Soldati russi mandati al massacro. Mosca prova l’assalto a Vuhledar
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - La situazione a Est è "difficile, ma sotto controllo", dice il ministro della Difesa ucraina Oleksij Reznikov. Dal fronte arrivano notizie e immagini di scontri durissimi. L'attacco russo nel Donbass, in direzione di Bakhmut e Vuhledar, è una carneficina per entrambi gli eserciti. "Nella regione di Donetsk ci sono continui assalti russi e tentativi costanti di sfondare le nostre difese", dice il presidente Zelensky al termine del vertice con lo Stato maggiore convocato per condividere la linea strategica. Ci sono i suoi fedelissimi, Yermak e Danilov, e ci sono sia il capo delle forze armate, il generale Zaluzhny, che quello dei Servizi segreti, Kyrylo Budanov: "Il nemico - spiega Zelensky a incontro concluso - non dà peso alle persone. Subisce perdite numerose ma mantiene alta l'intensità degli attacchi". Avanzano in forze facendo pesare la superiorità numerica, e i cadaveri si accumulano nei campi. Non ci…
KIEV - La situazione a Est è "difficile, ma sotto controllo", dice il ministro della Difesa ucraina Oleksij Reznikov. Dal fronte arrivano notizie e immagini di scontri durissimi. L'attacco russo nel Donbass, in direzione di Bakhmut e Vuhledar, è una carneficina per entrambi gli eserciti. "Nella regione di Donetsk ci sono continui assalti russi e tentativi costanti di sfondare le nostre difese", dice il presidente Zelensky al termine del vertice con lo Stato maggiore convocato per condividere la linea strategica. Ci sono i suoi fedelissimi, Yermak e Danilov, e ci sono sia il capo delle forze armate, il generale Zaluzhny, che quello dei Servizi segreti, Kyrylo Budanov: "Il nemico - spiega Zelensky a incontro concluso - non dà peso alle persone. Subisce perdite numerose ma mantiene alta l'intensità degli attacchi". Avanzano in forze facendo pesare la superiorità numerica, e i cadaveri si accumulano nei campi. Non ci sono numeri ufficiali ma il bilancio è "impressionante" su entrambi i fronti, filtra dalla prima linea. Sui social si intercettano le proteste per le condizioni disumane in cui sarebbero costretti a combattere anche i soldati ucraini, sotto catene di comando sempre più incerte tra morti e feriti, fughe e arretramenti non concordati che lacerano il fronte.
E intanto piovono bombe e colpi di mortaio anche molto lontano dal Donbass. A Kherson, ieri, sono morte una donna di 35 anni e due uomini di "circa 25 e 40 anni". I russi hanno colpito anche l'ospedale, sventrando una stanza e ferendo un'infermiera. Nei territori occupati, invece, gli Himars hanno centrato il ponte ferroviario Svetlodolinsky, vicino a Melitopol, e i morti sarebbero cinque "compresi i civili", dice un amministratore locale nominato dai russi, Vladimir Rogov. Ma neppure a Nord si vive tranquilli: i russi hanno colpito "con l'artiglieria e i mortai" nella regione di Chernihiv, nel villaggio di Khrenovka.
È la vita quotidiana nell'Ucraina di oggi, purtroppo. Ma a preoccupare è l'eco crescente della nuova offensiva che i russi si starebbero preparando a lanciare. Forse già a febbraio, secondo le intelligence ucraina e occidentali. "Stiamo facendo di tutto per sovrastare ancora le capacità offensive degli occupanti - dice Zelensky - è fondamentale mantenere il supporto dei nostri partner: la velocità di fornitura era e sarà uno dei fattori chiave in questa guerra. La Russia spera di prolungarla per esaurire le nostre forze. Dobbiamo fare del tempo la nostra arma: accelerare le forniture e aprire nuove opzioni di armi necessarie per l'Ucraina". Il riferimento è evidente: dopo il via libera alla fornitura dei tank, ora Kiev chiede al più presto missili a più lungo raggio e soprattutto gli aerei. Nel vertice sulla sicurezza hanno definito dove allocare i prossimi sistemi d'arma in arrivo: "Il 2023 deve essere e sarà sicuramente l'anno della nostra vittoria", proclama Zelensky. Ma nessuno, neppure lui, nasconde che la situazione sul campo sia, oggi, "molto dura".