La Commissione Ue si riunisce a Kiev. Dress code senza verde militare
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - Niente valigie, hanno avvertito gli uffici della Commissione europea: meglio un comodo zaino. E non dimenticate qualcosa da mangiare, in treno ci sono solo cose fredde. Ma soprattutto, non indossate abiti in stile militare: è inopportuno appropriarsi del look con cui i vertici ucraini ricordano la guerra che lacera il Paese. Sono i consigli spediti ai 16 commissari europei prima della missione straordinaria portata a termine ieri: una riunione europea allargata a Kiev, nella capitale che da quasi un anno resiste all'invasione.
Oggi si replica con un bilaterale: accanto al presidente Zelensky ci saranno la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. All'ordine del giorno c'è il conflitto: le sue insidie, le sfide comuni.
L'evento di ieri ha avuto soprattutto valore simbolico. Nessuna svolta, nessuna accelerazione verso l'ingresso di Kiev nella Ue. Una chicca però …
KIEV - Niente valigie, hanno avvertito gli uffici della Commissione europea: meglio un comodo zaino. E non dimenticate qualcosa da mangiare, in treno ci sono solo cose fredde. Ma soprattutto, non indossate abiti in stile militare: è inopportuno appropriarsi del look con cui i vertici ucraini ricordano la guerra che lacera il Paese. Sono i consigli spediti ai 16 commissari europei prima della missione straordinaria portata a termine ieri: una riunione europea allargata a Kiev, nella capitale che da quasi un anno resiste all'invasione.
Oggi si replica con un bilaterale: accanto al presidente Zelensky ci saranno la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. All'ordine del giorno c'è il conflitto: le sue insidie, le sfide comuni.
L'evento di ieri ha avuto soprattutto valore simbolico. Nessuna svolta, nessuna accelerazione verso l'ingresso di Kiev nella Ue. Una chicca però c'è: la promessa che verrà istituto all'Aia un organo inquirente capace di perseguire il crimine di invasione: è la battaglia con cui la Ong ucraina "Centro per le libertà civili" ha vinto il Nobel lo scorso anno. Con la spilla congiunta europea e ucraina al petto, Von der Leyen ringrazia il "caro Volodymyr: è bello essere di nuovo qui, è la mia quarta volta e con me ci sono gli uomini della Commissione", dall'Alto rappresentante Borrell ai 5 vicepresidenti e a 9 commissari tra cui Paolo Gentiloni.
I toni di Von der Leyen sono epici: la "brutale invasione" e il "leggendario coraggio del popolo ucraino", esordisce ricordando l'appoggio "dal primo giorno": "Il futuro del continente si sta scrivendo qui. Combattete una battaglia tra le democrazie e i regimi autoritari, Putin cerca di negare l'esistenza dell'Ucraina ma a rischiare è il futuro della Russia". Annuncia "un nuovo price cap del G7 sui petroliferi russi", e "un decimo pacchetto di sanzioni per il 24 febbraio". Ricorda i 18 miliardi di euro di aiuti erogati per il 2023 su un totale di "quasi 50 miliardi" dall'invasione, e promette la "consegna di 35 milioni di lampadine a led", la fornitura di "altri 2.400 generatori" e "150 milioni di euro di equipaggiamento vitale energetico". E poi pannelli solari per scuole e uffici, e la firma a un memorandum su rinnovabili e idrogeno.
Sulla corsa all'integrazione Ue, però, c'è poco e nulla: elogi per gli adeguamenti in corso e per i segnali sulla lotta alla corruzione. Non molto, appunto. "Quest'anno non ci saranno più ostacoli all'avvio dei negoziati sulla piena adesione", dice Zelensky, ma nei giornali ucraini questa visita così simbolica finisce in fondo, tra i fatti meno importanti mentre i missili uccidono di nuovo a Kramatorsk e l'avanzata russa nel Donbass è sempre più difficile da contrastare. A rubare la scena, alla fine, è il ministro degli Esteri Tajani da Roma: è la sua promessa dei sistemi di difesa Samp-T "entro due mesi" l'argomento che fa breccia a Kiev in attesa del vertice di oggi.