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Il funerale di uno dei palestinesi uccisi a Jenin (reuters)

Cisgiordania, 10 palestinesi uccisi in un'operazione dell'esercito israeliano a Jenin. Anp: "Interrompiamo il coordinamento di sicurezza"

I militari: "Abbiamo fermato un attacco terroristico imminente della Jihad islamica". Netanyahu: "No a escalation ma siamo pronti a tutto". Gli Stati Uniti criticano la revoca del coordinamento: "Non è una decisione giusta"
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GERUSALEMME – Altissima tensione in Cisgiordania. Dieci palestinesi uccisi, altri venti feriti durante un’operazione militare israeliana a Jenin. Tra i morti c’è anche una donna di sessant’anni e fra i feriti un bambino, mentre secondo fonti palestinesi i soldati avrebbero ristretto l’accesso di paramedici della Mezzaluna rossa giunti per soccorrere i feriti e un ospedale pediatrico sarebbe stato evacuato per i gas lacrimogeni lanciati dalle truppe.

L’esercito israeliano (Idf) conferma l’operazione che spiega essere nata dalla necessità di fermare un attacco terroristico imminente e di vasta scala pianificato da una cellula della Jihad Islamica Palestinese basata a Jenin, “una bomba a orologeria” secondo un ufficiale israeliano.

Le reazioni

Israele "non punta ad una escalation" ma "le forze di sicurezza sono pronte ad affrontare ogni sviluppo sui vari fronti per garantire la sicurezza dei suoi c…

GERUSALEMME – Altissima tensione in Cisgiordania. Dieci palestinesi uccisi, altri venti feriti durante un’operazione militare israeliana a Jenin. Tra i morti c’è anche una donna di sessant’anni e fra i feriti un bambino, mentre secondo fonti palestinesi i soldati avrebbero ristretto l’accesso di paramedici della Mezzaluna rossa giunti per soccorrere i feriti e un ospedale pediatrico sarebbe stato evacuato per i gas lacrimogeni lanciati dalle truppe.

L’esercito israeliano (Idf) conferma l’operazione che spiega essere nata dalla necessità di fermare un attacco terroristico imminente e di vasta scala pianificato da una cellula della Jihad Islamica Palestinese basata a Jenin, “una bomba a orologeria” secondo un ufficiale israeliano.

Le reazioni

Israele "non punta ad una escalation" ma "le forze di sicurezza sono pronte ad affrontare ogni sviluppo sui vari fronti per garantire la sicurezza dei suoi cittadini", ha detto il premier Benyamin Netanyahu al termine della consultazione di governo dopo i fatti di Jenin. "I soldati - ha aggiunto - hanno sventato attentati che potevano costare molte vite umane".

Intanto l'Autorità Palestinese ha annunciato l'interruzione del coordinamento per la sicurezza con Israele. Il vice primo ministro dell'Autorità palestinese, Nabil Abu Rudeineh, ha dichiarato che "il coordinamento per la sicurezza con il governo di occupazione non esiste più da ora". Scelta che è stata accolta tra le critiche degli Stati Uniti. "Non è una decisione giusta", ha commentato la sottosegretaria Usa per gli affari mediorientali, Barbara Leaf. 

L'obiettivo di tale coordinamento, la cui interruzione era già stata minacciata in altre precedenti occasioni, è quello di contenere le azioni dei gruppi terroristici. In precedenza, ricorda il Times of Israel, i tentativi non avevano avuto successo perchè anche per i palestinesi il coordinamento è conveniente ma anche per le insistenze di Tel Aviv e di Washington. Per i morti palestinesi di oggi, l'Autorità guidata da Abu Mazen potrebbe presentare denunce agli organismi internazionali.

La ricostruzione

Secondo la stampa israeliana, i soldati hanno usato una tecnica conosciuta come “pentola a pressione” per stanare i sospetti dal loro nascondiglio attraverso esplosioni mirate contro l’edificio. “Durante il tentativo di arresto, gli uomini ricercati hanno aperto il fuoco e sono rimasti colpiti in uno scontro con le nostre forze", ha dichiarato l'esercito in una nota, sottolineando che tre dei membri del gruppo sono stati uccisi e un altro ferito.

Durante l’operazione, altri militanti hanno attaccato i soldati e sono stati raggiunti dal fuoco israeliano, si legge ancora nella nota. Mentre un alto ufficiale intervistato dalla testata Ynet evidenzia che Israele sta indagando sulla morte della donna denunciata dal Ministero della Sanità palestinese.

“I soldati non hanno sparato deliberatamente contro una persona non coinvolta, ma stiamo indagando su quanto è stato riportato,” le parole dell’ufficiale. “È più probabile che a ucciderla non siano state le nostre forze”.

Per quanto riguarda l’ospedale pediatrico, l’esercito ha spiegato in un briefing alla stampa che probabilmente il gas lacrimogeno lo ha raggiunto perché la struttura si trova vicino all’area degli scontri.

Alcuni dei militanti uccisi sono stati identificati da Wafa, tra cui tra cui il ventiquattrenne Saeb Essam Mahmoud Azriqi, il ventiseinne Izzidin Yassin Salahat, Abdullah Marwan al-Ghoul e Moatassem Abu al-Hassan.

Salahat era un membro delle Brigate Martiri di Al-Aqsa, un gruppo terroristico legato a Fatah, il partito di governo dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Il giovane era anche un membro dei servizi di sicurezza dell’Anp.

La reazione dell’Anp è stata durissima, con il portavoce del presidente Abu Mazen Nabil Abu Rudeineh che ha parlato di “massacro” compiuto da Israele “nel silenzio internazionale” e proclamato tre giorni di lutto.

Il 2022 uno degli anni più sanguinosi

Il 2022 è stato uno degli anni più sanguinosi del periodo recente in Israele e Cisgiordania. Una serie di attentati in primavera è costata la vita a più di trenta israeliani. Nell’operazione militare che ne è seguita ed è ancora in corso, denominata dalle autorità israeliane “Breaking the Wave” sono morti oltre 160 palestinesi, in maggioranza miliziani ma anche diversi civili, inclusi ragazzini, a cui si aggiungono 29 palestinesi uccisi dall’inizio del 2023. Jenin rappresenta uno dei fronti più caldi.

E dopo una giornata così difficile, l’esercito si prepara a una possibile escalation, con il Ministro della Difesa Yoav Gallant che ha messo le truppe in stato di allerta. "Israele continuerà ad operare in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento contro chiunque miri a colpire i suoi cittadini di Israele - le parole di Gallant - Le nostre forze di sicurezza sono preparate a qualsiasi sviluppo".