Cina, niente più limiti al numero di figli: nel Sichuan anche i non sposati avranno diritto a benefit e servizi
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Per provare a mettere una toppa al calo delle nascite, in picchiata da sei anni consecutivi, e cercare di rallentare un crollo demografico arrivato in anticipo rispetto al previsto (è di due settimane fa la notizia che nel 2022 in Cina, per la prima volta in oltre sessant'anni, il numero dei morti ha superato quello dei nuovi nati), il Sichuan torna ad essere il grande laboratorio delle politiche sulla natalità del governo comunista.
Le autorità della provincia - una delle più popolose del Dragone, oltre 80 milioni di persone - hanno deciso che dal 15 febbraio (per i prossimi cinque anni) anche le coppie non sposate potranno andare a registrare i loro bebè negli uffici competenti e potranno godere degli stessi benef…
PECHINO - Per provare a mettere una toppa al calo delle nascite, in picchiata da sei anni consecutivi, e cercare di rallentare un crollo demografico arrivato in anticipo rispetto al previsto (è di due settimane fa la notizia che nel 2022 in Cina, per la prima volta in oltre sessant'anni, il numero dei morti ha superato quello dei nuovi nati), il Sichuan torna ad essere il grande laboratorio delle politiche sulla natalità del governo comunista.
Le autorità della provincia - una delle più popolose del Dragone, oltre 80 milioni di persone - hanno deciso che dal 15 febbraio (per i prossimi cinque anni) anche le coppie non sposate potranno andare a registrare i loro bebè negli uffici competenti e potranno godere degli stessi benefici riservati alle coppie sposate. Di più: il governo locale eliminerà anche il limite di numero di figli per coppia che si possono registrare. Compagne e compagni: fate quanti bambini vi pare.
L'esperimento del Sichuan
"È la prima volta in 40 anni che una provincia elimina una quota sulle nascite", dichiara al Washington Post Wang Feng, professore di sociologia all'Università della California. "Si è discusso tanto sull'abolizione della politica del figlio unico, ma questa è la prima volta, con questa provincia, che il governo ha finalmente rinunciato al desiderio di dire alle persone quanti figli possono avere". Dal 2016 Pechino ha abbandonato la decennale politica del figlio unico permettendo alle coppie sposate di avere due figli. Nel 2021 il limite era stato portato a tre.
Le politiche nazionali non vietano esplicitamente alle donne non sposate di avere figli, ma un certificato di matrimonio è richiesto ai genitori per accedere ai servizi come l'assistenza sanitaria prenatale, lo stipendio della madre durante il congedo di maternità e la tutela del posto di lavoro, ad esempio. Coloro che cercano di registrare una nascita al di fuori del matrimonio spesso devono affrontare invece multe salate per ottenere l'hukou, la registrazione del nucleo familiare che dà al bambino accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria.
Gli aiuti alle giovani coppie
Misure accolte con un mix di sentimenti contrastanti. Scrive il Global Times, tabloid del Partito: "Alcuni hanno affermato che le politiche porteranno vantaggi alle donne single che non vogliono sposarsi ma desiderano avere figli, mentre altri dubitano di quanto questa mossa possa stimolare la volontà delle persone di avere figli, affermando che il problema più grande che impedisce ai giovani cinesi di procreare è l'alto costo che i genitori devono sobbarcarsi per crescere un bambino".
Da anni i vari governi locali stanno cercando di offrire incentivi alle coppie che vogliono avere figli, per invertire il trend demografico negativo. Nel luglio 2021 fu proprio una città del Sichuan, Panzhihua, a diventare la prima in tutta la Cina ad offrire sussidi: un assegno mensile di 500 yuan (70 euro) per il secondo o terzo figlio fino al compimento dei tre anni del bimbo. Altre hanno seguito l'esempio: le coppie che hanno un terzo figlio a Shenzhen avranno diritto a un assegno annuale di 19mila yuan (2.700 euro). Nella provincia dello Shandong, invece, il congedo di maternità e' stato esteso a 158 giorni, 60 in piu rispetto al resto del Paese.