 paesi su 21 hanno votato a favore: 14 si sono astenuti, ma solo la Russia – che aveva cercato fino all’ultimo di boicottare la sessione di voto - ha votato contro. Mosca, diciamo così, non l'ha presa benissimo: la decisione è arrivata "con l'assistenza del segretariato dell'Unesco, che ha perso la sua imparzialità" perché il dossier "è stato preparato frettolosamente, senza rispettare gli elevati standard dell'Unesco", commenta il ministero degli Esteri.

Grazie a una procedura accelerata per il rischio legato al conflitto, il centro storico è stato iscritto anche nella lista del patrimonio universale in pericolo, soggetto a particolare tutela. E a segnare il legame indissolubile tra i paesi di mare e la città rivierasca, la nomina è stata preparata da esperti internazionali e ucraini “con il sostegno di Italia e Grecia”, hanno reso noto i promotori. “Siamo orgogliosi di aver contribuito al riconoscimento”, twitta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

“Odessa, una città libera, una città del mondo, un porto leggendario che ha segnato il cinema, la letteratura e le arti, è posta sotto una protezione rafforzata della comunità internazionale. Mentre la guerra continua, questo inserimento incarna la nostra determinazione collettiva ad assicurare che questa città, che ha sempre superato sconvolgimenti globali, sia preservata da ulteriori distruzioni", ha twittato la direttrice generale dell'Unesco, Audrey Azoulay.

Negli ultimi difficili mesi, l’Unesco era già intervenuto riparando i danni inflitti al Museo d'arte e al Museo d'arte moderna, e fornendo gli strumenti per la digitalizzazione di mille opere e documenti degli archivi di stato.

Fiorita dopo che l’imperatrice Caterina la Grande la dichiarò, alla fine del XVIII secolo, la porta marittima della Russia moderna, per il dolore di questa guerra lacerante Odessa ha oggi rimosso i legami con l’imperatrice. E in tempo di guerra, con il porto presidiato e garantito da un difficile accordo, non si può più neppure passeggiare sulla sua iconica scalinata, quella che affaccia sul mare e alla cui sommità c’è la statua di Richelieu: sono protette da cavalli di frisia e soldati, che impediscono l’accesso al lungomare.

In termini legali, ora l’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco non solo riconosce il valore universale del sito e l’impegno di tutta la comunità mondiale a preservarlo, ma stabilisce una zona di protezione secondo i criteri della Convenzione del 1972: tra i firmatari ci sono sia l’Ucraina che la Russia, e proibisce espressamente “di porre in atto qualsiasi misura che possa danneggiare direttamente o indirettamente il patrimonio culturale o naturale”. Odessa ora è in buona compagnia in questa lista insieme ad altri sei siti ucraini tra i quali la cattedrale di Santa Sofia a Kiev e il centro storico di Leopoli. Ma non ha tempo di festeggiare, al buio e al freddo per i continui blackout e sotto la costante minaccia degli allarmi aerei.