Australia, ritrovata la capsula radioattiva smarrita
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – A volte si ritrova perfino un ago in un pagliaio. Le autorità dell’Australia hanno reso noto di avere recuperato la minuscola capsula altamente radioattiva che era andata perduta la settimana scorsa in un’ampia zona semi-deserta durante il trasporto organizzato dalla società mineraria Rio Tinto.
La scomparsa della capsula, che avrebbe potuto causare gravi danni alla salute se raccolta da qualcuno, ha messo in moto una gigantesca ricerca su un percorso lungo 1400 chilometri, più dell’estensione in verticale dell’Italia. Fortunatamente, il piccolissimo contenitore, le cui dimensioni di 8 millimetri per 6 millimetri equivalgono a quelle di una monetina da pochi centesimi, è stato trovato, anche se per ora né la società, né il governo fanno sapere dove e come è avvenuto il ritrovamento.
“Abbiamo …
LONDRA – A volte si ritrova perfino un ago in un pagliaio. Le autorità dell’Australia hanno reso noto di avere recuperato la minuscola capsula altamente radioattiva che era andata perduta la settimana scorsa in un’ampia zona semi-deserta durante il trasporto organizzato dalla società mineraria Rio Tinto.
La scomparsa della capsula, che avrebbe potuto causare gravi danni alla salute se raccolta da qualcuno, ha messo in moto una gigantesca ricerca su un percorso lungo 1400 chilometri, più dell’estensione in verticale dell’Italia. Fortunatamente, il piccolissimo contenitore, le cui dimensioni di 8 millimetri per 6 millimetri equivalgono a quelle di una monetina da pochi centesimi, è stato trovato, anche se per ora né la società, né il governo fanno sapere dove e come è avvenuto il ritrovamento.
“Abbiamo letteralmente ritrovato un ago in un pagliaio”, commenta un portavoce dei servizi di emergenza che hanno preso parte alle operazioni di ricerca. La capsula contiene una piccola quantità di Caesium-137, una sostanza radioattiva che può provocare disturbi della pelle e malattie se a contatto con un essere umano. Le squadre che hanno intrapreso le ricerche hanno usato speciali Geiser in grado di rilevare radioattività anche in quantità minime da grande distanza.
La capsula era stata usata in una miniera di Rio Tinto nella remota regione australiana di Kimberley. L’azienda ha promesso di condurre un’indagine interna per appurare in che modo è stata perduta. Secondo una prima ricostruzione, se ne erano perse le tracce due settimane fa. Non ci sono state segnalazioni fino ad ora di persone rimaste affette da radioattività a causa dell’incidente. Quando alla fine del viaggio è stata aperta la scatola che la conteneva, la capsula non c’era più. Mancavano anche alcune viti che tenevano chiusa la scatola. E’ possibile che le vibrazioni causate dalle strade accidentate della zona abbiano fatto saltare le viti e che la capsula sia poi caduta attraverso una fessura del camion che la trasportava.