Memphis, afroamericano ucciso da cinque poliziotti: atteso il video del pestaggio. Il capo dell'Fbi: "Immagini scioccanti"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Il conto alla rovescia è cominciato: quando in Italia sarà l'una di notte, la città di Memphis, Tennessee, renderà pubbliche le immagini registrate dalle body cam dei cinque poliziotti che il 7 gennaio hanno aggredito un afroamericano di 29 anni, Tyre Nichols, provocandone la morte. I cinque agenti sono stati licenziati e incriminati per una serie di reati che vanno dall'omicidio di secondo grado, cioè non premeditato, all'aggressione, sequestro e condotta illegale.
Nichols era stato fermato a cento metri da casa per un'infrazione stradale, "guida imprudente", di cui però al momento non ci sarebbe traccia in base alle prime indagini, rincorso, immobilizzato, picchiato e colpito più volte con il Taser, la pistola elettronica paralizzante, nonostante fosse gracile e disarmato. Il tutto sarebbe durato tre minuti. Ricoverato d'urgenza dopo una crisi respiratoria, Nichols è morto tre giorni do…
NEW YORK - Il conto alla rovescia è cominciato: quando in Italia sarà l'una di notte, la città di Memphis, Tennessee, renderà pubbliche le immagini registrate dalle body cam dei cinque poliziotti che il 7 gennaio hanno aggredito un afroamericano di 29 anni, Tyre Nichols, provocandone la morte. I cinque agenti sono stati licenziati e incriminati per una serie di reati che vanno dall'omicidio di secondo grado, cioè non premeditato, all'aggressione, sequestro e condotta illegale.
Nichols era stato fermato a cento metri da casa per un'infrazione stradale, "guida imprudente", di cui però al momento non ci sarebbe traccia in base alle prime indagini, rincorso, immobilizzato, picchiato e colpito più volte con il Taser, la pistola elettronica paralizzante, nonostante fosse gracile e disarmato. Il tutto sarebbe durato tre minuti. Ricoverato d'urgenza dopo una crisi respiratoria, Nichols è morto tre giorni dopo, in ospedale.
Negli Stati Uniti, spesso, basta non essere bianchi per essere sottoposti a controlli più severi, che a volte sfociano nella violenza. A Memphis, dove giovedì sera è stata organizzata una veglia pacifica, c'è il rischio di proteste violente, soprattutto dopo che verranno rilasciate le immagini, considerate dallo stesso campo della polizia, Cerelyn Davis, afroamericana, "stomachevoli". "Non sarete orgogliosi di vederle", aveva detto ai genitori della vittima. La madre del ragazzo ha invitato alla calma. "Chiediamo giustizia - è stato il suo appello - basta con la violenza".
Nel maggio 2020, dopo il caso di George Floyd, afroamericano morto a Minneapolis, Minnesota, dopo che un poliziotto aveva tenuto il ginocchio premuto sul collo per più di nove minuti, aveva provocato proteste e incidenti in tutto il Paese. Finora la polizia di Memphis è stata molto opaca nella ricostruzione dei fatti. Lo stesso procuratore distrettuale ha descritto l'aggressione in modo vago. Ci sarebbe stata una lite tra la vittima e i poliziotti. Gli agenti avrebbero usato lo spray al peperoncino, Nichols avrebbe tentato la fuga a piedi, finendo per essere immobilizzato e picchiato in modo brutale, preso a calci. Ma per ora domina l'uso del condizionale.