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Usa-Russia, la crisi si aggrava: vacilla anche il trattato Start

(afp)

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Sospesi i controlli sugli arsenali atomici. Washington accusa: “Noi sempre disponibili, Mosca viola gli accordi”. La replica: “È una conseguenza della situazione in Ucraina”. Ora la corsa al riarmo nucleare rischia di ripartire
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NEW YORK - Gli Stati Uniti accusano la Russia di violare il New Start, l'unico trattato per il controllo delle armi nucleari rimasto in vigore fra i due Paesi, mentre preparano un nuovo pacchetto di forniture militari per Kiev da circa 2 miliardi di dollari che include le bombe a lunga gittata Glsdb. Sono i due aspetti dell'escalation in Ucraina, e della possibile nuova corsa al riarmo, che Mosca ha deciso di collegare giustificando la sospensione delle ispezioni sulle testate atomiche proprio con la risposta americana all'invasione del 24 febbraio 2022.

Il New Strategic Arms Reduction Treaty era stato negoziato da Obama e dall'allora presidente russo Medvedev, ed era entrato in vigore nel 2011 per tenere sotto controllo le armi più pericolose. Stabiliva che i due Paesi non potevano schierare più di 700 missili intercontinentali, sottomarini e bombardieri capaci di lanciare bombe atomiche; 1.550 testate nucleari montate su queste piattaforme; e 800 s…

NEW YORK - Gli Stati Uniti accusano la Russia di violare il New Start, l'unico trattato per il controllo delle armi nucleari rimasto in vigore fra i due Paesi, mentre preparano un nuovo pacchetto di forniture militari per Kiev da circa 2 miliardi di dollari che include le bombe a lunga gittata Glsdb. Sono i due aspetti dell'escalation in Ucraina, e della possibile nuova corsa al riarmo, che Mosca ha deciso di collegare giustificando la sospensione delle ispezioni sulle testate atomiche proprio con la risposta americana all'invasione del 24 febbraio 2022.

Il New Strategic Arms Reduction Treaty era stato negoziato da Obama e dall'allora presidente russo Medvedev, ed era entrato in vigore nel 2011 per tenere sotto controllo le armi più pericolose. Stabiliva che i due Paesi non potevano schierare più di 700 missili intercontinentali, sottomarini e bombardieri capaci di lanciare bombe atomiche; 1.550 testate nucleari montate su queste piattaforme; e 800 sistemi di lancio. Nel febbraio del 2021 è stato rinnovato da Biden e Putin per cinque anni, e quindi scadrà di nuovo nel 2026, ma nel frattempo l'epidemia di Covid aveva bloccato tutte le ispezioni reciproche degli arsenali, che erano alla base dell'intesa. Una volta diminuita la minaccia del contagio, però, Mosca non ha più riaperto le porte alle verifiche e ha cancellato un incontro della commissione bilaterale per l'applicazione dell'accordo, previsto al Cairo a novembre.

Martedì il dipartimento di Stato ha accusato il Cremlino di aver violato il New Start, aggiungendo che "nulla impedisce agli ispettori russi di venire negli Stati Uniti per condurre le loro verifiche". Il vice ministro degli Esteri russo Rybakov ha giustificato la posizione del suo governo con la scusa che gli Usa "non volevano prendere in considerazione le nostre priorità, ma solo discutere la ripresa delle ispezioni". Quanto al loro blocco, ha aggiunto che "anche la situazione in Ucraina ha avuto un impatto".

La situazione dunque è chiara. Putin, che in varie occasioni ha minacciato di usare le armi atomiche in Ucraina, ha deciso di sospendere l'applicazione dell'ultimo trattato nucleare esistente come ritorsione. In precedenza, l'amministrazione Trump aveva cancellato l'adesione all'Intermediate Range Nuclear Forces Treaty, quello firmato da Reagan e Gorbaciov nel 1987 dopo la crisi dei missili SS-20 sovietici schierati in Europa, perché Mosca lo aveva violato, ma soprattutto perché imponeva limiti al riarmo balistico che favorivano la Cina, fuori dall'accordo e quindi libera di sviluppare ogni tipo di vettore capace di minacciare i paesi vicini e gli stessi Usa.

Questa nuova crisi ha un doppio impatto, immediato e di lungo termine. Quello immediato riguarda il fatto che Putin si sente autorizzato a violare qualsiasi trattato, e quindi rinnova la preoccupazione che possa usare le atomiche tattiche in Ucraina, anche se esperti come il generale Petraeus e l'ambasciatore Volker hanno detto a Repubblica che le sue minacce sono vuote, perché queste armi renderebbero inabitabili i territori che vuole conquistare, colpirebbero i suoi stessi soldati schierati nella regione, e lascerebbero la Russia in una posizione strategica e politica peggiore di quella attuale. L'impatto di lungo termine è che se la posizione di Mosca resterà questa, senza alcun tipo di controllo, la corsa al riarmo nucleare diventerà inevitabile. L'Urss era implosa a causa del peso economico di questa sfida, e la Russia, con un Pil inferiore a quello dell'Italia, faticherebbe a tenere testa alle capacità di spesa dieci volte superiori degli Usa. Il caos e l'instabilità che ne deriverebbero, però, provocherebbero danni globali di cui si avvantaggerebbe forse solo la Cina.

Davanti a queste minacce di Putin, però, il presidente Biden non mostra alcuna intenzione di indietreggiare. La Reuters ha rivelato che sta preparando un nuovo pacchetto di forniture militari all'Ucraina per quasi 2 miliardi di dollari, che includerebbe anche le Ground Launched Small Diameter Bomb, bombe di precisione teleguidate con una gittata di 150 chilometri. Quindi Washington frena sui caccia F-16 e sui missili Atacms con quasi 300 chilometri di raggio, ma si sta orientando verso la fornitura delle Glsdb prodotte da Boeing e Saab. Queste armi consentirebbero a Kiev di colpire in profondità le retrovie delle forze di invasione russe, costringendole ad allontanare la rete dei rifornimenti logistici, e forse anche prendere di mira alcune basi in Crimea. La conferma che mancando qualunque apertura diplomatica di Putin, la soluzione del conflitto per ora resta solo militare.