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Usa, la Dea licenzia il capo dell'ufficio in Messico per legami con il narcotraffico

Il sollevamento dall'incarico di Nick Palmeri è avvenuto nel giugno 2021 ma è stato rivelato solo ora da un'inchiesta giornalistica
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Non c'è pace per la Dea. L'ufficio dell'antinarcotici Usa di Città del Messico, il più importante dell'America meridionale e centrale, è finito di nuovo nella bufera dopo uno scoop dell'Ap e del Washington Post che hanno svelato il licenziamento, rimasto finora segreto, del capo della stazione Nick Palmeri. La sua rimozione risale al marzo 2022 ma è emersa solo nel finesettimana. Nei suoi confronti una sezione del Dipartimento alla Giustizia aveva avviato una serie di controlli, poi sfociati in una vera inchiesta sull'uso irregolare dei fondi per la lotta al traffico di stupefacenti. Si è poi scoperto che Palmeri, 55 anni, ex agente della polizia a New York, già alla guida della stazione Dea di Guadalajara, con alle spalle una brillante carriera nella sede centrale della agenzia, considerato un eccellente investigatore, si era lasciato andare a spese irregolari per compiacere alcuni noti …

Non c'è pace per la Dea. L'ufficio dell'antinarcotici Usa di Città del Messico, il più importante dell'America meridionale e centrale, è finito di nuovo nella bufera dopo uno scoop dell'Ap e del Washington Post che hanno svelato il licenziamento, rimasto finora segreto, del capo della stazione Nick Palmeri. La sua rimozione risale al marzo 2022 ma è emersa solo nel finesettimana. Nei suoi confronti una sezione del Dipartimento alla Giustizia aveva avviato una serie di controlli, poi sfociati in una vera inchiesta sull'uso irregolare dei fondi per la lotta al traffico di stupefacenti. Si è poi scoperto che Palmeri, 55 anni, ex agente della polizia a New York, già alla guida della stazione Dea di Guadalajara, con alle spalle una brillante carriera nella sede centrale della agenzia, considerato un eccellente investigatore, si era lasciato andare a spese irregolari per compiacere alcuni noti avvocati dei boss dei Cartelli che frequentava con assiduità. 

Le indagini

Le indagini nei suoi confronti nascevano nel momento più critico dei rapporti trentennali tra autorità messicane e americane su un settore delicato come il narcotraffico. Joe Biden era allarmato dall'afflusso di fentanyl negli Usa: un oppioide sintetico che aveva finito per sostituire l'eroina provocando una strage di tossici inconsapevoli della sua potenza e stroncati da overdose. Solo nel 2021 erano morti 107 mila assuntori americani. Il presidente aveva iniziato a fare pressioni su Obrador chiedendo iniziative più stringenti per frenare questa ondata di morte. Il presidente messicano aveva reagito con stizza; si era lamentato dell'attività fuori controllo della Dea nel paese e alla fine aveva deciso di far chiudere l'ufficio della capitale sospendendo i visti per una ventina di agenti. 

Al culmine della crisi, arriva l'arresto, il 16 ottobre del 2020 all'aeroporto di Los Angeles, dell'ex ministro della Difesa, il generale Salvador Cienfuegos, per traffico di droga e di legame con i Cartelli. La reazione del presidente messicano è talmente furibonda, e le accuse basate su prove fragili, da spingere il Procuratore generale statunitense a sospendere il giudizio e a rispedire a casa, libero, il noto e influente militare. L'attenzione degli investigatori americani si dirige quindi su Nick Palmieri spedito a Città del Messico come capo dell'ufficio Dea provvisorio dal giugno 2020. Nei suoi confronti c'erano state numerose segnalazioni di attività difformi dal rigido codice etico dell'agenzia. Si scopre che aveva speso i fondi antidroga per organizzare la festa del suo compleanno a Miami e che a Florida Keys era stato ospite due giorni, nel febbraio del 2021, di un noto difensore di un capo di un Cartello, l'avvocato David Macey. All'escursione aveva partecipato anche la moglie sebbene Palmeri dicesse che si trattava di "interrogare" una fonte riservata e che la "bottiglia di vino" con sui si era presentato era un presente "per rompere il ghiaccio e rendere meno formale l'appuntamento". 

I precedenti

C'erano però dei pregressi, come il noleggio di uno yacht a Panama per ospitare un incontro di lavoro tra colleghi e le riunioni nell'ufficio di Guadalajara, vietate durante la pandemia da Covid, che avevano fatto contagiare tutto lo staff. Nel giugno del 2021 Nick Palmeri viene trasferito a Washington. La cosa, imbarazzante per la Dea, è tenuta nascosta. "Non puoi sistemare ciò che non va nel governo messicano se brucia la tua stessa casa", confiderà una fonte interna Dea al Washington Post che assieme a l'Ap aveva scoperto quanto era avvenuto e cercava una conferma. L'ex alto funzionario dell'antinarcotici si difende e parla di "faida interna all'agenzia" e di scontro personale con un altro collega che non aveva ottenuto il posto a lui assegnato. "La narrazione offerta è diversa da quella ufficiale", spiega. "Diciamo che sono stato pensionato in anticipo".

L'ufficio Dea di Città del Messico fatica a uscire dalla rete di piccoli e grandi scandali che hanno costellato la sua attività negli ultimi anni. Nel 2020 uno dei suoi agenti è stato condannato a 12 anni per riciclaggio di denaro dei Cartelli colombiani. Ha ammesso di aver dirottato 9 milioni di dollari di fondi da operazioni sotto copertura per acquistare auto sportive, compiere viaggi di lusso, organizzare feste faraoniche. I fondi per combattere il traffico di droga sono tanti e spesso segreti. E' facile usarli per scopi diversi, personali. Come cedere alla corruzione dei Cartelli che di soldi ne hanno una montagna.