Gli anarchici attaccano le ambasciate italiane: “Cospito libero subito”
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni e di Alessandro Oppes , dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni e di Alessandro OppesDue atti vandalici nel centesimo giorno dello sciopero della fame di Alfredo Cospito: a Berlino, la Bmw di un diplomatico è andata a fuoco nelle prime ore di venerdì. A Barcellona, sul muro del consolato è apparsa venerdì sera una scritta a sostegno dell'anarchico tenuto in regime di 41bis. Ad associare i due episodi è stata ieri la premier Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà "al primo consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, Luigi Estero. A questo episodio si aggiunge la violazione del nostro consolato generale a Barcellona con atti di vandalismo". Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha espresso solidarietà alle ambasciate. Ma ai due attacchi di venerdì se ne sono aggiunti altri ieri: a Torino, dov'è stato incendiato un ripetitore; a Cagliari, dove sono apparse scritte che inneggiano all'anarchico italiano e a Roma, dove durante una manifestazione un agente…
Due atti vandalici nel centesimo giorno dello sciopero della fame di Alfredo Cospito: a Berlino, la Bmw di un diplomatico è andata a fuoco nelle prime ore di venerdì. A Barcellona, sul muro del consolato è apparsa venerdì sera una scritta a sostegno dell'anarchico tenuto in regime di 41bis. Ad associare i due episodi è stata ieri la premier Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà "al primo consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, Luigi Estero. A questo episodio si aggiunge la violazione del nostro consolato generale a Barcellona con atti di vandalismo". Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha espresso solidarietà alle ambasciate. Ma ai due attacchi di venerdì se ne sono aggiunti altri ieri: a Torino, dov'è stato incendiato un ripetitore; a Cagliari, dove sono apparse scritte che inneggiano all'anarchico italiano e a Roma, dove durante una manifestazione un agente è rimasto ferito negli scontri con gli anarchici.
A Berlino il sospetto di un attentato non è scattato subito. Poco dopo le tre di notte, tra giovedì e venerdì, insieme alla Bmw di Estero era andata a fuoco anche una Opel. La polizia, allertata da un abitante del quartiere Schoeneberg, non aveva pensato a una matrice anarchica. Dagli anni della caduta del Muro, Berlino è flagellata dalle macchine di grossa cilindrata ridotte in cenere. Una forma di ribellione contro la gentrificazione galoppante.
Ma dopo poco attorno all'episodio è cominciato a serpeggiare il sospetto che non si fosse trattato solo di vandalismo. E che la seconda macchina, una Opel, fosse stata lambita per sbaglio dalle fiamme della Bmw. L'attacco è identico a quello avvenuto a dicembre ad Atene contro l'auto di Susanna Schlein. Tanto che una portavoce della polizia berlinese, interpellata nel pomeriggio, ha ammesso che sul caso "sta indagando lo Staatsschutz", la Digos tedesca. "Pensiamo a un atto doloso e motivato politicamente. Non ci sono rivendicazioni, per ora".
In ambasciata da giorni l'allerta era alta e le misure di sicurezza sono state ulteriormente aumentate. Già da ottobre la galassia anarchica nelle due roccaforti tedesche, Berlino e Amburgo, si era mobilitata a sostegno di Cospito. A metà ottobre nel quartiere berlinese di Friedrichshain era stato organizzato un concerto di solidarietà. Successivamente si sono moltiplicate azioni pacifiche alla berlinese Freie Universität, al carcere di Moabit e le proteste davanti all'ambasciata italiana. A gennaio la solidarietà ha smesso di essere non violenta. Ad Amburgo gli anarchici hanno rivendicato l'incendio di un furgone Strabag, azienda "che costruisce prigioni", in solidarietà verso Cospito. E a Berlino gli anarchici hanno incendiato il 16 gennaio, per lo stesso motivo, ben 25 camion di Amazon.
L'attacco al consolato di Barcellona è avvenuto sempre venerdì, intorno alle 22: un gruppo di 5 incappucciati ha infranto la porta a vetri che dà accesso al palazzo che ospita al 4° piano la sede diplomatica. Sulla parete a sinistra dell'ingresso, hanno imbrattato il bassorilievo dello scultore Josep Maria Subirachs con tre slogan in catalano: "Libertà per Cospito", "Amnistia totale" e "Stato italiano assassino". Grazie alle telecamere a circuito chiuso i Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, hanno potuto individuare e fermare cinque presunti responsabili, rilasciati subito dopo. I Mossos sono stati informati dell'accaduto ieri dal console generale d'Italia, Emanuele Manzitti, e hanno disposto un rafforzamento dei controlli nella zona, soprattutto nelle ore notturne. Sul posto sono arrivati anche agenti della Policia Nacional, per verificare i danni. Le scritte sul murale imbrattato sono già state rimosse.
Nel mirino degli inquirenti catalani, la vasta galassia anarchica, sempre molto attiva a Barcellona con clamorose azioni di protesta. Negli ultimi tempi ha moltiplicato le proprie iniziative di solidarietà a favore di Cospito. Già nel luglio scorso, il gruppo Primer de Maig Llibertari aveva organizzato una manifestazione davanti al consolato italiano chiedendo il rilascio, oltre che di Cospito, anche degli anarchici Anna Beniamino e Juan Sorroche, "sequestrati nelle carceri italiane di massima sicurezza". Ma è proprio alle 22 di venerdì scorso, in perfetta coincidenza di tempo con l'azione della Calle Aribau che diversi account anarchici sui social hanno fatto riferimento al caso Cospito. Il gruppo Distri La Polilla (sede nella Plaça de la Revolució del quartiere Gràcia, cuore dei movimenti di protesta) ha ritwittato il post del bollettino anarchico Tokata.info dove si ricordano i 100 giorni di sciopero della fame di Cospito: "La sua salute è già molto deteriorata e lo Stato dice che risponderà alle sue rivendicazioni quando sarà già morto". E il "portale libertario"Alasbarricadas.org definisce "uno scherzo di cattivo gusto" il fatto che la Cassazione abbia anticipato dal 20 aprile al 7 marzo (quindi troppo tardi, viste le sue condizioni di salute) l'udienza per l'anarchico detenuto nel carcere di Bancali.