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Ucraina, perché i 700 missili italo-francesi sono una fake news

Si tratta di numero di armi enorme, che richiederebbe tempi lunghissimi. Mentre il nostro Paese ha già stanziato i fondi per ricostruire le difese contraeree, ma saranno pronte solo tra undici anni
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Il ministero della Difesa ha smentito le indiscrezioni su un contratto italo-francese per l'acquisto di settecento missili terra-aria Aster 30, destinati anche alla batteria Samp-T che potrebbe venire fornita presto al governo di Kiev. "Nel corso dell'incontro tra il ministro della Difesa Italiano e il suo omologo francese - recita il comunicato -, non è stato firmato, discusso e nemmeno accennato ad alcun contratto in materia di forniture militari".

La notizia diffusa dal quotidiano francese L'Opinion appariva poco credibile. Anzitutto, i tempi per produrre questi missili sono lunghi: dal momento dell'ordine formale, bisogna prevedere almeno nove mesi per la consegna, ma più probabilmente un anno. Mentre l'Ucraina ne ha un bisogno urgente per proteggere le città dagli attacchi sempre più frequenti lanciati dalla Russia: sarà inevitabile prelevare le armi dalle riserve dei Paesi donatori.

I costi

Anche se i…

Il ministero della Difesa ha smentito le indiscrezioni su un contratto italo-francese per l'acquisto di settecento missili terra-aria Aster 30, destinati anche alla batteria Samp-T che potrebbe venire fornita presto al governo di Kiev. "Nel corso dell'incontro tra il ministro della Difesa Italiano e il suo omologo francese - recita il comunicato -, non è stato firmato, discusso e nemmeno accennato ad alcun contratto in materia di forniture militari".

La notizia diffusa dal quotidiano francese L'Opinion appariva poco credibile. Anzitutto, i tempi per produrre questi missili sono lunghi: dal momento dell'ordine formale, bisogna prevedere almeno nove mesi per la consegna, ma più probabilmente un anno. Mentre l'Ucraina ne ha un bisogno urgente per proteggere le città dagli attacchi sempre più frequenti lanciati dalla Russia: sarà inevitabile prelevare le armi dalle riserve dei Paesi donatori.

I costi

Anche se il presunto contratto avesse riguardato il ripristino delle scorte, il numero di ordigni è enorme: 700 sono tantissimi, anche in previsione di un conflitto totale. Bisogna tenere presente che si tratta di armi estremamente sofisticate, con un costo per esemplare vicino ai due milioni di euro. Attualmente sta cominciando la produzione di una nuova versione - Aster 30 Block 1-NT - che permetterà di affrontare pure i missili balistici a lungo raggio (quelli per capirci di uno scenario che non escluda testate atomiche), fornendo uno scudo totale contro ogni genere di minaccia proveniente dal cielo, dagli aerei ai cruise, dai droni ai missili balistici. Non ci sono informazioni ufficiali, ma la versione potenziata degli Aster 30 sarà ancora più cara e il prezzo potrebbe avvicinarsi a tre milioni per esemplare.

Proprio per questo motivo, nell'impostazione tattica delle barriere contraeree lo Stato maggiore italiano sta prevedendo una concezione "multistrato": le centrali radar valuteranno la natura dei bersagli e decideranno con quali armi affrontarle. Scagliando i nuovi Aster 30 contro missili e aerei più pericolosi, mentre gli altri obiettivi verranno affidati a "frecce" meno costose e meno potenti, come i missili Aster 15 che stanno per venire introdotti in servizio.

La nuova contraerea

Davanti alla crescita della tensione internazionale, il governo Draghi è infatti corso ai ripari e nel 2021 ha sbloccato i progetti per rinnovare le difese contraeree del nostro Paese, ridotte al minimo assoluto: attualmente in tutta la Penisola ci sono soltanto cinque batterie di Samp-T. Per impulso dell'allora ministro Lorenzo Guerini, oggi presidente del Copasir, il Parlamento ha approvato un piano che prevede la spesa di tre miliardi, in parte stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Con questi fondi, anzitutto saranno modernizzati i cinque Samp-T dell'Esercito esistenti: riceveranno nuovi radar Kronos e i nuovi missili in modo da potere fermare i missili balistici. Anche la sesta batteria - mai completata per mancanza di soldi e usata per l'addestramento del personale nella base di Nettuno - verrà resa operativa. In più altre cinque batterie di Samp-T saranno acquistate per l'Aeronautica, attualmente priva di strumenti per la protezione degli aeroporti.

Nel pacchetto sono compresi pure nuovi missili Aster 30 per i due caccia "classe Orizzonte" della Marina e l'aggiornamento degli Aster in servizio sulla portaerei Cavour e sulle fregate Fremm: navi che potranno in caso di emergenze intervenire per fare da scudo alle città costiere. 

Come sempre, questi investimenti saranno spalmati su più anni: il programma verrà completato entro il 2035. Questo è l'aspetto più critico, perché il cambiamento degli scenari imposto dalla guerra in Ucraina rende urgente la disponibilità di una difesa contraerea del Paese.

La protezione a corto raggio

Non è l'unica misura che è stata approvata. Nel 2019 il governo Conte ha avviato la sostituzione delle batterie contraeree a corto raggio, poiché i missili Aspide dell'Aeronautica e dell'Esercito stavano finendo la "vita tecnica" operativa. Ma i fondi per la prima fase - 95 milioni - non sono mai entrati nel bilancio statale. Nel frattempo gli Aspide sono usciti dal servizio perché tecnicamente "scaduti": si tratta delle armi che verranno donate all'Ucraina con il sesto decreto che verrà approvato nei prossimi giorni. Nello scorso settembre, dopo le dimissioni di Draghi, uno degli ultimi atti del Parlamento è stato quello di approvare i finanziamenti. Con 560 milioni verranno comprate nove batterie Camm-Er per l'Esercito, dotate di radar Grifo. Altri 367 milioni permetteranno l'acquisto - deciso a gennaio dalle Camere - di cinque batterie per l'Aeronautica, con gli stessi missili ma radar differente.

I tempi lunghi

Pure in questo caso, il programma ha tempi lunghi: tutto sarà in servizio entro il 2034. Tra undici anni, l'Italia disporrà di una vera rete integrata di difesa contraerea, al costo di circa quattro miliardi: undici batterie Samp-T, quattordici batterie a corto raggio, i missili delle navi più moderne. Salvo che il Parlamento non decida di aumentare le risorse e accelerare i piani, la piena sicurezza dei cieli arriverà soltanto allora.

Questi dati aiutano a come la notizia di un contratto lampo italo-francese da due miliardi fosse campata in aria: le procedure per le autorizzazioni sono lunghe e richiedono numerosi passaggi parlamentari, oltre ovviamente alla necessità di trovare i soldi nel bilancio statale. Ma queste informazioni forniscono anche un altro elemento di valutazione, taciuto nel dibattito sugli aiuti a Kiev: l'Italia ha già varato un potenziamento della propria contraerea, che renderà meno significativa la perdita di qualsiasi strumento messo a disposizione della resistenza ucraina.