Ucraina, il ritorno degli Azov. Il fondatore del battaglione annuncia: in campo per Bakhmut
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV – Il reggimento Azov cambia pelle e torna dove il fronte è più caldo: a Bakhmut. Il suo fondatore, Andrei Biletsky, ha annunciato su Telegram che la formazione più odiata dal Cremlino - accusata di avere un’ideologia neonazista, di atrocità e crimini di guerra commessi nel 2014 e nel 2015 all'epoca delle battaglie con i separatisti del Donbass – fa un salto di qualità nell’organigramma delle organizzazioni militari ucraine. Abbandona la Guardia nazionale, che dipende dal ministero degli Interni, ed entra a pieno titolo nelle forze di terra ucraine che dipendono dalla Difesa e dal generale Zaluzhny. Il “Dipartimento operazioni speciali Azov”, come si chiamava ufficialmente, ora si è trasformato nella Terza brigata d’assalto separata.
E’ l’ennesima evoluzione, ed è l’ennesima missione ad alto rischio in cui si trova impegnato il gruppo. Nato come “Battaglion…
KIEV – Il reggimento Azov cambia pelle e torna dove il fronte è più caldo: a Bakhmut. Il suo fondatore, Andrei Biletsky, ha annunciato su Telegram che la formazione più odiata dal Cremlino - accusata di avere un’ideologia neonazista, di atrocità e crimini di guerra commessi nel 2014 e nel 2015 all'epoca delle battaglie con i separatisti del Donbass – fa un salto di qualità nell’organigramma delle organizzazioni militari ucraine. Abbandona la Guardia nazionale, che dipende dal ministero degli Interni, ed entra a pieno titolo nelle forze di terra ucraine che dipendono dalla Difesa e dal generale Zaluzhny. Il “Dipartimento operazioni speciali Azov”, come si chiamava ufficialmente, ora si è trasformato nella Terza brigata d’assalto separata.
E’ l’ennesima evoluzione, ed è l’ennesima missione ad alto rischio in cui si trova impegnato il gruppo. Nato come “Battaglione volontario Azov” nel maggio del 2014, al tempo della rivoluzione di Maidan, divenne ben presto famigerato: ad accorrere nelle sue file furono tanti ragazzi di estrema destra pronti a prendere in mano un fucile contro i "comunisti" filorussi, e rapporti di Amnesty international e Human Rights Watch raccolsero denunce dettagliate di crimini sulla popolazione civile e sui prigionieri: ci furono anche inchieste della magistratura ucraina, ma con la protezione dell’ex ministro dell’Interno - il falco Arsen Avakov, da sempre vicino a Biletsky e al movimento - non portarono a nulla.
Presto il Battaglione venne regolamentato all’interno della Guardia nazionale come forza separata di riserva, diventando Reggimento Azov. E nei cuori degli ucraini i suoi soldati sono semplicemente considerati eroi: dalla riconquista di Shyrokyne nel 2015, quando costrinsero i separatisti di Pushilin a indietreggiare; alla difesa a oltranza di Mariupol, dove alla caduta della città resistettero asserragliandosi nell’acciaieria, il prestigio e la considerazione degli Azov è andato sempre crescendo. Per ingombrante che fosse quella forza paramilitare di destra e politicamente incontrollabile, a marzo dello scorso anno lo stesso presidente Zelensky premiò il tenente colonnello Denys Prokopenko, allora giovanissimo comandante di Azov, con la medaglia di Eroe dell’Ucraina. Prokopenko rifiutò di stringergli la mano.
E persino Facebook e Instagram hanno ormai sdoganato gli Azov: il ministro dello Sviluppo digitale Mikhail Fedorov ha annunciato con gioia che Meta ha accettato di non bloccare più i post relativi al reggimento Azov e di sbloccare centinaia di account di militari, blogger e attivisti ucraini vicini al gruppo, dicendosi felice che "milioni di persone nel mondo potranno conoscere le gesta degli Azov".
Ma oggi si apre un nuovo capitolo. Per i combattenti della Terza brigata separata Azov è iniziata un’altra missione terribile: provare a difendere Bakhmut, dove la pressione dei russi e della Wagner è ormai soffocante. “Il nostro percorso di combattimento inizia nella direzione più difficile: su Bakhmut. La battaglia decisiva in questa guerra deve ancora venire. Pertanto, il comando militare ci attribuisce una nuova responsabilità. I Wagner e i guerrieri russi avranno qualcosa su cui inventare favole e leggende: stiamo preparando molte sorprese per loro. L'inverno sarà sicuramente caldo”, ha scritto Biletsky su Telegram annunciando la nuova missione con un video di un minuto in stile videogioco di guerra, tra circoli di fuoco e carrarmati, trincee e musica techno.